Ll vortice polare è una vasta circolazione di venti che ruota attorno al Polo Nord in stratosfera Normalmente questa trottola gira forte e in modo regolare, mantenendo l'aria fredda confinata alle alte latitudini
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Approfondimenti:
Il vortice polare non si dividerà più in stratosfera. Sono queste le ultime novità che ci arrivano dalle emissioni dei modelli matematici. Il fatto che non intervenga alcuno split (cioè alcuna divisione) non significa che l’inverno vada a morire senza colpo ferire. E’ infatti previsto che un ramo del vortice polare possa prendere la via dell’Europa dal 14-15 in poi, questo naturalmente in stratosfera ma con potenziale accentuazione dei disturbi alle onde troposferiche e dunque all’attività del…
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Freddo sparito, ma potrebbe tornare L'attuale fase meteorologica, caratterizzata dalla marcata influenza delle correnti atlantiche, sembra destinata a proseguire su questo binario ancora per diversi giorni. In un contesto dominato dalle piogge e da temperature non particolarmente gelide, l'attenzione si sposta sulla possibilità di un eventuale colpo di coda dell'inverno o per l'arrivo del freddo intenso.
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L’inverno 2025‑2026 continua a mostrarsi per quello che è: uno dei più miti ma allo stesso tempo più piovosi degli ultimi decenni. Un paradosso solo apparente, perché la circolazione atmosferica che domina da settimane sull’Europa favorisce un flusso umido e perturbato quasi ininterrotto, mentre l’aria fredda resta confinata a latitudini più settentrionali. Il risultato è un’Italia costantemente esposta a piogge, rovesci, vento e solo sporadiche incursioni fredde, insufficienti a riportare la neve…
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Negli ultimi aggiornamenti modellistici sta emergendo con sempre maggiore coerenza una virata dello scenario stratosferico verso un displacement del Vortice Polare Stratosferico (VPS), piuttosto che verso un classico Major Midwinter Warming (MMW) di tipo split. In termini pratici, le simulazioni – con particolare riferimento ai campi a 10 hPa di ECMWF attorno al 12–14 febbraio – suggeriscono che il vortice non venga spezzato in due lobi distinti, ma…
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“Febbraio corto e amaro” recita un antico proverbio popolare. Solitamente i proverbi relativi alle previsioni meteo lasciano spesso il tempo che trovano e, in molti casi, risultano totalmente privi di logica e significato, ma quello su febbraio non ha assolutamente tutti i torti. In effetti siamo appena entrati nel terzo e ultimo mese dell’inverno meteorologico, da non confondere con la fine dell’inverno astronomico che è segnata sul calendario il 20 marzo, giorno dell’equinozio di primavera.
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Il Vortice Polare stratosferico sta attraversando una delle fasi più delicate e interessanti di questo inverno. Non siamo ancora di fronte a un vero e proprio split conclamato, ma la struttura ciclonica che domina la stratosfera artica appare ormai profondamente disturbata, deformata e lontana dalla configurazione compatta tipica delle fasi di vortice forte. Si tratta di una fase intermedia, di transizione, che spesso precede gli eventi più incisivi sul piano emisferico.
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Le ultime analisi mostrano un vortice polare stratosferico chiaramente disturbato nel corso di febbraio I venti zonali in stratosfera sono in calo, segnale che onde planetarie provenienti dalla troposfera stanno propagando verso l'alto
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Verso la metà di febbraio, le ultime proiezioni lasciano intravedere un possibile cambiamento meteo. Le dinamiche atmosferiche in evoluzione potrebbero favorire l’arrivo di masse d’aria molto fredde sul continente europeo. Diverse aree dell’Europa sarebbero esposte a condizioni tipicamente invernali, con temperature rigidissime e nevicate diffuse anche a bassa quota. Anche il bacino del Mediterraneo non resterebbe escluso da tale evoluzione.
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