La Camera ha approvato giovedì 18 settembre in seconda lettura la riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati . Si tratta del penultimo passaggio prima dell’approvazione definitiva della riforma da parte del Parlamento che di fatto sancisce la certezza di un ricorso al referendum confermativo. Infatti a Montecitorio il via libera non ha raggiunto il quorum dei due terzi che avrebbe impedito il ricorso al referendum da parte delle opposizioni.
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La terza lettura della riforma della Giustizia passa alla Camera: 243 i sì, 109 i no. Molti, ma non sufficienti per evitare, nel momento in cui venisse definitivamente approvata al Senato in quarta votazione, il referendum confermativo. Non si è infatti arrivati a quota 267, ovvero ad un voto positivo da parte dei due terzi dei deputati. La discussione, come nel dibattito che ha preceduto le due votazioni precedenti, è stata accesa.
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La "vittoria" del governo e del centrodestra sulla riforma della giustizia "non deve essere vissuta, lo ripeto per l'ennesima volta, come una sconfitta della magistratura e tantomeno come una forma di tentata umiliazione della magistratura, alla quale mi sento ancora di appartenere". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio parlando con i giornalisti dopo la votazione alla Camera. "Mi pare che sia più che normale…
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La bagarre in Aula aveva un copione, ma la regia non funziona nel Pd dai nervi fragili. "No no, non è adesso", si sente gridare nel video della seduta alla Camera dove è arrivato il terzo sì alla riforma della Giustizia- 243 sì e 109 no-. Incredibile, ci sono due
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Tg Politico Parlamentare, edizione del 18 settembre 2025 Si parla di separazione delle carriere, Brennero, Almasri e classi pollaio CAMERA APPROVA SEPARAZIONE CARRIERE, OPPOSIZIONE PROTESTA Via libera dall’Aula della Camera alla separazione delle carriere tra pm e giudici con 243 sì e 109 no. Si tratta della terza lettura, ora il testo passa al Senato per l’ok definitivo, ci sarà poi il referendum confermativo.
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