BUDAPEST. Sulla carta, difesa a spada tratta della famiglia tradizionale e soprattutto dei bambini da proteggere con controverse norme, anche dai presunti rischi della “propaganda gay”. Ma poi emerge l’esplosiva storia di una grazia concessa a una persona coinvolta in un caso di abusi su minori, che getta ombre lunghe e provoca straordinarie, inevitabili polemiche. Al punto che alla fine fa cader…
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Eletta nel 2022 dal Parlamento alla più alta magistratura del Paese, la Novak era stata in precedenza ministro della famiglia e vicepresidente di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban. Volto relativamente moderato del potere (ma alcuni analisti parlano di semplice gioco delle parti) aveva condannato l’invasione russa dell’Ucraina e fatto visita a Kiev al presidente Volodymyr Zelensky, che ha pessimi rapporti con Orban.
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La presidente ungherese Katalin Novak ha annunciato le proprie dimissioni in seguito allo sdegno suscitato nel paese dalla sua decisione di graziare un condannato per reati sessuali su minori. "Mi dimetto dal mio incarico", ha dichiarato in un discorso ufficiale la capo di Stato riconoscendo di aver commesso "un errore". Nel marzo 2022 Novak, considerata molto 'vicina' al Primo ministro Viktor Orban, era diventata la prima donna a ricoprire questa posizione sostanzialmente cerimoniale.
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Colpo di scena in Ungheria. La presidente Katalin Novak ha annunciato le proprie dimissioni. La svolta in seguito allo sdegno suscitato nel Paese dalla sua decisione di graziare un condannato per reati sessuali su minori. Almeno una decina le piccole vittime tra il 2004 e il 2016. «Mi dimetto dal mio incarico», ha dichiarato in un discorso ufficiale la capo di Stato riconoscendo di aver commesso «un errore».
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