Il 2026 è iniziato con un corto circuito che dice molto più dell’America Latina: dice qualcosa sull’idea stessa di ordine internazionale. Nelle prime ore del 3 gennaio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che forze statunitensi hanno condotto un’operazione in Venezuela e che Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores sarebbero stati “catturati” e trasferiti sotto custodia Usa, presentando l’azione come l’avvio di una “transizione” e…
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Venezuela e Iran, due regimi antiamericani, due crisi gemelle. Con il petrolio come elemento in comune, oltre all’appartenenza ad un Asse anti-occidentale insieme con la Cina di Xi Jinping e la Russia di Putin. Dunque, qual è la questione petrolifera oggi, e come interviene in queste due crisi? Metto a fuoco alcuni punti fermi che aiutano a situare l’azione di Trump a Caracas, insieme con le sue reiterate minacce contro il regime degli ayatollah a Teheran, in una logica «energetica».
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La superficie del Venezuela è pari a circa due millesimi di quella della Terra. Per fare un esempio, se la superficie della Terra fosse quella di un appartamento, il Venezuela occuperebbe un’area pari a quella di una sedia. Nel mondo sta al trentaduesimo posto nella classifica per superficie. Sotto quel fazzoletto di terra c’è però quasi un quinto di tutto il petrolio ancora da estrarre sulla terra, il che pone il Venezuela al primo posto tra tutti i paesi del pianeta per disponibilità note di petrolio.
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Bruxelles – La difesa europea rischia di essere un’impresa davvero titanica. Tra ‘visioni’ diverse e necessità crescenti di energia, la strategia per la sicurezza e la preparazione alle sfide messo sul tavolo dalla Commissione con il suo libro bianco ha come principili effetti collaterali l‘incompatibilità con il modello NATO, nuovi attriti con gli Stati Uniti, e il rischio di nuovi aumenti delle bollette.
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Il dibattito pubblico sulla transizione energetica è dominato da una narrazione rassicurante: l’abbandono progressivo dei combustibili fossili porterebbe con sé anche la fine delle guerre per l’energia e del ricatto geopolitico. È una narrazione elegante, moralmente confortante, ma analiticamente fragile. Il potere energetico non scompare con la transizione: si trasforma, e soprattutto si redistribuisce.
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In un mondo sempre più instabile, l’energia torna a essere uno strumento di potere. Ma, a differenza del passato, può anche diventare una leva per costruire un sistema globale più sostenibile, resiliente e sicuro, a patto di saper governare le nuove dinamiche geopolitiche che essa stessa genera. Immagine generata da IA Il report sulla geopolitica della transizione energetica La transizione energetica non è soltanto una risposta alla crisi climatica ma uno dei principali fattori di ridefinizione degli…
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Cilia Flores non è un dettaglio Nella lettura occidentale degli eventi venezuelani, Cilia Flores viene sistematicamente rimossa. Non per distrazione, ma perché è politicamente ingombrante. Ridurla a “moglie di Maduro” è una scorciatoia narrativa utile a svuotare di senso l’operazione statunitense. Flores non è una figura ornamentale: è una militante storica del chavismo, un soggetto politico autonomo, formatosi prima e…
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