“Rispetto le decisioni di tutti, ma non sono assolutamente d’accordo con questa affermazione, nella maniera più totale. Il Festival di Sanremo non ha mai promosso l’odio, ha sempre parlato di inclusione, di libertà: i cantanti che sono saliti sul palco hanno chiesto la fine della guerra, hanno chiesto la pace, richiedere la pace vuol dire…
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(Adnkronos) – Nel giorno di San Valentino, Fiorello non manca di omaggiare gli innamorati con il numero finale di 'Viva Rai2', cantando e ballando in mezzo ad un mare di cuori. Ma la puntata era stata aperta all'insegna dell'autoironia con la notizia che i momenti in cui si è esibito a Sanremo, corrispondono a quelli in cui la piattaforma PornHub ha perso più utenti in Italia. "Ma ti rendi conto, guardavano me e non PornHub! Il problema è che adesso loro sono contro di me – ironizza – Sono uscito di…
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(Adnkronos) – Nel giorno di San Valentino, Fiorello non manca di omaggiare gli innamorati con il numero finale di 'Viva Rai2', cantando e ballando in mezzo ad un mare di cuori. Ma la puntata era stata aperta all'insegna dell'autoironia con la notizia che i momenti in cui si è esibito a Sanremo, corrispondono a quelli in cui la piattaforma PornHub ha perso più utenti in Italia. "Ma ti rendi conto, guardavano me e non PornHub! Il problema è che adesso loro sono contro di me – ironizza – Sono uscito di…
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“Il Festival di Sanremo non ha mai promosso odio, ha sempre parlato di inclusione, di libertà. E i cantanti che sono saliti sul palco hanno chiesto la fine della guerra, hanno chiesto la pace. La guerra da qualsiasi parte è da condannare, non c'è una guerra da un lato o dall'altro. C'è la guerra che va fermata, qualsiasi guerra al mondo va fermata". Così Amadeus, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, rispondendo a una domanda sulle polemiche legate alle parole di Ghali sul conflitto…
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Non sopporta l'ipocrisia Giuseppe Cruciani e così, ieri sera, è tornato sul "caso Ghali" che sul palco di Sanremo si è schierato dalla parte della Palestina scatenato l’ira delle comunità ebraiche in ben due occasioni. Innanzitutto con la sua canzone, che sembra avere non pochi riferimenti all’attualità in Medio Oriente, benché sia stata scritta prima del 7 ottobre; la seconda volta dopo l’esibizione in finale quando il cantante ha urlato al…
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Amadeus ospite di Bruno Vespa a Porta a porta, in onda su Rai Uno, commenta le polemiche sugli appelli e le repliche sul conflitto in Medio Oriente che si sono susseguite prima sul palco dell’Ariston e poi nella puntata di Domenica In su Rai Uno
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Ora che è libero dalla veste ufficiale di conduttore e direttore artistico di Sanremo, incarico portato a termine sabato notte dopo cinque edizioni di grande successo, Amadeus torna sul caso politico più scottante dell’edizione appena conclusasi: gli appelli di varia forma e natura per la pace e/o contro il presunto «genocidio» in corso a Gaza dal palco dell’Ariston, e le conseguenti proteste di Israele e di…
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“Rispetto le decisioni di tutti, ma non sono assolutamente d’accordo con questa affermazione, nella maniera più totale. Il festival di Sanremo non ha mai promosso l’odio, ha sempre parlato di inclusione, di libertà: i cantanti che sono saliti sul palco hanno chiesto la fine della guerra, hanno chiesto la pace, richiedere la pace vuol dire seminare odio? Esattamente il contrario”. Così Amadeus, ospite di Porta a Porta, rispondendo a una domanda di Bruno Vespa sulle…
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Non accettano, i giovani del laboratorio occupato Morion e dell’associazione Ya Basta Êdî Bese, «l’ennesimo silenziamento del genocidio del popolo palestinese e la conseguente difesa dello Stato opressore di Israele» avvenuto a Sanremo e durante la trasmissione Domenica In, quando l’amministratore delegato della Rai ha fatto leggere a Mara Venier un comunicato in risposta alle parole degli artisti che si sono timidamente espressi contro la guerra, primo fra tutti…
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I deputati delle opposizioni chiedono «un'informativa urgente al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi». «Il ministro deve venire a riferire subito nell'Aula della Camera sull'aggressione da parte delle forze dell'ordine a dei giovani che manifestavano pacificamene a Napoli contro la guerra israeliano-palestinese», hanno chiesto i parlamentari del Pd, del M5S e di Avs. «Volevano solo mettere uno striscione davanti alla sede della Rai e sono stati malmenati», hanno osservato, «il…
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Centinaia di persone appartenenti al movimento politico Potere al popolo, a Iskra e ad altri collettivi e comitati si sono riuniti questa mattina davanti ai cancelli della sede Rai di viale Marconi, a Fuorigrotta, per manifestare a favore della Palestina e contro le posizioni del governo. La protesta è scattata dopo la nota dell'amministratore delegato Rai, Roberto Sergio, letta da Mara Venier durante “Domenica in” su Rai 1, parole usate «per censurare i messaggi di…
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Nell’ultima puntata della Zanzara, Giuseppe Cruciani ha commentato così l’attacco mortale di tre Rottweiler ad un uomo romano la polemica nata a seguito dell’intervento di Ghali al Festival di Sanremo. “Allora ragazzi oggi sono avvelenato, inizio la settimana proprio con il veleno in corpo. Sono una bestia, sono furibondo. A cosa minchia servono i cani come i Rottweiler, i Dogo Argentini e qualsiasi altro cane pericolosissimo?”, ha esordito Cruciani.
