Durerà circa quattro ore, con due discorsi e incontri pubblici, la visita pastorale ad Acerra, dove Leone XIV si recherà domani per incontrare le popolazioni della “Terra dei Fuochi”, 90 Comuni nel territorio compreso tra la diocesi di Napoli e quella di Caserta. Il Papa decollerà dall’eliporto vaticano alle 8, per atterrare 45 minuti dopo nel campo sportivo “Arcoleo” di Acerra, dove verrà accolto da mons.
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La città sembra essere un enorme cantiere: pezzi di strada asfaltati e ripuliti e un’aria effervescente che accompagna gli incessanti preparativi della festa per accogliere Leone XIV, a partire da domani mattina alle 8,45, orario in cui è previsto l’atterraggio dell’elicottero vaticano nello stadio Arcoleo. È tutto uno sventolio di bandierine bianche e gialle e di striscioni con l’immagine del Papa.
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ACERRA «Lo sente, Padre, quanto è immenso il nostro grido silenzioso di sofferenza? Se lo potessimo descrivere, come sarebbe? Come far cadere il cielo in terra». È quanto avrebbero voluto dire direttamente a Papa Leone il grande giorno della visita storica ad Acerra, ma non potranno farlo. Resteranno in silenzio. In quello che già qualcuno ha battezzato, non senza un po’ di delusione, come “il silenzio degli innocenti”.
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Per anni Acerra, insieme a tanti territori tra Napoli e Caserta, è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso il linguaggio della tragedia. Eppure, dentro questa stessa terra, esiste anche un’altra storia. È una storia più silenziosa, meno rumorosa, che raramente conquista titoli o aperture, ma che esiste davvero. È la storia di chi ha deciso di restare. Di persone che hanno scelto di investire, di creare lavoro, di costruire imprese, di assumersi responsabilità verso un territorio difficile invece di abbandonarlo.
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