Si tratta della più grave interruzione dell’offerta energetica nella storia recente, destinata a produrre effetti per mesi per quanto riguarda i giacimenti di Kuwait e Iraq e anni per le infrastrutture del Qatar danneggiate dagli attacchi Oltre 500 milioni di barili di petrolio e derivati sottratti al mercato in meno di due mesi, per un controvalore di circa 50 miliardi di dollari. È il bilancio della crisi innescata dal conflitto con l’Iran avviato 50 giorni fa da Usa e…
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Approfondimenti:
Le ostilità attorno allo Stretto di Hormuz non rappresentano soltanto una crisi militare regionale. Esse costituiscono, in realtà, una delle manifestazioni più evidenti della trasformazione della guerra in conflitto economico sistemico. In quel tratto di mare si concentra infatti un punto di passaggio decisivo per gli idrocarburi mondiali, e proprio per questo Hormuz non è più soltanto un luogo geografico: è un dispositivo di pressione, un moltiplicatore di rischio, un’arma strategica capace di produrre effetti immediati sui prezzi…
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Domenica 19 aprile 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// In stallo la situazione in Medio Oriente dopo la nuova chiusura di Hormuz, mentre prosegue il lavoro della diplomazia in vista dello scadere della tregua: ancora incerta la…
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Sulla ripresa dei flussi nello Stretto di Hormuz non c'è certezza. I mercati lo hanno capito posizionandosi in un nuovo assetto in attesa di una graduale riapertura della circolazione. La prospettiva è di un progressivo ritorno alla normalità che potrebbe durare fino a sei mesi. ma per una riattivazione completa dei flussi ci vorranno almeno due anni. È quanto ha dichiarato Fatih Birol, direttore esecutivo della Iea, l'Agenzia internazionale dell'energia.
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Dovesse finire oggi stesso, la guerra in Iran avrebbe già lasciato conseguenze durature sull'industria petrolifera. Dall'inizio del conflitto alla fine di febbraio, il mondo ha perso oltre 50 miliardi di dollari di petrolio greggio, in termini di mancata produzione, in soli 50 giorni. La stima è di alcuni analisti interpellati da Reuters. Si tratta di oltre 500 milioni di barili di greggio eliminati dal mercato globale, secondo i dati di Kpler (nota piattaforma di dati sull'energia) la più grande…
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Nello Stretto di Hormuz non si muove una nave né una foglia. Il blocco da settimane, almeno sei, da parte dagli iraniani che impedisce alle navi di trasportare il petrolio e il gas necessari al resto del mondo, ha un effetto sull’economia del pianeta più dirompente della stessa guerra che si combatte, e che a sua volta risulta sospesa, non lontano dalla quiete di quel mare. Una quiete che può annunciare tempesta.
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Non avevano saputo fare di peggio nemmeno gli anni Settanta. Stando a quanto segnala il rapporto mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), la domanda globale di petrolio si appresta a subire il calo più drastico dai tempi della pandemia di Covid-19. Sul settore pesava allora il lockdown, mentre oggi fa sentire tutti i suoi effetti la cosiddetta “distruzione della domanda”: la scarsità di greggio fa schizzare i prezzi verso l'alto e i consumi crollano giocoforza.
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La chiusura dello Stretto di Hormuz, che in tempo di pace convoglia circa il 20% del petrolio mondiale, ha drasticamente ridotto i volumi in uscita dal Medio Oriente Aprile sta mettendo a dura prova la sicurezza energetica dell’Asia, una regione particolarmente vulnerabile alle crisi di approvvigionamento derivanti dai blocchi nello Stretto di Hormuz. Mentre Cina e Giappone dispongono ancora di riserve sufficienti per mesi, il Sud-est asiatico sta esaurendo le proprie scorte nelle ultime settimane, con…
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ROMA – «Dobbiamo aspettarci dieci anni di alti prezzi del petrolio». Jeromin Zettelmeyer, direttore del think tank Bruegel, è frastornato dalle notizie contraddittorie che arrivano a raffica. «Ora gli iraniani hanno richiuso lo Stretto ma è naturale vista la precarietà della precedente effimera riapertura. La verità è che il regime di Teheran ora è più forte e la normalizzazione è lontana». Faran…
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Nel corso di In altre parole, Corrado Formigli analizza la crisi legata allo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati per il traffico mondiale di petrolio. Secondo Formigli, la guerra in corso non porterà vantaggi a nessuno, ma ha già prodotto un effetto destabilizzante importante. Il riferimento è al ruolo degli Stati Uniti e in particolare di Donald Trump, accusato di aver innescato una dinamica che ha reso evidente la forza strategica…
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Nel corso del dibattito televisivo, Massimo Giannini interviene sulle conseguenze economiche delle tensioni nello stretto di Stretto di Hormuz, evidenziando il legame tra instabilità geopolitica e movimenti speculativi sui mercati energetici. Secondo Giannini, le oscillazioni dei prezzi del petrolio e dell’energia non sarebbero solo effetto diretto dei conflitti internazionali, ma anche di dinamiche speculative che coinvolgerebbero grandi…
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– Professor Giraudo, quanto tempo servirà per uscire dalla crisi provocata dalla chiusura dello Stretto? "Se la soluzione della guerra è rapida, 3 o 4 settimane. Se sarà un po’ più lunga almeno 2 mesi, se continua questo caos almeno 6 mesi. Ma solo per l’emergenza. Per essere veramente sereni serviranno tra i 2 e i 4 anni". Alessandro Giraudo insegna ‘Geopolitica delle materie prime e gestione dei rischi’ all’Inseec di Parigi, ed è autore di numerosi libri…
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