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Cinque poliziotti e cinque manifestanti sono rimasti feriti nel corso dei disordini avvenuti dinanzi alla sede Rai di Napoli durante la manifestazione contro l'informazione del servizio pubblico su Gaza indetta dopo le polemiche seguite all'esibizione di Ghali a Sanremo. Dei cinque agenti, si apprende da fonti della questura, due sono in servizio al Reparto Mobile mentre altri tre al locale commissariato di polizia.
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Napoli, scontri davanti sede Rai: manifestanti feriti al presidio Momenti di forte tensione davanti alla sede della Rai di Napoli, in viale Marconi, per una manifestazione organizzata dopo le polemiche seguite all'esibizione di Ghali a Sanremo. Ci sono stati spintoni e manganellate. "La risposta della Polizia sono state le manganellate a chi chiede semplicemente informazione libera". Le voci nel servizio sono di Dario, Giulia (studentessa italo-palestinese) e Giuliano Granato, Potere al…
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Cinque manifestanti e cinque agenti hanno avuto bisogno di medicazioni. Nessuno è però in gravi condizioni. Presente anche l'ex sindaco della città Luigi De Magistris, che sui social parla di "teste aperte e molto sangue" per chi "ha chiesto giustizia per il popolo palestinese, la fine dell'occupazione israeliana, il cessate il fuoco, lo stop al genocidio e ai crimini di guerra dei sionisti israeliani"
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C'era anche Luigi De Magistris oggi 13 febbraio a Napoli durante una manifestazione organizzata all’esterno della sede Rai di Fuorigrotta. A scendere in strada diversi gruppi e movimenti che denunciano "la negazione del genocidio, la censura e la narrazione filo-israeliana della Rai, evidenziata dal comunicato dell’ad Sergio letto in diretta nazionale domenica scorsa" dopo le parole di Ghali al Festival di Sanremo.
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I disordini Sit-in di protesta di Potere al popolo e attivisti dopo le polemiche per la censura a Sanremo. L’ex sindaco: «Così si risponde a chi chiede giustizia per la Palestina» Momenti di forte tensione davanti alla sede della Rai di Napoli, in viale Marconi, per una manifestazione organizzata dopo le polemiche seguite all'esibizione di Ghali a Sanremo e il comunicato dell’ad Sergio sul conflitto israelo-palestinese
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Il caso Ghali ha praticamente monopolizzato l'attenzione del dopo-Sanremo. L'effetto della vittoria di Angelina Mango è stato fagocitato dalla propaganda di Ghali dal palco dell'Ariston su Gaza e il conflitto tra Israele e Hamas. Da questo "incidente" è scattata la lettura della nota Rai (sacrosanta) in cui l'ad Roberto Sergio ha sottolineato il sostegno del servizio pubblico allo Stato ebraico dissociandosi completamente dal "comizietto" del rapper
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Si spegne finalmente la eco indigesta di un festival della canzone italiana, Sanremo, sempre più palcoscenico per rivendicazioni di varia natura e megafono per politica spicciola e di bassa lega. La Rai, ente pubblico, da anni permette che la competizione canora si trasformi in un momento strumentalizzabile per momenti di presunta riflessione. Una formula discutibile, quanto meno per il contesto e le condizioni in cui questi momenti d’elaborazione socio-politica avvengono.
