Dazi USA: per gli esperti, Berna ha ancora qualche carta per convincere Trump Parmelin e Keller-Sutter. Keystone-SDA La Svizzera ha ancora alcune opzioni sul tavolo per dissuadere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dall'imporre dazi doganali elevati sulle esportazioni elvetiche. 4 minuti Keystone-ATS Il tempo però stringe e gli addetti ai lavori si dividono sull’opportunità o meno di trovare un accordo last minute.
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Altre informazioni:
Borsa svizzera: niente panico, chiude in lieve ribasso, SMI -0,15% Keystone-SDA Chi aveva ipotizzato un crollo si è dovuto ricredere: la borsa svizzera ha chiuso in lieve ribasso la prima seduta dall'annuncio dei dazi al 39% imposti alla Svizzera dal presidente americano Donald Trump. 3 minuti (Keystone-ATS) L’indice dei valori guida SMI ha terminato a 11’818,63 punti, in flessione dello 0,15% rispetto a giovedì.
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Dazi USA, tra appelli alla calma e scenari catastrofici Dal 7 agosto, molti prodotti svizzeri dovrebbero costare molto di più negli USA. Keystone / Christian Beutler Mentre le autorità svizzere hanno indicato lunedì di voler continuare a negoziare con Washington anche dopo il 7 agosto, quando dovrebbero scattare i dazi al 39% sulle merci elvetiche esportate oltre Atlantico, gli ambienti economici sono divisi tra chi teme gravi ripercussioni e chi invita alla calma.
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Il «ministro» dell’Economia ha parlato anche di ulteriori investimenti negli Stati Uniti e citato discussioni intense con il settore farmaceutico (particolarmente inviso a Trump e che caratterizza una buona fetta dell’export elvetico verso gli USA). Sul tavolo, però, ci sono anche tutta una serie di proposte avanzate dall’economia e dalla politica: c’è chi chiede di fare maggiori concessioni, di fare più lobbismo alla Casa Bianca (dialogando soprattutto con i consiglieri più vicini a Trump), ma anche chi…
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Avvio di seduta pesante per la Borsa di Zurigo, con gli investitori preoccupati dal fallito accordo sui dazi che ha portato gli Usa a imporre alla Svizzera tariffe al 39%, tra le più alte al mondo. Il listino elvetico, chiuso venerdì, cede l'1,5% mentre il franco cede lo 0,5% sul dollaro, a 1,2368. Su Zurigo si fanno sentire anche le pressioni del presidente Trump alle case farmaceutiche per abbassare i prezzi: Novartis e Roche holding, che pesano per il 30% del listino, cedono rispettivamente l'1,3% e l'1,7%.
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Tempo medio di lettura: 2 minuti Il nuovo ordine esecutivo firmato da Donald Trump ha aperto un fronte commerciale inedito tra Stati Uniti e Svizzera, introducendo dazi fino al 39% sulle esportazioni elvetiche, in particolare nei settori farmaceutico, tecnologico e manifatturiero. Una misura che, secondo il governo di Berna, è da considerarsi “inaspettata e sproporzionata” e che entrerà in vigore a partire dal 7 agosto, con effetti potenzialmente devastanti per…
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Sontro sui dazi tra Svizzera e Stati Uniti, Berna cerca un’intesa e prepara le contromosse per evitare una doccia fredda per l’export svizzero. Gli Stati Uniti hanno annunciato che dal 7 agosto imporranno un dazio del 39% su una vasta gamma di prodotti elvetici. Una misura senza precedenti, nettamente più alta del 31% inizialmente ventilato e ben oltre il 15% imposto all’Unione Europea. La motivazione ufficiale? Un presunto “squilibrio commerciale” a favore della Svizzera, quantificato…
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E a proposito di storia, si ricorda un’altra guerra dei dazi tra Stati Uniti e Svizzera che ha coinvolto proprio il settore orologiero. Bisogna tornare indietro di settant’anni: il 28 luglio 1954 gli Stati Uniti aumentarono dal 35 al 53% i dazi sugli orologi svizzeri. Il motivo? Sostenere l’industria statunitense. La guerra degli orologi ebbe un impatto grave sui produttori. A Bienne, La Chaux-de-Fonds e in altre località la gente scese in piazza per manifestare.
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Però occorre osservare con ottimismo la situazione con la ragione e la testa che contraddistingue l’azione politica, diplomatica e amministrativa svizzera. Ai diktat non si risponde solo a muso duro, ma facendo valere i fatti e la Svizzera di ragioni ne ha da vendere. Siamo piccoli, ma non per questo deboli, non per questo degli inetti. Abbiamo un tessuto economico robusto, siamo seri e ricordiamo, tanto perché di fronte al pessimismo e al disfattismo interno contro il Consiglio federale che si sta manifestando in questo post Primo agosto…
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L’Ocse ha avvertito che la debolezza degli investimenti aziendali sta minacciando la crescita globale, con la spesa aziendale nella maggior parte delle economie avanzate che non riesce a tornare ai...
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Dopo la batosta subita venerdì scorso con i dazi americani al 39%, la Svizzera non cambia. Trattare e ancora trattare, senza attuare ritorsioni. Questa la linea di Berna....
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Aree di crisi nel mondo n. 254 del 3-8-25 Washington Alla presenza di eccelse menti del suo entourage, tra i quali spiccava il wrestler Triple H, il Presidente Trump ha firmato l’ordine esecutivo che avvia i dazi per una 70ina di Paesi con i quali sono stati chiusi accordi consensuali e li inasprisce per altri paesi con i quali non è stato chiuso alcun accordo. I colloqui con la Cina presso Stoccolma non hanno prodotto risultati, ma li prolungano oltre la scadenza del primo agosto.
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