Civil War di Alex Garland è un film che utilizza la rappresentazione di una guerra per rivelare il drammatico passaggio di testimone tra generazioni, evidenziando il rischio di rimanere chiusi in un circolo vizioso.
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Già diversi mesi prima della sua uscita nelle sale, vari teorici del complotto globale additavano “Civil War” come un chiaro esempio di “programmazione predittiva”: un concetto controverso e di vecchia data secondo in cui certi contenuti, travestiti da prodotti di entertainment di massa, veicolano subdoli messaggi rivolti al condizionamento emotivo della popolazione da parte di potenti elite mediatiche.
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“Civil War” è uno dei film più belli visti negli ultimi anni, un devastante viaggio dentro la follia umana che è la causa primaria di guerre senza senso. Una discesa agli inferi dentro la violenza più estrema che solamente registi come Coppola o Kubrick hanno raccontato, trovando ora in Alex Garland un fedele discepolo. Il film si apre con lo sguardo sul presidente degli Stati Uniti che sta preparando un discorso alla Nazione per annunciare la prossima fine della Guerra civile che vede contrapposte le forze del West (rappresentate da Texas…
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Un’ultima cosa resta agli Stati Uniti e alla loro produzione culturale: la capacità di guardarsi allo specchio, quella capacità che – non possono non riconoscerlo anche i detrattori degli USA e gli assertori del multipolarismo – dentro alla Russia e alla Cina fatica ad esprimersi (registi critici, come Zvjagincev, o opere critiche, come il sublime Souzhou River di Lou Ye, film imprescindibile per capire la Cina del boom economico dei decenni passati, sono assai poco amati in patria e sfidano la censura).
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Il film di Garland conferma il primo posto al box office statunitense. Un buonissimo risultato al di là delle considerevoli differenze tra incassi oltreoceano e internazionali È il titolo del momento, quello di cui tutti parlano. Civil War, quarto (e forse ultimo) film da regista di Alex Garland, è ormai da qualche giorno in tutte le sale italiane, uscito a una settimana di distanza dal rilascio statunitense, dopo l’anteprima mondiale al South by Southwest del 14 marzo.
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S’è scritto parecchio, talvolta a sproposito, su Civil War. Il film di Alex Garland ha goduto di un alto livello di hype fin dai primi trailer, il che rende comprensibile che a ridosso dell’uscita se ne parli tanto seppur non sempre se ne colga il senso rimanendo piuttosto sulla superficie. Tra le interpretazioni scorrette c’è quella secondo cui l’opera sarebbe equidistante rispetto alle parti in gioco, preferendo mostrare senza pronunciarsi.
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Non si arresta al corsa al botteghino americano di Civil War. Il provocatorio thriller distopico del regista Alex Garland ha incassato altri 11 milioni di dollari nel secondo weekend di programmazione arrivando a quota 44,8 milioni. La pellicola rovente che vede Kirsten Dunst nei panni di una giornalista che attraversa gli Stati Uniti violentemente divisi sta beneficiando della curiosità del pubblico americano in un momento delicato a livello di politica internazionale.
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Weekend decisamente moscio al box-office americano: non è il peggiore di questa prima parte dell’anno, ma con soli 63 milioni di dollari di incassi è uno dei peggiori. A guidare la classifica è nuovamente Civil War, che batte le nuove uscite con soli 11.1 milioni di dollari in quasi quattromila cinema: buona la tenuta (-56% rispetto al weekend d’esordio), con un totale di 44.8 milioni di dollari che potrebbe tradursi poi in un incasso a fine corsa di 75/80 milioni di dollari negli USA
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Alla fine, si sta profilando un weekend al box office statunitense e canadese molto combattuto, ma anche deboluccio. Tanto che i circa 11M di Civil War (-57%, percentuale importante, ma minore di quanto si temesse, per un totale di 44,7M finora) dovrebbero bastare per conservare la prima posizione, ma fanno capire che i numeri totali non sono buoni, come riporta Deadline. In effetti, con 65,8M, siamo di fronte al fine settimana più debole da fine febbraio a oggi, a ennesima dimostrazione di una programmazione che non riesce a incidere più di…
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Mentre Civil War di Alex Garland è sui nostri schermi, vi presentiamo alcune scene in italiano del film interpretato da Kirsten Dunst, nei panni di una fotoreporter in uno scenario di fantapolitica... molto realistica.
