Libertà di espressione | Il 4 settembre le autorità nepalesi hanno “spento” le principali piattaforme social che non si erano adeguate al nuovo sistema di registrazione disposto da una legge del 2023. Ieri, nella capitale Katmandu, un folto gruppo di manifestanti per lo più giovani è sceso in strada chiedendo l’annullamento e anche della corruzione …
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Altre informazioni:
Nepal nel caos. I manifestanti, in gran parte giovani, hanno dato fuoco agli edifici governativi e alle residenze dei principali leader politici. Almeno 19 morti nelle proteste contro la corruzione e il blocco da parte del governo di alcune piattaforme social. Il primo ministro Sharma Oli ha rassegnato le dimissioni.
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I gravi scontri avvenuti in queste ultime ore in Nepal tra la popolazione e le forze dell'ordine ha portato il governo locale a ritirare il blocco dei social, deciso la settimana scorsa a seguito della pubblicazione di post che denunciavano la corruzione pubblica e lo stile di vita sfarzoso dei figli dei politici. Per zittire la campagna anti-governativa "nepo kid" il primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli aveva messo offline 26 piattaforme, inclusi Facebook…
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Martedì 9 settembre 2025 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) Centinaia di manifestanti in Nepal hanno preso il palazzo del Parlamento e lo hanno incendiato, ha riferito il suo rappresentante Ekram Giri. Video: TASS/Reuters /// Hundreds of protesters in Nepal have seized the parliament building and set it on fire, its representative Ekram Giri reported…
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In Nepal, il divieto imposto dal governo sull'utilizzo dei principali social media ha scatenato un'incredibile ondata di proteste giovanili, con un bilancio di 21 morti e centinaia di feriti. Il provvedimento, annunciato dal primo ministro Sharma Oli e revocato ieri sera, prevedeva il blocco di 26 applicazioni e siti tra cui Facebook, Instagram, WhatsApp, YouTube, X, LinkedIn e molte altre…
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Nepal nel caos: almeno 22 morti e il premier Oli si dimette dopo le proteste contro il blocco dei social network Il Nepal sta vivendo ore drammatiche. Le violente proteste esplose a Kathmandu e in altre città hanno provocato almeno 22 morti e oltre 500 feriti, secondo i media locali. Le manifestazioni, nate dopo il blocco di oltre venti piattaforme social tra cui Facebook, Instagram, TikTok e YouTube, si sono trasformate in una rivolta antigovernativa…
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Pietro Piga – Città del Vaticano Il Nepal è precipitato nel caos. Le dimissioni del primo ministro, Sharma Oli, sono l’epilogo delle proteste e delle violenze che hanno portato alla morte di 21 persone e al ferimento di oltre 300, stravolgendo il Paese dell’Asia del Sud tra lunedì 8 e martedì 9 settembre. Il divieto dei social media, deciso dal governo giovedì 4 e interrotto lunedì scorso, è stato il detonatore delle manifestazioni, organizzate dal movimento giovanile “Generazione Z”, che dalle strade…
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Nepal, proseguono le violente proteste a Kathmandu dopo blocco piattaforme social 9 settembre 2025 In Nepal proseguono i violenti scontri di piazza a Kathmandu per le proteste seguite al blocco delle piattaforme social deciso dal governo e poi revocato in seguito alle manifestazioni. Attaccate le residenze dei principali leader politici. La protesta riguarda in gran parte una risposta al divieto di accesso ai social entrato in vigore la scorsa settimana e al più ampio…
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Proteste di massa in Nepal scoppiate dopo che il Paese aveva messo al bando diversi social network. I manifestanti hanno fatto irruzione nella residenza del presidente nepalese Ram Chandra Paudel nel quartiere di Maharajgunj, a Kathmandu, dandola poi alle fiamme. Lo riportano i media locali, riferendo che in risposta all'attacco, l'esercito nepalese ha evacuato il presidente Ram Chandra Paudel in elicottero a Shivapuri, nella parte settentrionale della…