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Il caso Ghali fa parecchio discutere. Dopo le parole anti-Israele di Ghali durante Sanremo e dopo le polemiche esplose per la nota letta da Mara Venier durante la diretta di Domenica In-Speciale Sanremo, adesso lo scontro si è spostato nelle piazze e addirittura con l'assalto alla sede Rai di Fuorigrotta a Napoli. Parliamoci in modo chiaro: a volte soffiare sul fuoco da un palco quando ti guardano e soprattutto ti ascoltano milioni di persone è abbastanza difficile preveder le conseguenze delle…
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Momenti di forte tensione davanti alla sede della Rai di Napoli, in viale Marconi, per una manifestazione organizzata dopo le polemiche seguite all’esibizione di Ghali a Sanremo. Alcuni manifestanti volevano affiggere uno striscione ma il tentativo è stato bloccato dalle forze dell’ordine. Ci sono stati spintoni e manganellate. La manifestazione è organizzata da Potere al Popolo, Rete per la Palestina Libera e disoccupati con l’ex sindaco…
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Il caso Ghali esplode a Sanremo quasi a scoppio ritardato. Finito il Festival restano le polemiche, complice anche la speciale puntata di Domenica In con Mara Venier sotto accusa (della sinistra) per aver letto il comunicato dell’Ad Roberto Sergio su Israele e per aver “stoppato” la predica immigrazionista di Dargen D’Amico. Se ne è parlato anche a Quarta Repubblica durante il “tavolo per due”, l’irriverente blocco a fine puntata in cui Nicola Porro dismette la cravatta e duetta con Giuseppe…
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Francesco Verducci, senatore del Pd in commissione Vigilanza Rai, ha commentato a Fanpage.it l'intervento della Rai contro le parole di Ghali a Sanremo su Israele e Gaza: "Condivido il merito del comunicato, ma il metodo crea un clima di intimidazione. È grave quando si arriva alla rimozione dei temi".
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Il 7 ottobre è il giorno che ha cambiato la storia. Anche se a Sanremo non se ne sono accorti. Hamas il 7 ottobre ha interrotto con i kalashnikov, i rapimenti e gli stupri un festival musicale israeliano. Terroristi come quelli che avevano fatto irruzione al Bataclan, a Parigi nel novembre 2015. Ma più violenti. E meglio armati. E a differenza loro, tornati a casa cantando vittoria. Diversamente da quel che è successo con il Bataclan, i terroristi di…
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“Dal palco di Sanremo Ghali dice ‘Stop al genocidio’, in un clima di censura e terrore che ha dell’incredibile”, scrive il collettivo Giovani palestinesi di Milano su Instagram annunciando un presidio sotto la sede Rai. L’iniziativa, che il gruppo ha preso a livello nazionale davanti alle diverse sedi della tv di stato, si svolgerà domani 13 febbraio alle ore 18. Il collettivo è pronto a riunirsi in corso Sempione 27 in difesa di chi sul palco dell’Ariston ha detto la propria sulla guerra a Gaza
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"Incredibilmente, siamo al martedì post-Sanremo e la ricreazione sembra non finire mai". Daniele Capezzone ironizza sui quotidiani nel suo "Occhio al caffè", la rassegna stampa politicamente scorrettissima di Libero di oggi. "Tutti ancora a discutere di Geolier, Dargen D'Amico e soprattutto Ghali" "Il nuovo eroe, noi di Libero prendiamo per il co questa deriva. Parliamo non della Striscia di Gaza ma di una sinistra asserragliata nella Striscia di…
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In merito a quanto pubblicato oggi dal Fatto Quotidiano, la direzione di Repubblica precisa che non è stata mai fatta alcuna censura contro il cantante Ghali, gli è stato invece chiesto di rispondere a una domanda sulle polemiche seguite al suo primo intervento a Sanremo in merito al mancato riferimento al 7 ottobre e lui ha scelto di non farlo. Pubblichiamo sul nostro sito l’intervista in questione che aspetta la sua risposta su questo tema perché il dialogo fra prospettive diverse arricchisce tutti.
