Sul concordato preventivo biennale previsto dal decreto legislativo del 12 febbraio 2024 si accende il dibattito nel mondo della consulenza finanziaria, dopo l'analisi di ADVISOR (qui l'articolo). Secondo Federpromm, federazione che rappresenta consulenti finanziari e operatori di mercati finanziari, creditizi e assicurativi, è necessario un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate (di cui “permane il silenzio”) su alcuni aspetti interpretativi che stanno alimentando confusione tra operatori e reti.
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Approfondimenti:
Le istruzioni ministeriali del modello Redditi PF 2025 prevedono che, in presenza di redditi di lavoro autonomo o d’impresa definiti a seguito di adesione al Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il 2024, l’acconto IRPEF per il 2025 debba essere calcolato tenendo conto del reddito concordato, ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. n. 13/2024. Tale precisazione ha sollevato dubbi in merito alla necessità di ricalcolare l’importo indicato al rigo RN34 (“Differenza”) compilando il rigo RN61 (colonna 1 - “casi…
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L’articolo 12-ter del D.L. n. 84 del 17/6/2025 (cd. decreto fiscale) ha introdotto uno speciale regime del ravvedimento per i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale 2025 - 2026. Si tratta di una riedizione del ravvedimento di cui all’articolo 2-quater del D.L. 113/2024 concesso…
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Da quando è stato introdotto il Concordato Preventivo Biennale (D.lgs. 12 febbraio 2024), il mercato della consulenza finanziaria, sul fronte del reclutamento, ha iniziato a muoversi con una velocità diversa. Non è ancora un terremoto, ma qualcosa ha iniziato decisamente a cambiare. Il meccanismo è semplice: chi aderisce al concordato può concordare con il Fisco il reddito su cui pagare le tasse per due anni, indipendentemente dai guadagni effettivi.
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