"L'aria è frizzante, basta che non diventi irrespirabile, come nel 2019". Lo ha detto il vicepresidente leghista del Senato Gian Marco Centinaio in un'intervista a La Repubblica. Il riferimento è al governo Conte I, di cui Centinaio fu ministro. "E la situazione di questi giorni, queste tensioni continue, me la ricorda", afferma. Al portavoce di FI, Raffa…
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Buongiorno. «Non c’è nulla di più insidioso per un governo di una baruffa strumentale tra i partiti di governo». Il nostro Verderami è da qualche lustro il più preciso sismografo del centrodestra, e l'allarme che lancia nel suo editoriale è di quelli seri. Serio non vuol dire catastrofico. Le scosse non hanno ancora una magnitudo tale da prefigurare una crisi di governo. Ma lo sciame sismico tra Forza Italia e Lega - con Giorgia Meloni segnalata nei giorni scorsi come «incazzata nera» tanto con Matteo Salvini quanto con Antonio Tajani - dura ormai da…
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ROMA — «L’aria è frizzante, basta che non diventi irrespirabile, come nel 2019». Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, in quel governo, il Conte I, retto dal bizzoso tandem Lega-M5S, era un ministro di peso, titolare dell’Agricoltura. Quel film l’ha visto bene, in prima fila. «E la situazione di questi giorni, queste tensioni continue, me la ricorda», racconta al termine dell’ennesima …
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Tensione in maggioranza. Il ministro dell'Economia Giorgetti derubrica lo scontro a "cose parlamentari" Resta alta la tensione in maggioranza all’indomani del no di Forza Italia all’emendamento presentato dalla Lega al decreto fiscale per la riduzione del canone Rai. Ad alimentare lo scontro tra alleati è ancora il partito di Antonio Tajani, decisivo nel mandare sotto l’esecutivo mercoledì col suo voto assieme alle opposizioni in commissione Bilancio del Senato
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Per quanto minimizzata da più parti, la tensione nella maggioranza di governo rimane. E resta accesa soprattutto dal lato di Forza Italia. Che non sembra voler abbassare i toni dallo strappo consumatosi ieri in Commissione Bilancio, dove gli azzurri non hanno votato l'emendamento della Lega che chiedeva il taglio del canone Rai a 70 euro annui, come lo scorso anno. Nessun interesse di carattere aziendale per i Berlusconi padroni di Mediaset, ha…
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E meno male che doveva essere il giorno della rappacificazione tra Lega e Forza Italia. Il buongiorno a Matteo Salvini arriva di prima mattina: Matteo, gli alleati ti danno del “paraculetto”, espressione che salva i rapporti di maggioranza solo nell’uso del vezzeggiativo. L’epiteto arriva dal portavoce degli azzurri Raffaele Nevi, in un’intervista a affaritalian…
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ROMA. «Non serve una verifica di governo ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise». Con queste parole Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia e vice-capogruppo vicario alla Camera, parla delle ultime tensioni nel governo e nella maggioranza soprattutto con la Lega. Un messaggio alla Lega? «Si dia una calmata, abbassi i toni e torniamo a parlarci…
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Ieri Forza Italia ha votato contro l'emendamento della Lega per ridurre il canone da 90 a 70 euro. Poi il Carroccio ha bloccato una proposta dell'azzurro Lotito sulla sanità in Calabria. La premier: "Sono solo schermaglie". Ma le opposizioni partono subito all'attacco. "Incapaci di governare il Paese, troppo presi a litigare tra di loro", dice la leader dem Elly Schlein Un incidente che secondo la premier Giorgia Meloni si poteva, e si doveva…
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Il voto contrario di Forza Italia su un emendamento della Lega riguardante il canone Rai - a cui anche il governo aveva dato parere positivo - ha portato una rottura. I leader del centrodestra cercheranno di ricomporla, ma nelle settimane verso l'approvazione della manovra ci sarà occasione per altri 'screzi'.
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Matteo Salvini e Antonio Tajani tirano entrambi in ballo il nome di Silvio Berlusconi sulla questione del taglio del canone Rai, costata ieri più di un brivido lungo la schiena della premier Giorgia Meloni. Il primo ad appellarsi al cavaliere che fu è il leader leghista. «Ricordo che anche l’amico Berlusconi riteneva che il canone Rai fosse una tassa, una gabella su cui riflettere e da limare, non da cancellare, io sarei per la cancellazione ma in medio stat virtus», dice il vicepremier nonché ministro delle…
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«Raffreddare, bisogna raffreddare...». A metà pomeriggio Maurizio Lupi attraversa l’immensa navata del «transatlantico» di Montecitorio invocando metaforici estintori che spengano l’incendio. Ma le parole non bastano, tanto alto e pericoloso è ormai il falò di attriti personali, emendamenti impallinati, piccole ripicche e grandi vendette, che hanno portato la maggioranza sul filo del precipizio e scatenato la furia di Giorgia Meloni
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Buongiorno dalla redazione di Today.it. Ecco Start, le notizie da sapere per iniziare la giornata: oggi è giovedì 28 novembre 2024. Cosa è stato deciso sul canone Rai Lo "sconto" del canone Rai non passa, l'aumento del contributo ai partiti sì. La…
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La premier a Salvini e Tajani: volete ridimensionarmi? Perderete consenso. Il complotto di Pier Silvio e Marina dietro la lite tra Lega e Forza Italia: «Ti avevo chiesto di abbassare i toni, ho già il Quirinale che ci frena su tutto...» Incazzata nera. Giorgia Meloni viene descritta così dal suo entourage dopo la lite sul canone Rai e sul decreto fiscale tra Forza Italia e Lega. Incazzata ma non rassegnata, anzi.
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A fine giornata per la maggioranza non è successo niente. La spaccatura tra Lega e Forza Italia, verificatasi ieri mattina in commissione Bilancio al Senatoo al momento del voto sul taglio del canone Rai, a sera viene derubricata dalla premier Giorgia Meloni a «schermaglie»: «Se abbiamo trovato l’accordo sul cessate il fuoco in Libano possiamo farlo pure sul canone Rai» dice. Ma l’episodio ha lasciato il segno.
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Prima osservazione: il governo non andrà in crisi solo perché FI ha votato sulla Rai con le opposizioni, in disaccordo con FdI e Lega che volevano tagliare il canone della tv di Stato. Seconda: in Europa FdI e FI hanno fatto eleggere la Commissione di Ursula von der Leyen. La Lega, invece, si è espressa contro con tutta l’estrema destra del gruppo filo Putin e filo Trump dei Patrioti europei. Terza considerazione: la maggioranza reggerà, ma appare divisa appena due giorni dopo l’aperitivo della riconciliazione a casa…
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