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Secondo un vecchio detto, “guai a parlar di corda in casa dell’impiccato”, ma il surreale e disgustoso “dibattito” avviato dal sacrosanto urlo di dolore del cantante Ghali al Festival di Sanremo (“stop al genocidio”) dimostra come sia altrettanto imbarazzante parlarne a casa del boia. Ritengo che ci siano infatti dubbi che in Palestina sia in corso un genocidio, che di tale genocidio sia responsabile il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, e che vari governi occidentali, tra i quali il…
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ROMA "Rispetto le decisioni di tutti, ma non sono assolutamente d'accordo con questa affermazione, nella maniera più totale. Il festival di Sanremo non ha mai promosso l'odio, ha sempre parlato di inclusione, di libertà: i cantanti che sono saliti sul palco hanno chiesto la fine della guerra, hanno chiesto la pace, richiedere la pace vuol dire seminare odio? Esattamente il contrario". Lo dice Amadeus, ospite di Porta a Porta, rispondendo a una domanda di Bruno Vespa sulle critiche dell'ambasciatore israeliano in Italia…
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Min lettura “Perché Sanremo è Sanremo”, recita un fortunato slogan che, nella sua semplicità, dice molto sull’evento nazional-popolare per eccellenza del suo essere inizio e fine, alfa e omega del nostro sentire comune. Ma, appoggiandosi al fortunato slogan, viene da dire anche “Perché la Rai è la Rai” e “Perché l’Italia è l’Italia”. Cambia il mondo attorno a questa bolla accidiosa che è il nostro paese, ma resta l’inerzia con cui si cerca di far restare tutto com’è, e guai a chi…
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Scrive Brecht, alla vigilia della seconda guerra mondiale: Quali tempi sono questi, quando discorrere d’alberi è quasi un delitto, perché su troppe stragi comporta silenzio! Il tempo dei pensieri indulgenti verso gli anni bui, quello in cui all’umano un aiuto è l’umano, non è venuto: così è toccato a un italiano del sud del Mediterraneo, Mahmood, ricordarci, con le parole di Lucio Dalla, che la storia umana è storia di violenze contro i poveri scaraventati in mare e di guerre dei poveri…
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Su Sanremo è calato il sipario, ma sulle polemiche no. È stato anche ieri il caso del giorno. “Stop al genocidio”, l’appello di Ghali dal palco dell’Ariston alla fine della sua esibizione, lo hanno visto e sentito milioni di persone. E lo stesso vale per la lettura del comunicato “riparatorio” dell’ad Rai, Roberto Sergio, fatta …
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Il direttore de il Tg La7 parla del polverone sollevato per le affermazioni di Ghali al Festival Enrico Mentana interviene sulle polemiche che sono scoppiate in questi giorni intorno alla canzone e alle affermazioni di Ghali al Festival di Saremo. Il rapper italo-tunisino, nell'ultima esibizione all'Ariston, ha detto: "Stop al genocidio", suscitando l'indignazione dell'ambasciatore Israeliano. "Ghali aveva scritto il suo testo ben prima che scoppiasse la guerra", spiega il direttore di Tg La7.
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La polemica Bufera sul comunicato dell'ad Sergio di condanna alle parole dell'artista che sul palco dell'Ariston aveva detto «Stop al genocidio». Nel mirino anche la conduttrice di Domenica In Opposizione compatta contro l'ad della Rai Sergio e Mara Venier che ha letto il comunicato a seguito del caso Ghali e del suo «stop al genocidio». Una nota dei componenti Pd in commissione di Vigilanza parla di «libertà di espressione sacrosanta» e…
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Ci hanno provato, in Rai, a non far sollevare polveroni. Speravano di sentir risuonare solo la musica, e invece come al solito strombazzano le questioni politiche. Inevitabile, o quasi, quando metti il microfono in mano a cantanti che, celandosi dietro l’immunità artistica, scambiano il palco di Sanremo per la festa dell’Unità. Nel primo vero Festival della nuova dirigenza, dopo l’imbarazzante carnevalata di anno scorso, tra baci di Rosa Chemical, letterine femministe, monologhi sul razzismo e…
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"Un festival con una punta dolorosa, quella di essere entrato nella vicenda israeliano-palestinese a senso unico. Quello è l'elemento peggiore di tutto il festival". Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1 commentando quanto avvenuto sul palco del Festival di
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Cancellare dalla narrazione del conflitto israelo-palestinese quanto sta accadendo a Gaza, dove negli ultimi quattro mesi sono state uccise circa 28mila persone, è l’esasperazione della faziosità, soprattutto se viene fatto abusando dei propri poteri attraverso i mezzi pubblici. La Rai è sempre di più Tele-Meloni, il megafono di un governo che, non sapendo dare risposte concrete ai cittadini, usa i mezzi di comunicazione per portare avanti una propaganda…
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Mara Venier che, a Dargen D'Amico che parla di migranti, dice: «Va bene, però qui è una festa, ci vorrebbe troppo tempo per affrontare determinate tematiche; qui stiamo parlando di musica e quindi chiedo scusa a tutti quanti». Mara Venier che, fuorionda, se la prende con i giornalisti che fanno domande «fuori tema» ai cantanti: «Così mettete in imbarazzo me, non vi faccio parlare più, perché non è questo il posto…
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La verità è che il servizio pubblico ha avvertito, in queste ore, il bisogno di confinare gli artisti in gara a Sanremo in un territorio apolitico. Ma proprio i giovani artisti sono spesso i più lucidi nel raccontare la realtà politica che ci circonda.
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