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Di cosa parla “Civil War”? Ambientato in un futuro non troppo lontano, Civil War (la nostra recensione) immagina una versione dell’America in cui gli Stati Uniti sono nel bel mezzo di un enorme conflitto territoriale. Mentre la maggioranza degli Stati del Nord-Est rimane fedele all’Unione e al Presidente degli Stati Uniti (Nick Offerman), l'”Alleanza della Florida” degli Stati del Sud e le “Forze dell’Ovest” del Texas e della California hanno tentato di…
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Non sappiamo se si rivelerà il film dell'anno, come abbiamo scritto nella nostra recensione, ma è sicuramente una pellicola dal grande impatto Civil War, nuova fatica cinematografica di Alex Garland, prodotta dalla A24, che ha debuttato come suo miglior esordio di sempre nel primo weekend negli Usa, e distribuita nelle sale italiane da 01 Distribution. Civil War: la "nuova" bandiera degli Stati Uniti d'America...
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Questo momento è indicativo del film nel suo complesso, un'opera robusta e ben girata che presenta uno scenario spaventoso e colpevolmente intrigante, anche se poi rifiuta di esplorarlo. Quello che sappiamo è che in un momento non distante dal nostro presente, un presidente – l'archetipico uomo forte interpretato da Nick Offerman, paragonato a dittatori come Pol Pot e Ceaușescu – si sta impadronendo del potere.
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Chi entra in sala a vedere Civil War non cerchi farneticanti pamphlet Trump contro Biden, democratici buoni contro repubblicani cattivi, Nord progressista contro Sud retrogrado. Il film scritto e diretto da Alex Garland ha una sua sostanziale, evidente, magnetica vena apolitica da lasciare piacevolmente stupefatti. Insomma, nel futuro distopico/apocalittico che Garland costruisce attorno ad una guerra civile tra Forze dell’Occidente (Texas e California) e altri staterelli sparsi…
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Questo articolo parla diffusamente del finale di Civil War, titolo appena approdato al cinema Civil War, il tesissimo dramma di Alex Garland sui fotoreporter che documentano la caduta degli Stati Uniti, si conclude alla Casa Bianca. Le "Forze Occidentali" del Texas e della California hanno avuto successo e il governo in carica, guidato dal presidente fascista e senza nome interpretato da Nick Offerman, è praticamente crollato.
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Questo articolo è pubblicato sul numero 17 di Vanity Fair in edicola fino al 23 aprile 2024. L’intelligenza artificiale di OpenAi è addestrata con informazioni che arrivano fino al 2021, dunque possiamo considerare le sue risposte non un commento all’attualità, ma una specie di spremuta dell’inconscio collettivo. Alle prime interazioni ChatGpt non offre mai creatività, ma la risposta più probabile, quella più condivisa.
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Il film di Alex Garland (‘Ex Machina’, ‘Annientamento’) starring Kirsten Dunst è una distopia racconta l’orrore di una nazione in crisi. Ma a volte lascia il dubbio che non voglia scontrarsi davvero con la realtà
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Una nuova guerra civile negli Stati Uniti: è questa la base dell’inquietante “Civil War”, ultima fatica di Alex Garland, tra i titoli protagonisti del weekend in sala. La vicenda è ambientata in un futuro prossimo, nel quale gli Stati Uniti stanno combattendo una logorante guerra civile, a causa della polarizzazione tra fazioni avverse che ha fatto nascere un vero e proprio conflitto armato. Mentre la carica presidenziale è sempre più a rischio, le forze armate attaccano i civili e i…
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La partenza a razzo di Civil War nei cinema Usa è la dimostrazione che la quinta regia di Alex Garland non è, come qualcuno sostiene, un puro esercizio di stile. Al contrario, scava nella panic room delle paure americane, mette a soqquadro la sensibilità comune, provoca e turba, è una cicatrice aperta sull’attualità, una lezione sul potere degenerato, sull’odio, il caos, l’egoismo collettivo, le…
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INSERITO DA: Orienta spa – IL GIORNO: 29/03/2024 SETTORE: Personale Operaio SEDE DI LAVORO: Perugia Orienta spa organizza un corso di programmazione dedicato alla fresatura e cnc si svolgerà ad Umbertide Il corso della durata complessiva di 160 ore, di cui una parte teorica ed una parte pratica, sarà tenuto da docenti altamente qualificati. Obiettivo del corso è far acquisire agli allievi conoscenze e competenze relative all’approntamento della macchina Fresa CNC, ai principali materiali utilizzati e alle loro…
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INSERITO DA: Orienta spa – IL GIORNO: 25/03/2024 SETTORE: Personale Operaio SEDE DI LAVORO: Perugia Orienta Spa, agenzia per il lavoro, ricerca per importante azienda cliente nel settore metalmeccanico un FRESATORE si richiede esperienza pregressa nella mansione e disponibilità immediata al lavoro su turni. Zona di lavoro: TREVI CANDIDATI PER QUESTO LAVORO »
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