/04/2026 20:00:00 Il doppiopesismo del 25 aprile è, come sempre, divisivo. Che il “doppio peso e doppia misura” venga esercitato da manifestanti o cittadini non è condivisibile, ma rientra nel gioco delle parti, come narrato nella commedia omonima di Luigi Pirandello, che metaforizza la vita sociale come una recita, dove ognuno indossa una “maschera” o un ruolo fisso. Ma che ciò avvenga da parte di chi rappresenta un’istituzione, nella fattispecie la Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica…
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/ --: Mi sia permesso esprimere un profondo rammarico in merito ai fatti avvenuti durante i cortei organizzati in occasione del 25 aprile. Parto dalla sintesi che la Presidente del Consiglio, on. Giorgia Meloni, ha scritto per condannare le violenze: “Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la…
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Hanno tutti ragioni, spiegazioni seppur contrastanti su come sia andata nelle piazze il 25 Aprile, dalla Brigata ebraica, all'Anpi, alla Federazione italiana Associazioni Partigiane (poi perché anche tra i partigiani ci siano più partiti è davvero curioso). Più di tutti hanno ragione da vendere i due iscritti all'Anpi che a Roma sono stati colpiti al viso …
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Ancora una volta dobbiamo ringraziare il presidente della Repubblica per il suo costante esercizio di memoria repubblicana. Rinnovato anche in uno dei più dolorosi e divisivi anniversari della Liberazione. E sono passati 81 anni! «Ora e sempre Resistenza» ha detto con forza e convinzione Sergio Mattarella. E se vogliamo dare un seguito di consapevolezza storica e di saggezza civica alle sue parole dovrebbe essere corale e convinta la denuncia delle frasi antisemite scagliate contro i manifestanti sotto lo striscione della Brigata ebraica…
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Ancora strascichi dopo le polemiche seguite alle celebrazioni del 25 Aprile a Cernusco sul Naviglio di sabato. Anche l’Associazione Amicizia Italia Ucraina ha preso posizione sugli attacchi denunciati dagli esponenti di Azione, che hanno manifestato esponendo la bandiera ucraina, da parte di militanti di Rifondazione comunista. “Un’intolleranza che contraddice lo spirito del 25 aprile” Il nodo della discordia sta proprio nella bandiera…
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Garlasco, i punti che possono portare alla revisione per Stasi Processo Pierina Paganelli, l'arrivo di Valeria e del suo avvocato Manifestazioni 25 aprile: spari a Roma e insulti alla brigata ebraica a Milano Spari a Roma e insulti alla brigata ebraica a Milano. "Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole e spero che lo accettino". Le parole di Trump. Le parole di Stefano Arossa, Manager di WeRoad, sui viaggi degli italiani in questo ultimo periodo.
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Il 25 aprile – non è detto che la notizia sia a molti ancora nota né che interessi loro più di tanto – corrisponde al giorno in cui, nel lontano 1945, il Comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia dichiarò ufficialmente l’insurrezione generale ordinando ai partigiani di attaccare ogni formazione nazi-fascista; questo giorno è stato convenzionalmente scelto per collegarvi la definitiva caduta del regime fascista e l’avvio del nuovo ordine politico; un mese circa dopo sarebbe nato il primo governo…
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Il 25 aprile 2026 è stato un successo in quanto a partecipazione numerica ma anche in termini di chiarezza politica: migliaia di antifasciste e antifascisti in piazza in tutta Italia – e non solo nelle mobilitazioni istituzionali – e diversi veli che sono stati squarciati da una giornata incisiva. 1) In primis bisogna rilevare, positivamente, che il sostegno a Israele non ha più cittadinanza nella piazze della Resistenza
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Il 25 aprile della damnatio memoriae C’è qualcosa di più che stonato, qualcosa di moralmente indecente, in un 25 aprile in cui alcune piazze che si riconoscono nella sinistra, che rivendicano per sé il monopolio dell’antifascismo, finiscono per cacciare chi porta la bandiera di un popolo invaso e per insultare chi ricorda il contributo ebraico alla Liberazione. Non è un incidente. È un sintomo. Ed è un sintomo grave.
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Roma, 27 apr – Il 25 aprile di quest’anno ha mostrato in maniera evidente qualcosa che fino a pochi anni fa sembrava impossibile: la guerra civile interna dell’antifascismo italiano. Non una frattura occasionale, non una giornata “rovinata dagli estremisti”, non il solito problema di ordine pubblico da archiviare con due dichiarazioni istituzionali. Quello che è accaduto nelle piazze italiane indica la decomposizione di un blocco politico, culturale e simbolico che per decenni…
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Qualcosa si è spostato nell’ultimo 25 aprile. Le discussioni in tv, sui social sono state occupate dalle polemiche intorno agli episodi (gli spari a porta San Paolo, la brigata ebraica, le bandiere ucraine…); ma le piazze e le strade e i bar e i parchi sono stati occupati per tutto il giorno fino a notte da una fiumana di persone che di quei dissidi non ha sentito alle volte nemmeno l’eco, e che ha invece mostrato che qualcosa è profondamente, viene da…
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La solidarietà a Trump, la condanna dell’allontanamento della Brigata ebraica e dell’aggressione ai politici con la bandiera ucraina, gli auguri al “carabiniere più longevo d’Italia“. Ma nemmeno una parola sui due manifestanti iscritti all’Anpi feriti da colpi di pistola ad aria compressa a Roma. Inizia a notarsi il silenzio selettivo di Giorgia Meloni, che nelle ultime ore è intervenuta due volte sui social a…
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Il giorno dopo il 25 aprile il presidente della Regione Michele de Pascale torna sugli episodi che, sostiene, hanno macchiato la festa per la Liberazione: «I partigiani e le partigiane non si sono battuti per una singola posizione politica, ma soprattutto perché fosse possibile sostenere le proprie idee in un dibattito repubblicano libero e pluralista – dice il governatore – non dirsi antifasci…
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Due immagini del 25 aprile peggiore di sempre, come è stato giustamente scritto: un mascherato che, a Roma, spara con una scacciacani contro una coppia di manifestanti dell’Anpi e, a Milano, una folla che scaccia gli ebrei dal corteo a suon di insulti e minacce (c’è un video terrificante sul sito del Corriere della Sera). Anche senza aggiungere ad esse il gesto sconcio d…
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Eccoci di nuovo qui, a fare i conti con un’Italia che non impara nulla, che dimentica tutto e che confonde la libertà conquistata col sangue della Resistenza con il diritto di calpestare quella degli altri. Guardate queste piazze del 25 Aprile: dovevano essere il respiro profondo di una nazione che si riconosce nella fine della tirannia, e invece puzzano di intolleranza vecchia e nuova, di un odio che prevale sistematicamente sui valori di pace e inclusione.
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La premier Giorgia Meloni interviene su un 25 aprile sporcato da aggressioni e da insulti. In un post sui social, la leader di Fdi ricapitola quanto avvenuto. A preoccupare sono le azioni, le macchie lasciate dagli odiatori. Le manifestazioni per il 25 aprile - premette - "dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione". E invece, elenca, la ricorrenza è stata condita da "aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici)…
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«Questo non è il 25 aprile, questo è l’8 settembre». Avrà anche esagerato il deputato del Partito democratico Filippo Sensi, che ha tratto tale amarissima conclusione alla fine della festa dedicata a celebrare la Liberazione. Ma non tanto. Sfortunata è infatti la Repubblica se perde a tal punto una memoria comune delle proprie origini, da trasformarne una data fondativa in palestra per chi vorrebbe ricominciare, seppure sotto forma di farsa, una nuova guerra civile
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