Il nostro Papa: emblema di coraggio, speranza, misericordia, pietà, fratellanza. Papa Francesco ci ha lasciato, non nell’indifferenza, e non semplicemente perché rappresenta il simbolo sacro della Chiesa, bensì in quanto uomo cristiano, francescano, che ha saputo incarnare con spontaneità e autenticità il pastore delle anime erranti, tutte, senza distinzioni. Ci ha lasciato il giorno dell’Angelo, la giornata dopo la Santa Pasqua, non un giorno qualunque.
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“Papa Francesco ha segnato profondamente un’epoca: primo pontefice proveniente dall’America Latina, ha ispirato milioni di persone e rappresenta un’eredità spirituale e morale che continuerà a vivere ben oltre il suo tempo. Ha saputo interpretare le sfide del nostro tempo con uno spirito profetico: il grido della Terra e il grido degli ultimi sono stati al centro della sua azione pastorale e diplomatica.
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Di Amalia Apicella Per Vito Mancuso, teologo e filosofo, quella di papa Francesco è stata una teopatia. ‘Patia’ sta per ‘pathos’, passione. In questa parola sono racchiusi i dodici "bellissimi" anni di pontificato. Un profeta, sì, "ma fino a un certo punto". Finché non doveva diventare un uomo di governo. La sfida del prossimo pontefice riguarderà la politica interna. E Mancuso auspica che ad armonizzare le parti sia un direttore…
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Rammarico per aver perso un punto di riferimento per tutto il mondo cattolico, ma anche l’amarezza personale di chi fu scelto da Papa Francesco in un ruolo apicale del dicastero della Comunicazione. E’ la prima riflessione che sorge spontanea a Giacomo Ghisani, cremonese, per lungo tempo in Vaticano e attualmente responsabile Economato della Diocesi di Cremona, a due giorni dalla morte del Santo Padre.
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