Quando si parla di responsabilità sociale delle grandi aziende, si rischia spesso di incorrere in un cliché, un concetto svuotato dal peso delle sue stesse ripetizioni. Ma quando colossi come Leonardo e Rheinmetall uniscono le forze per tracciare una nuova rotta per la difesa europea, è impossibile liquidare il tutto come uno slogan trito e ritrito. Questo non è solo business, è il futuro della sicurezza del continente che prende forma davanti ai nostri occhi.
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"Un passo fondamentale nella costruzione di una solida industria della difesa europea”. Queste le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto in merito alla nascita di LRMV, società paritetica tra Leonardo e Rheinmetall per la produzione di sistemi d'armamento terrestre che godrà di una prima commessa da oltre 20 miliardi di euro dall'Esercito Italiano. La joint venture, il cui polo produttivo italiano principale sarà l'ex Oto Melara…
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Ecco le vere mire della joint-venture tra Leonardo e Rheinmetall Nasce la joint venture fra Leonardo e Rheinmetall con l'obiettivo di dar vita a un nuovo nucleo europeo per lo sviluppo e la produzione di veicoli militari da combattimento in Europa.Tutti i dettagli È nata Leonardo Rheinmetall Military Vehicles: la joint-venture paritetica tra il gruppo dell’aerospazio e difesa italiano e il colosso tedesco della difesa per i nuovi carri armati e veicoli da combattimento per l’Esercito tricolore.
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Nasce oggi, con la firma a Roma, la joint venture paritetica tra Leonardo e Rheinmetall annunciata lo scorso luglio. Avrà sede legale a Roma e sede operativa a La Spezia. E' una alleanza italo-tedesca per i carri armati che ha prende vita come "obiettivo primario" per le megacommesse da oltre 20 miliardi in 10 anni dell'Esercito Italiano per rinnovare la vecchia flotta degli Ariete e dei Dardo, con 280 carri armati, in parte in versione da…
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“I nostri semi e i nostri peperoni sono ufficialmente Dop”. Valerio Fresilli, presidente della Associazione dei Produttori, ha ricevuto gli esiti delle analisi e delle verifiche eseguite in estate a Pontecorvo dai tecnici incaricati dall’Ente certificatore. Non era un risultato scontato, perché questa è stata la prima semina per i produttori che hanno aderito alla nuova Associazione e perchè il raccolto, in termini di quantità, è stato piuttosto modesto.
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