Il Trattato di Schengen è stato sospeso sia dall’Olanda che dalla Norvegia. Una decisione che influenza indubbiamente il modo di viaggiare. Scopriamo nel dettaglio cosa cambia. Il numero di Paesi europei che stanno reintroducendo i controlli di sicurezza alle frontiere continua ad aumentare. Diverse nazioni avevano già riportato i controlli doganali tradizionali nei mesi scorsi, e l’elenco sembra ampliarsi ulteriormente.
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Il governo olandese ha deciso che ripartiranno dal 9 dicembre e dureranno fino all'8 giugno 2025. La Commissione europea ha commentato: «La misura va introdotta solo se necessaria e giustificata». L’Olanda, come la Norvegia, ha sospeso di fatto l’accordo di Schengen. Già lunedì 11 novembre la ministra per la Migrazione e l’Asilo, Marjolein Faber, ha annunciato l’avvio dei controlli alle frontiere. Il governo olandese ha deciso che ripartiranno dal 9 dicembre e…
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Sospeso dal 9 dicembre all'8 giugno l'accordo di Schengen L’Olanda reintrodurrà i controlli alle frontiere a partire dal 9 dicembre fino all’8 giugno 2025. L’annuncio è stato dato dalla ministra per l’Asilo Marjolein Faber, secondo cui la nuova misura sarà utile per combattere il traffico di esseri umani e l’immigrazione clandestina. Il governo ha stabilito che per il momento la libera circolazione delle persone e delle merci, sancita in Europa dall’accordo di Schengen, sarà limitata per sei mesi.
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Si allunga la lista di Paesi europei che reintroducono i controlli di sicurezza alle frontiere, sospendendo de jure il trattato di Schengen. Alcune nazioni europee avevano di fatto optato per un ritorno ai vecchi controlli doganali dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma l'elenco appare allargarsi sempre più nel tempo. Bruxelles mette in guardia i Paesi membri Secondo il diritto comunitario, gli Stati membri sono autorizzati a ripristinare temporaneamente i controlli alle cosiddette frontiere interne dell'UE…
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«La posizione della Commissione è molto chiara quando si tratta del codice frontiere Schengen, perché questo è il quadro che reintroduce i controlli alle frontiere, che devono essere strettamente necessari e anche proporzionati» ha spiegato la portavoce della Commissione UE, ribadendo che «questo tipo di misura dovrebbe rimanere eccezionale» e «strettamente limitato nel tempo come ultima risorsa, o in caso di grave minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza interna dello Stato».
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