Ore di nervosismo e preoccupazione per il governo, che attende domani alle 11 il verdetto di Eurostat sul livello del rapporto deficit/pil del 2025. Quello che può sembrare un passaggio meramente tecnico in realtà ha forti implicazioni di politica economica, in vista della legge di bilancio per il 2027, anno elettorale. Un conto sarà avere un rapporto deficit/pil 2025 del 3,1…
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Per poter uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo, il disavanzo di bilancio dell'Italia deve risultare "inferiore al 3% del Pil". Non basta quindi un deficit Pil al 3% se, con il gioco delle degli arrotondamenti, questo corrisponde a un disavanzo effettivo tra il 3% simmetrico e il 3,04% del Pil. Deve risultare non superiore al 2,99% del Pil. Lo prevedono le normative europee, come spiega un portavoce della Commissione interpellato sulla questione alla vigilia dei dati…
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Dalla revisione del Pil ai dati su povertà e salari, il ruolo dell’istituto e del presidente Chelli è sotto i riflettori. Tra decimali che valgono miliardi e narrazioni che pesano sui conti, il lavoro del ministro Giorgetti si complica proprio alla vigilia della partita decisiva con Bruxelles
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Ventitré milioni. È tutto lì, in quella cifra quasi invisibile nei conti dello Stato, che si gioca una partita da miliardi. Secondo quanto appreso in esclusiva dal Giornale, le ultime revisioni Istat (da consegnare entro domani a Eurostat) porterebbero il deficit/Pil 2025 dell'Italia al 3,05%, che per arrotondamento diventa 3,1%. Tradotto: niente uscita dalla procedura di infrazione. Non quest'anno, almeno.
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Fino al 19 aprile non ancora giunte conclusioni da Eurostat (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 20 apr - "Riguardo al processo di verifica condotto da Eurostat e coordinato, a livello nazionale, dall'Istat, sui dati relativi all'indebitamento netto per gli anni 2022-2025, a tutta la data del 19 aprile scorso, non erano ancora pervenute comunicazioni ufficiali e conclusive da parte di Eurostat". Lo precisa Istat in relazione a quanto scritto oggi da diversi organi di stampa.
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(Adnkronos) – Il Documento di economia e finanza con le nuove stime sulla crescita e sui conti pubblici italiani è atteso al varo in Consiglio dei ministri possibilmente già mercoledì 22 aprile. Lo stesso giorno è atteso il verdetto dell’Eurostat sul 2025 che con ogni probabilità confermerà la stima Istat sul deficit al 3,1%, facendo naufragare l’obiettivo del governo di uscire già questa primavera dalla procedura Ue.
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Il Documento di economia e finanza con le nuove stime sulla crescita e sui conti pubblici italiani è atteso al varo in Consiglio dei ministri possibilmente già mercoledì 22 aprile. Lo stesso giorno è atteso il verdetto dell'Eurostat sul 2025 che con ogni probabilità confermerà la stima Istat sul deficit al 3,1%, facendo naufragare l'obiettivo del governo di uscire già questa primavera dalla procedura Ue.
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Questa settimana sarà cruciale per sapere se l'Italia uscirà davvero dalla procedura per deficit eccessivo che l'Unione europea ha in corso a suo carico. Entro mercoledì, infatti, l'Istat dovrebbe notificare il dato consolidato sull'indebitamento del 2025, con il nostro Paese che dovrà poi inviare il Documento di finanza pubblica a Bruxelles entro il 30 aprile. Se il dato sul deficit dovesse essere vicino al 3%, le possibilità che la Commissione europea promuova Roma portandola fuori dalla procedura sarebbero molto elevate
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Tra tensioni internazionali, caro energia e vincoli europei, l’esecutivo cerca margini di manovra su conti e forniture Non siamo stati fortunati in questa stagione politica, ha detto ieri Giorgia Meloni. Una considerazione amara sulle conseguenze negative per l’Italia e per il suo governo della crisi nel Golfo su energia e conti pubblici. Strategia energetica e nuovi partner internazionali Sul primo fronte, in attesa di un ritorno alla normalità che non avrà tempi brevi…
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