In termini economici e di principio, la doppia tassazione Ires non ha senso. Un profitto già tassato in capo alla società non dovrebbe esserlo di nuovo in capo al socio che lo riceve come dividendo. Tutti i principali Paesi che applicano regimi analoghi alla Participation Exemption (Pex) prevedono infatti distinguo selettivi, qualitativi o quantitativi, per evitare distorsioni: soglie di valore, tempi di detenzione o condizioni di sostanza economica.
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Dal ddl Bilancio «auspichiamo di eliminare l’articolo 18», che prevede che dal primo gennaio 2026 la tassazione dei dividendi percepiti dalle società che hanno partecipazioni inferiori al 10% in altre imprese aumenterà dall’attuale 1,2% al 24%. Questo perché non solo «la norma attualmente in manovra è sbagliata a livello di principio perché prevede una doppia tassazione del 24% ma soprattutto dopo 20 anni rompe il tetto massimo imponibile…
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Fisco, imprese e affitti: ecco come l’esecutivo cambierà la manovra. Maggioranza pronta ad allentare la stretta sulla tassa sui dividendi I tecnici del Dipartimento Finanze del Mef lavorano alla correzione della norma sui dividendi che le imprese incassano dalle partecipazioni di minoranza. Sul tavolo c’è la modifica ai paletti introdotti dalla manovra: la tassa all’1,2% per i dividendi pagati da…
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Dopo la levata di scudi, l’articolo 18 che prevede un aumento della tassazione dei dividendi percepiti dalle società che hanno partecipazioni inferiori al 10% in altre imprese si prepara a uscire dalla manovra. Mentre si apprestano a entrare le assicurazioni che finora, nel testo della legge di Bilancio trasmesso giovedì al Senato per l’avvio dell’iter parlamentare, sono state coinvolte solo marginalmente, prevedendo un aumento di due…
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Il dibattito che si è infiammato intorno alla stangata sui dividendi promette di produrre risultati. Ci sarà anche l’ormai famoso articolo 18 della legge di Bilancio, famigerato agli occhi delle imprese, fra le norme destinate a essere corrette in Parlamento. Il lavoro tecnico sulle modifiche è già partito e ha prodotto più ipotesi di intervento, anche se i tempi non sono brevi perché i voti decisivi al Senato arriveranno fra almeno un mese.
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Dividendi intrasocietari, con la delibera di distribuzione entro il 31 dicembre si evita la maggior tassazione del 22,8% prevista per le partecipate sotto la soglia del 10 per cento. In attesa di verificare le possibili modifiche con una mitigazione delle misure nel passaggio parlamentare (sul «Sole 24 Ore» del 28 ottobre l’ipotesi di soglia al 5% ed esclusione delle quotate), la stretta che verrà introdotta dalla legge di Bilancio 2026, con la cancellazione della tassazione ridotta per gli utili...
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La Lega che rilancia sulle banche, Forza Italia che le difende ma insiste sugli affitti brevi, i ministeri preoccupati per i tagli: la manovra non ha ancora iniziato il suo iter in Parlamento e già c’è bisogno di riportare un po’ di ordine. E così per fare il punto e richiamare ciascuno alle proprie responsabilità nei prossimi giorni è in agenda un nuovo vertice di maggioranza, alla presenza della premier Giorgia Meloni
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Il disegno di Legge di bilancio per 2026 prevede una stretta sull’esenzione IRES dei dividendi: che si vada verso una doppia imposizione generalizzata? Articolo tratto da Blast – Quotidiano di Diritto Economia Fisco e Tecnologia, il nuovo Quotidiano diretto da Dario Deotto Nel quadro delle misure fiscali in discussione per la prossima legge di bilancio si profila una profonda revisione del regime applicabile ai dividendi percepiti nel reddito d’impresa.
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Fosse per i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, la legge di Bilancio andrebbe riscritta da capo. Hanno entrambi votato norme che non erano state spiegate bene o non erano state spiegate affatto – si lamentano – e così ora le vorrebbero modificare se non eliminare del tutto. Quando Giorgia Meloni incontrerà i suoi alleati, martedì, in Consiglio dei ministri, avrà però modo di fargli sapere che per lei quel testo non va stravolto.
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L’esenzione, introdotta nel 2003 e finora mai modificata, prevede l’applicazione dell’imposta al 24% soltanto sul 5% della cedola. Per le società partecipanti l’onere fiscale effettivo non supera il punto e mezzo percentuale. Ad animare il provvedimento, varato durante il governo Berlusconi II, era stato soprattutto il tentativo di evitare una doppia tassazione verso le società che generano profitto e quelle che percepiscono i dividendi.
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Il presente contributo affronta il tema dell’assoggettamento ad IRAP dei dividendi di banche e assicurazioni alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia UE nel caso Banca Mediolanum e delle nuove norme introdotte nella bozza di legge di bilancio 2026. 1. Premessa e perimetro della questione Nel solco del nostro precedente contributo1, nel quale pronosticavamo che la Corte di Giustizia UE avrebbe ricondotto l’IRAP entro il vincolo sostanziale della direttiva…
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La manovra inasprisce la tassazione dei dividendi che le società incassano dalle partecipazioni di minoranza. Dall’aumento dell’imposta il governo si attende un gettito di circa un miliardo all’anno, ma la stretta ha creato malumori nella maggioranza, con Forza Italia che ne ha chiesto l’eliminazione. 1. Quale è il regime fiscale attuale dei dividendi da partecipate?Dal 2003 vige un regime di pressoché totale esenzione fiscale per i dividendi pagati dalle società partecipate alle società azioniste.
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