La libertà è un fantasma, una presenza ineludibile e spettrale, un processo mai concluso, in quanto produzione di un desiderio che potrebbe non diventare mai realtà. È quanto emerge dalla quinta edizione di Anozero – Biennale di Coimbra in Portogallo il cui titolo O Fantasma da Liberdade rende omaggio all’omonimo film capolavoro di Luis Buñuel, Il fantasma della libertà. I fantasmi evocati in questa biennale hanno un valore poetico.
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Il Portogallo ha celebrato un momento storico significativo: il 50° anniversario della Rivoluzione dei Garofani. Questo evento non solo ha rovesciato il dittatore Marcelo Caetano, ma ha anche messo fine a un regime autoritario che aveva dominato il paese per quasi cinquant’anni. La giornata è segnata da numerose celebrazioni ufficiali che si svolgono in diverse parti del paese, riflettendo l’importanza di questa data nella storia portoghese
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Questo romanzo di Marco Ferrari, Alla rivoluzione sulla due cavalli (Laterza, pp. 168, euro 18), già uscito da Sellerio e diventato un film con la regia di Maurizio Sciarra, Pardo d’oro al Festival del cinema di Locarno nel 2001, è un doppio viaggio nel tempo, in quello della Storia ma anche della memoria dell’ultima rivolta contro la dittatura militare più longeva d’Europa. Quello di andata comincia nell’aprile del 1974 in una fascinosa Parigi comunarda in bianco e nero come le…
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L’Eurovision Song Contest sul TG2. Per giunta non quello che sta per iniziare in Svezia ma quello iconico del 1974 che riportò la democrazia in Portogallo. Impensabile, solo 5 anni fa. E invece, nell’edizione delle 13 del telegiornale della seconda rete Rai è andato in onda un servizio dedicato ai 50 anni della Rivoluzione dei Garofani, a quel 25 aprile del 1974 che rovesciò 41 anni di dittatura di Estado Novo
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Cinquant’anni fa, e anche un po’ di più, a Brighton andava in scena l’Eurovision Song Contest 1974. Si svolse in una città universalmente nota come quella di mare per eccellenza del territorio inglese e, più in generale, britannico. Eurovision 1974: il concorso tra storia e musica Nessuno poteva sapere, però, che in quell’annata si sarebbero incrociate contemporaneamente tante, anzi tantissime storie.
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Nel 1974 l’Europa era ormai uscita dal buio della seconda guerra mondiale e dei regimi totalitari. La Germania ne pagava ancora il prezzo attraverso il Muro di Berlino, mentre Francia e Italia avevano visto lo splendore del boom economico che già stava tramontando. Solo la penisola iberica restava al palo, isolata dal resto del continente da due governi autoritari di estrema destra sostenuti dagli Usa in chiave anticomunista
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La signora dei garofani ha 91 anni e in questi giorni vive a Alcobaça, nella casa della figlia e della nipote. Celeste Caeiro è entrata nella storia, non solo portoghese, con il semplice gesto di donare un fiore a un soldato il 25 aprile 1974 in piazza Rossio, nel cuore di Lisbona. Lavorava in un ristorante che quel giorno avrebbe dovuto organizzare una festa per celebrare il primo anno di…
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Ilfattoquotidiano.it ha intervistato uno dei Capitani che organizzarono il rovesciamento del salazarismo fascista del 25 aprile 1974. "Ci vollero 8 mesi di lavoro. Nel programma politico il primo punto era la fine delle guerre. Cosa resta? L'impulso di libertà in una fase storica in cui in…
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Il 25 aprile 1974 i militari portoghesi misero i fiori sui loro fucili e la Rivoluzione dei Garofani, guidata dal movimento delle Forze Armate, rimosse in modo pacifico la dittatura più antica d’Europa. Il via libera fu dato da una canzone, “Grandola, Vila Morena”: anche per questo, il 25 aprile 1974 portoghese è un qualcosa di unico nella storia. Cinquant’anni dopo, in un…
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Aprile 1945, la Liberazione dal nazifascismo, con la voce di Sandro Pertini, socialista e partigiano, che alle 8 del mattino dai microfoni di Radio Milano liberata chiama alla mobilitazione: «Cittadini, lavoratori…».25 aprile 1974, 50 anni fa, in Portogallo un’altra liberazione, che nell’Italia fresca di ’68 diventa un mito: la Rivoluzione dei garofani chiude la dittatura fascista più lunga del Novecento, l’Estado Novo di António de Oliveira Salazar e poi di Marcello Caetano
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Lisbona. Bisogna guardare verso il Tago, dando le spalle all’arco di trionfo di Piazza del Commercio, la porta di Lisbona. Guardare oltre la banchina per tornare a cinquant’anni fa, quando la città viene liberata nell’arco di una giornata da una dittatura estenuante durata 48 anni, la più longeva d’Europa. Quel giorno, il 25 aprile 1974, il cielo era mutevole, nuvole e pioggia. Un vento atlantic…
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Il 25 aprile 2024 il Portogallo celebra il 50esimo anniversario della Rivoluzione dei Garofani, una rivolta incruenta che pose fine alla dittatura dell’Estado Novo e diede inizio a un’era di democrazia. Ecco la storia della rivoluzione e del suo simbolo, il garofano rosso Oltre all’Italia anche il Portogallo festeggia il suo 25 aprile. Mentre in Italia si celebra la Festa della Liberazione per commemorare la fine del nazifascismo e la caduta del…
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Il Portogallo sta meglio oggi di 50 anni fa. Ma la bassa produttività, le condizioni di lavoro precarie e il deterioramento dei servizi pubblici pongono il Paese in ritardo rispetto agli altri Paesi europei PUBBLICITÀ Il Portogallo festeggia 50 anni di democrazia. Libertà di stampa, elezioni libere, diritto alla salute, allo sciopero, all'istruzione: molte sono state le conquiste della rivoluzione
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Nella primavera del 1974 l’Europa guardò inizialmente con paura al Portogallo: «Si temeva che potesse ripetersi quanto accaduto in Grecia con i colonnelli, ma poi si scoprì che i militari lusitani avevano un programma preciso e molto diverso dalla giunta golpista di Atene. Volevano infatti “democratizzare”, “sviluppare” e “decolonizzare” il proprio Paese». Chiudere per sempre, insomma, con l’Estado Novo, «un autoritarismo strettamente innervato dal colonialismo - lo definisce Vincenzo Russo - Quando salì al potere, Salazar guardò sicuramente al…
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La mattina di 50 anni fa, Manuel, assieme al fratello, era uscito per andare a scuola. «Ma per strada fummo subito fermati, ci dissero di tornare indietro. Capii che stava succedendo qualcosa di grande, di importante, ma ero anche disorientato. Quando rientrammo a casa accendemmo la radio e ci mettemmo in ascolto. Fu in quel momento che sentii parlare per la prima volta di golpe, di colpo di Stato.
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