«La guerra sarà in gran parte finita in due o tre giorni». L’ultimo appello di Trump alla pazienza degli americani arriva mentre un gallone di diesel (3,79 litri, ndr) è arrivato a costare in media almeno 5 dollari negli Stati Uniti. È la seconda volta che succede in America. E il precedente risale al 2022, l’anno dell’inizio del conflitto in Ucraina. Nel New England…
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«La guerra finirà presto, il prezzo del petrolio cadrà come un masso». Puntuale, è arrivata anche ieri un'altra dose del Trump-Bazooka armato per tenere a bada il prezzo del petrolio. Parole affidate questa volta alla Pbs mentre arrivava anche l’ultimo bollettino anti-panico sul traffico di navi nello Stretto di Hormuz capace di fare argine ai temuti aumenti del petrolio dopo l’attacco all’isola di Kharg di venerdì scorso.
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Il Wall Street Journal titola l’editoriale della collega Kimberley Strassel in modo chiaro: «Il trionfo di Donald Trump sull’energia». D’accordo, dice lei, l’Iran manipola il petrolio e minaccia il mondo, e dov’è la novità? Semmai, il «drill, baby drill» perfora, ragazzo perfora, voluto dal presidente nel suo primo mandato ha messo l’America in condizione di combattere. Non dipende dal petrolio, anzi lo produce ed esporta; ed ha tolto l’acqua al pesce iraniano grazie agli Accordi di Abramo.
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