The German automotive industry lost 48,700 jobs in the past year, the figure was released by the Federal Statistical Office. This is a drop of 6.3 per cent in the first nine months of 2025 compared to the same period in 2024 and represents the largest decline in industries with more than 200,000 employees. The crisis in the automotive sector therefore grinds out important numbers in the country that is first in terms of production volumes in Europe and also in terms of the number of registrations on the market.
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Approfondimenti:
Entro il 2030 il gruppo Volkswagen avrà tagliato 35mila posti di lavoro, riducendo così gli occupati nei siti tedeschi da 130mila a meno di 100mila unità. Già poco più di 11mila dipendenti hanno lasciato l'azienda dalla fine del 2023. Fonti interne hanno confermato ad Handelsblatt che «i tagli stanno procedendo in modo significativo». Nessun commento ufficiale è arrivato invece da Wolfsburg. Non ci saranno, comunque, licenziamenti drastici.
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L'industria automotive europea sta sicuramente vivendo un momento complicato, con diverse aziende costrette a rivedere il loro futuro industriale attivano un piano di licenziamenti massicci. È questa la strategia adottata anche dalla Volkswagen in Germania. L'aumento dei costi di produzione e la difficoltà di approvvigionamento dei materiali cruciali per le vetture, come i microchip, stanno spingendo la più grande casa automobilistica europea a tagliare circa 35mila…
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Volkswagen ha ufficializzato oltre 25mila licenziamenti presso la casa automobilistica tedesca. Lo ha confermato un portavoce dell'azienda al quotidiano "Handelsblatt". Volkswagen prevede di tagliare circa 35mila posti di lavoro entro la fine del 2030, riducendo la sua forza lavoro in Germania da quasi 130mila a meno di 100mila unità. L'azienda ha reso noto che si affiderà a misure socialmente responsabili come indennità di buonuscita, pensionamenti graduali e pensionamenti regolari.
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Un nuovo studio condotto da biologi e biofisici tedeschi ha rilevato molte fallacie nei test Pcr per il Covid, i più utilizzati nei primi mesi del 2020: "L'86% dei test positivi non rappresentavano infezioni reali, ma falsi positivi. Le persone che sono state infettate sono quindi sovrastimate da anni". Covid, biologi tedeschi: "L'86% dei test Pcr positivi non rappresentavano…
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