Parigi – Nestlé ha avviato un richiamo di ampia portata per alcuni latti in polvere destinati ai neonati, dopo il riscontro di una possibile contaminazione da cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus. Il richiamo riguarda le linee Guigoz e Nidal e interessa diversi mercati europei. La cereulide può provocare episodi di vomito acuto nelle ore successive al consumo, in particolare nei neonati, per i quali il rischio è più elevato.
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Dopo l'iniziale prudenza, sono arrivate le prove: le autorità sanitarie confermano la presenza di cereulide in alcuni prodotti per l'infanzia del gruppo svizzero. Nel caso dello scandalo riguardante i prodotti per la prima infanzia di Nestlé e Danone contaminati (e probabile causa del decesso di due neonati), la posizione delle autorità è stata finora prudente, in attesa che le analisi provassero scientificamente l’effettivo coinvolgimento dei due gruppi, e ora le prove sono arrivate.
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In seguito a un richiamo mondiale del latte per neonati da parte di alcune delle maggiori aziende al mondo, le autorità francesi stanno indagando sui decessi di due neonati che avrebbero consumato formula per lattanti Nestlé interessata dai richiami per contaminazione da cereulide. Il Ministero della Salute francese ha confermato a Euronews Health che non è stato stabilito alcun nesso causale dal punto di vista scientifico.
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La indagini sono ancora in corso, ma le polemiche sulla trasparenza e rapidità di risposta da parte delle multinazionali non mancano. Le autorità francesi hanno aperto un’inchiesta sulla morte di due neonati che avrebbero consumato latte artificiale sottoposto a una campagna di richiamo a causa di una possibile contaminazione. Il primo decesso è avvenuto nella città di Pessac, nel sud-ovest della Francia, dove il bambino era stato nutrito con latte in polvere Guigoz di Nestlé…
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