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Nepal, monta la protesta: a fuoco il palazzo del Parlamento e le sedi dei ministeri A fuoco il palazzo del Parlamento a Baneshwor, il cancello principale di Singha Durbar, il palazzo a Kathmandu che ospita edifici del governo nepalese e alcuni ministeri. Le proteste anti-corruzione in corso in Nepal hanno indotto il Primo Ministro Sharma Oli a dimettersi. I manifestanti hanno sfidato il coprifuoco a tempo indeterminato e si sono scontrati con la polizia: 19 persone sono…
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I manifestanti in Nepal hanno dato fuoco al palazzo del Parlamento a Baneshwor. In precedenza, avevano anche incendiato il cancello principale di Singha Durbar, il palazzo a Kathmandu che ospita edifici del governo nepalese e alcuni ministeri. Il Primo Ministro Sharma Oli si è dimesso dopo che i manifestanti anti-corruzione hanno sfidato il coprifuoco a tempo indeterminato e si sono scontrati con la polizia e dopo che 19 persone sono morte in violente proteste…
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Le fiamme sono state appiccate pure alle case di alcuni dei principali leader politici nepalesi per protestare contro il divieto sui social media, revocato martedì mattina, il giorno dopo le violente proteste antigovernative. I resoconti locali e i video condivisi sui social media hanno mostrato i manifestanti mentre attaccavano le residenze dei principali leader politici a Kathmandu e dintorni. Nella capitale e in altre città è stato imposto il coprifuoco e le scuole di Kathmandu sono state chiuse.
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Roma, 9 set. Dopo le manifestazioni e le proteste, sfociate in disordini con le forze dell'ordine, con almeno 19 persone morte e decine di feriti, il governo nepalese ha deciso di revocare il blocco di oltre 20 social network, tra cui Facebook, Instagram, X e YouTube.Il primo ministro nepalese Khadga Prasad Sharma Oli, in una lettera pubblicata durante la notte, dopo una riunione di gabinetto d'emergenza in cui il ministro degli Interni si è dimesso, ha dichiarato di essere…
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Le immagini mostrano una enorme cortina di fumo che avvolge il Parlamento, che i manifestanti hanno dato alle fiamme. E dopo una giornata di pesanti scontri tra polizia e manifestanti in cui sono morte 19 persone il primo ministro del Nepal, Kp Sharma Oli, si è dimesso. Le fiamme hanno anche travolto il cancello principale di Singha Durbar, il palazzo a Kathmandu che ospita edifici del governo e alcuni ministeri.
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Il ministro delle Comunicazioni nepalese, Prithvi Subba Gurung, ha annunciato la rimozione del blocco dei social network in Nepal dopo le proteste e la repressione delle autorità che hanno causato la morte di 19 giovani nepalesi. Il blocco era divenuto operativo il 4 settembre e riguardava 26 siti tra cui Facebook, Instagram e YouTube, giustificato dal governo con la necessità di limitare la diffusione di fake news e hate speech…
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In tre giorni si sono dimessi anche tre ministri La crisi politica in Nepal si aggrava di ora in ora. Dopo giorni di proteste violente contro il blocco dei social media e la corruzione, il bilancio delle vittime è salito oggi a 21 morti, mentre oltre 300 persone sono rimaste ferite, secondo stime ufficiali, che arrivano fino a 500 in alcune fonti. I manifestanti hanno incendiato il palazzo del parlamento nella capitale Kathmandu
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Le dimissioni del Premier arrivano dopo giorni di scontri scatenati da un controverso divieto sui social media e da accuse di corruzione Il Primo Ministro del Nepal, K.P. Sharma Oli, si è dimesso oggi, martedì 9 settembre 2025, un giorno dopo le violente proteste che che hanno scosso la capitale, Kathmandu, uccidendo almeno 19 persone e lasciando centinaia feriti. Le manifestazioni, soprannominate «Gen Z protest» per via della grande…
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Il governo nepalese ha revocato il bando sui social, dopo che ieri 19 persone sono morte nella repressione violenta delle proteste contro quel divieto. Lo ha reso noto il ministro delle Comunicazioni,...
