MADRID – È passato un lustro da quando Cupra ha debuttato nel mercato con la Born, iniziando la sua transizione verso l'elettrico e sfruttando la piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen, nella versione già utilizzata per la ID.3. In questi anni la Casa di Barcellona ha raccolto il feedback dei clienti e ne ha fatto tesoro per sviluppare gli aggiornamenti, evidenziando il carattere sportivo e all'avanguardia che distingue la Born dalla cugina di Wolfsburg
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Il percorso verso la mobilità elettrica di Cupra è iniziato cinque anni fa con la Born, la prima vettura a elettroni del marchio spagnolo, che deriva dalla Volkswagen ID.3. Oggi, trascorso un lustro, è tempo di aggiornamenti per la Born, che rispetto alla cugina di Wolfsburg ha senza dubbio un carattere più sportivo e ricercato. Si capisce subito osservando le forme esterne, che sono diventate ancora più grintose e ricercate, ma senza diventare eccessive.
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Tre versioni, da 190 a 326 CV Sul fronte tecnico, la gamma si articola su tre motorizzazioni, fino alla versione protagonista del nostro primo contatto: la VZ da 326 CV. Qui le prestazioni sono da vera hot hatch, con uno 0-100 km/h in 5,6 secondi e una coppia di 545 Nm che esalta le qualità del telaio. Una rarità nel segmento: la trazione resta posteriore, a vantaggio della sensibilità dello sterzo, che offre…
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Il restyling è visivo, ma ancora di più caratteriale. Alla guida della versione VZ da 326 CV, funzione One Pedal e altre cose molto Cupra Era una buona elettrica compatta, la Cupra Born nata nel 2021: onesta, piacevole, con un carattere che provava a emergere tra le righe. Cupra Born 2026, invece, non prova più niente. Afferma. E lo fa con un restyling che, più che un lifting, sembra un cambio di postura: schiena dritta, sguardo cattivo, intenzioni chiare.
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