L’accordo tra Iran e Stati Uniti è finalmente arrivato, ponendo fine, almeno per il momento, alla fase più acuta delle tensioni e del confronto tra i due Paesi. Una conclusione che conferma una costante della storia contemporanea: dietro ogni guerra, così come dietro ogni pace, si nascondono quasi sempre interessi economici, strategici e geopolitici. L’analisi del direttore del Quotidiano di Sicilia, Carlo Alberto Tregua
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Oggi una newsletter lunga che comincia con due guerre, una sospesa e una in corso. In fondo, la legge che proibisce i social per i ragazzi in Australia: dopo sei mesi, sta funzionando? Per finire, le città dove si mangia meglio nel mondo e l'invasione dei Pesci Palla nei nostri mari. Buona lettura. La newsletter America-Cina è uno dei tre appuntamenti de «Il Punto» del Corriere della Sera. Potete registrarvi qui e scriverci all’indirizzo: americacina@corriere.
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È arduo pensare che il nuovo avvicinamento degli Stati Uniti all’Europa al G7 di Evian dopo l’annuncio dell’avvio di negoziati in Iran cambi lo scenario strategico. Occorrerà fare i conti con l’imprevedibilità di Trump, verificare se nei sei mesi di cessate il fuoco non si verificheranno incidenti e non si ritorni alle minacce, se sul nucleare e sulle sanzioni davvero si matureranno le intese, e se in Libano, a Gaza e in Cisgiordania Netanyahu fermerà i propositi di espansione sollecitati dagli ultranazionalisti.
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Se davvero sarà concluso l’accordo tra Stati Uniti e Iran per il cessate il fuoco, la ripresa del traffico marittimo a Hormuz e l’avvio dei negoziati sul nucleare, l’umanità potrà tirare un sospiro di sollievo. Rimane tuttavia un’area di imprevedibilità cui da tempo ci sta abituando Trump, di cui è bene che l’Europa tenga conto anche per non sottovalutare cosa maturerà sul fronte libanese. Quanto al più vicino limes europeo, siamo dinanzi a una pericolosa escalation che rende ogni giorno più fragile il…
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È una settimana impegnativa per l’Europa e per l’Italia quella che si apre: prima la riunione del G7 con la presenza di Trump, poi in chiusura il Consiglio Europeo. I temi sul tavolo sono molti e bene o male saranno affrontati, ma chiaramente il nucleo, di cui non si sa quanto e come se ne discuterà, sono due: la situazione in Medioriente con l’appendice della guerra in Ucraina e l’allargamento della Ue, dove torna in campo la questione della guerra russa contro Kiev
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