Il tumore della vescica è il quarto più diffuso in Italia: il campanello d'allarme è il sangue nelle urine. Oggi ci sono nuove cure ma la diagnosi precoce è fondamentale Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline. 123RF Tumore della vescica È vero.
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(Adnkronos) – Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 5.500 tumori urologici eredo-familiari. Rappresentano circa il 6/7% di tutti i casi di carcinoma della prostata, del rene e della vescica. Per questi uomini e donne, che presentano varianti genetiche che aumentano il rischio di cancro, bisogna personalizzare non solo le terapie ma anche la prevenzione. È quanto afferma la Società italiana di uro-oncologia (Siuro) in occasione della Giornata mondiale contro il cancro (World cancer day) che…
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Ogni anno nel nostro Paese si registrano oltre 5.500 tumori urologici eredo-familiari, che rappresentano il 6-7% dei carcinomi di prostata, rene e vescica. Si tratta di neoplasie che colpiscono persone portatrici di varianti genetiche associate a un rischio oncologico aumentato. Per questi pazienti, secondo la Società Italiana di Uro-Oncologia (Siuro), è necessario personalizzare sia le terapie sia gli interventi di prevenzione.
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