Diciotto punti portati a casa da Suzuka, un quarto posto per Charles Leclerc, un settimo per Lewis Hamilton, e la Ferrari che, in una gara asciutta e senza troppi colpi di scena, riesce a fare il suo – non poco, non moltissimo – in un campionato che sembra, per ora, un lungo esercizio di pazienza. Non è un bottino da far gridare al miracolo ma è – fin qui – il miglior bottino di tappa di questo non facile inizio di campionato, in un inizio di stagione che somiglia più a una salita in montagna con lo zaino…
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La Ferrari migliore è quarta (Charles Leclerc). Rosse indietro di 2 o 3 decimi a giro rispetto alle migliori. “Questo è il vero quadro”. Per la prima volta, Maranello ammette il ritardo e la propria condizione. E Suzuka non mente. È un tracciato che restituisce il valore delle macchine. E la gara è lineare fino alla noia. Nessun episodio ad alterare il risultato, neanche un ciuffo d’erba a fuoco …
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Charles Leclerc ha chiuso il Gran Premio del Giappone con un quarto posto che ha il sapore della massima resa possibile, ma anche di una distanza ancora troppo ampia dai vertici. La SF-25 ha mostrato segnali di miglioramento, ma il monegasco si è di certo nascosto ai microfoni di Sky Sport: Il feeling è migliorato, e di questo sono contento. Ora ho le idee chiare su cosa serva per essere più a mio agio nelle prossime gare.
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Nel suo Gran premio 1100 in F1 (quello della Cina) la Ferrari ha vissuto due prime volte: vincere una Sprint e subire una doppia squalifica. Ben 400 gare fa Michael Schumacher vinceva a Spa il suo settimo mondiale, da quel momento le ricorrenze sono state nefaste. Sono seguite stagioni amare e avare di soddisfazioni: poche vittorie, alcune sì straordinarie ma anche illusorie, che i tifosi hanno imparato a farsi bastare.
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