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ROMA Il Primo Ministro del Nepal KP Sharma Oli si è dimesso. Lo ha confermato la sua segreteria in una nota citata dalla Bbc. Il premier afferma di aver fatto un passo indietro per aprire la strada alla soluzione costituzionale dell'attuale crisi, segnata da manifestazioni di protesta contro l'interruzione dei social e la corruzione, protesta repressa dalle forze dell'ordine e in cui si sono registrati 19 morti ieri.
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Nepal, dopo le violenti proteste sbloccato l'accesso ai social media 9 settembre 2025 Roma, 9 set. - Dopo le manifestazioni e le proteste, sfociate in disordini con le forze dell'ordine, con almeno 19 persone morte e decine di feriti, il governo nepalese ha deciso di revocare il blocco di oltre 20 social network, tra cui Facebook, Instagram, X e YouTube. Il primo ministro nepalese Khadga Prasad Sharma Oli, in una lettera pubblicata durante la notte, dopo una riunione di gabinetto d'emergenza…
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Il primo ministro nepalese Khadga Prasad Sharma Oli ha annunciato martedì le sue dimissioni all’indomani delle proteste contro il blocco dei social network e la corruzione, represse con violenza dalla polizia, che hanno causato 19 morti e centinaia di feriti nel Paese. “Oggi ho rassegnato le dimissioni dalla carica di primo ministro (...) affinché possano essere adottate misure volte a trovare una soluzione politica e a risolvere i problemi”, ha dichiarato Oli in una lettera al presidente nepalese trasmessa alla stampa.
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La scorsa settimana il governo del Nepal ha bloccato diverse piattaforme social, tra cui Facebook, X e Youtube, per non aver rispettato l'obbligo di sottoporsi alla supervisione statale. Crisi di governo dopo le violente proteste che hanno causato la morte di 19 manifestanti: oltre a tre ministri si è dimesso aanche il Premier Khadga Prasad Oli. Istituito un Comitato d'Inchiesta ascolta articolo Il Ministro dell'Interno Ramesh Lekhak ha ceduto alle pressioni popolari…
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Almeno 10 manifestanti sono stati uccisi dopo che la polizia nepalese ha sparato proiettili di gomma, gas lacrimogeni e idranti per disperdere i dimostranti a Kathmandu che chiedevano al governo di revocare il divieto sui social media e di contrastare la corruzione. Diversi social media, tra cui Facebook, YouTube e X, sono inaccessibili in Nepal da venerdì scorso, dopo che il governo ha bloccato 26 piattaforme non registrate, lasciando gli…
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I manifestanti nepalesi hanno dato fuoco al palazzo del Parlamento. Lo riferisce un portavoce parlamentare. Almeno 10 manifestanti sono stati uccisi dopo che la polizia nepalese ha sparato proiettili di gomma, gas lacrimogeni e idranti per disperdere i dimostranti a Kathmandu che chiedevano al governo di revocare il divieto sui social media e di contrastare la corruzione. Diversi social media, tra cui…
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Tre ministri si sono dimessi dopo la morte dei manifestanti. Data alle fiamme la casa dell'ex premier Sher Bahadur Deuba a Dhangadhi Il governo nepalese ha revocato il bando sui social, dopo che ieri 19 persone sono morte nella repressione violenta delle proteste contro quel divieto. Lo ha reso noto il ministro delle Comunicazioni, Prithvi Subba Gurung. La settimana scorsa, il governo di Kathmandu aveva ordinato il blocco di 26 social network, tra cui…
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Le principali piattaforme di social media sono tornate alla normalità in Nepal il giorno dopo che le proteste contro il loro blocco e la corruzione sono state represse dalla polizia, causando 19 morti. Citato dai media locali, il ministro delle Comunicazioni Prithvi Subba Gurung ha confermato che il governo ha deciso di revocare il blocco imposto la scorsa settimana. Il blocco ha preso di mira 26 piattaforme, tra cui Facebook, YouTube, X e LinkedIn…
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Il Nepal è nel caos da quando le proteste antigovernative in corso da lunedì hanno portato oggi, 9 settembre, ad una situazione di violenza e stallo generalizzato. Migliaia di giovani sono scesi in piazza per protestare contro il blocco dei social e la corruzione dilagante nel Paese. Nella repressione della polizia e dei militari, la cui resistenza si sta facendo di ora in ora sempre più…
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