Ancora un record al ribasso per le nascite: nel 2023 scendono a 379.890, 13mila in meno rispetto al 2022 registrando un calo del 3,4%. Il calo delle nascite prosegue anche nel 2024: in base ai dati provvisori relativi – si legge nel report di Istat- a gennaio-luglio le nascite sono 4.600 in meno rispetto allo stesso periodo del 2023. Per ogni 1.000 residenti in Italia sono nati poco più di sei bambini.
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«Questo calo di natalità ha gravi conseguenze sull'equilibrio demografico, sul sistema pensionistico e sulla forza lavoro», commenta la professoressa Paola Piomboni, Presidente della Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU) guardando ai recenti dati diffusi dall’ISTAT. «Cambiamenti culturali e sociali, come…
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Il trend è di lunga durata e coinvolge le famiglie italiane ma oggi anche quelle straniere. A livello nazionale il calo delle nascite continua e anche Modena, che nei numeri tiene di... Leggi tutta la notizia
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Calano le nascite in Italia e anche in provincia di Cremona se si guarda il trend degli ultimi anni, ma con una sorpresa se si raffrontano 2022 e 2023 in Lombardia. Il nostro territorio è quello che nel 2023 ha resistito meglio di tutti al fenomeno dell’inverno demografico registrando sette nati in più rispetto all’anno precedente: 2.232 contro 2.225, lo 0.3% in più. Per fare un raffronto con province limitrofe: Mantova scende da 2.607 a 2.578 (-1,1%); Pavia da 3.337 a 3.251 (-2,6%); Lodi da 1.601 a…
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Sempre di meno verrebbe da dire i biellesi autoctoni che nascono all'ombra del Mucrone o comunque in provincia di Biella. L’analisi dell’Istat è ferocemente impietosa: nel 2023 sono solo 843 le nascite censite nel nostro territorio. Sono lontani i tempi del boom economico, della classi numerose, ma sono anche distanti gli anni a fine del secolo scorso quando nascevano più di 1000 bambini (1446 nel 1999 solo per dire).
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Lunedì scorso l’Istat ha pubblicato i dati relativi alla natalità nel 2023 e nel primo semestre 2024. Nel 2023 si e toccato un ulteriore minimo storico con 379.890 nati (-3,4% rispetto al 2022). La tendenza alla riduzione si è confermata anche nel primo semestre 2024, trattandosi ormai di un fatto strutturale. L’Italia, come noto, è caratterizzato da un valore molto basso del tasso di fecondità, cioè del numero di figli per donna, pari a circa 1,2.
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Istat: nel 2023 in Sicilia 1,3 nati per donna contro 1,5 del 1995. E il primo bambino arriva in media a 32 anni. La scelta è spesso legata alla precarietà lavorativa e alle difficoltà di mettere insieme lavoro e famiglia PALERMO – Le donne siciliane fanno meno figli e li fanno in una età sempre più avanzata. Nel 2023, secondo i dati forniti dall’Istat, il numero dei figli per donna in Sicilia si ferma a 1,3 contro l’1,5 del 1995.
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Si chiamano per lo più Leonardo e Sofia, i nomi più voga qui come nel resto d’Italia, ma soprattutto sono pochi. I nati nelle Marche nel 2023, in tutto 8.797, sono appena il 40% di quanti ne vennero al mondo sessant'anni fa (22.081 nati nel 1964), nella fase più prolifica del baby boom nazionale. Non che la nostra regione sia tra le più gelide dell’inverno demografico attraversato dall’Italia, che lo scorso anno - come attesta il rapporto Istat su “Natalità e fecondità della popolazione…
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In Italia continuano a diminuire le nascite, sia quelle da genitori (entrambi) italiani che quelle da genitori (entrambi) stranieri sia quelli da coppie miste. Il Molise non fa eccezione, anzi, è tra le regioni più investite da questo fenomeno. Lo rileva l'Istat che ieri ha pubblicato il report sulla Natalità e fecondità della popolazione residente (anno 2023). E sono dati preoccupante per l’economia, specie in prospettiva futura.
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La crisi demografica che coinvolge l'Italia, con le nascite che continuano a calare anno dopo anno, non lascia indenne la provincia di Latina, dove si assiste a un calo progressivo dei nuovi nati negli ultimi anni. Le 17 nascite record che si sono avute in 48 ore all'ospedale di Aprilia la scorsa settimana rappresenta solo un caso fortuito, frutto di diversi fattori – tra cui l'assenza di ospedali nelle città limitrofe – che non va a modificare la tendenza al segno “meno” sul bilancio dell'anno…
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🔊 Ascolta l\'audio “Meno casa, meno lavoro, meno figli e più giovani costretti a emigrare per cercare di costruirsi un futuro. Sono numeri impietosi quelli che emergono dalle statistiche di questi giorni, dati che aprono una riflessione e fanno interrogare sull’urgenza improcrastinabile di risposte a una generazione sempre più in difficoltà a pensare a una famiglia e a un orizzonte collettivo”. La candidata consigliera regionale Alice Parma…
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La media di bimbi nati nel 2023 per donna è sempre più bassa, secondo i dati Istat, si parla di circa 1.20 pargoli. Le differenze, però, sono sostanziali tra nord e sud Italia, così le regioni tra disparità e pari meriti ricoprono 16 posizioni di una classifica, da quella in cui nascono più bambini a quella in cui ne nascono meno.
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"Meno casa, meno lavoro, meno figli e più giovani costretti a emigrare per cercare di costruirsi un futuro. Sono numeri impietosi quelli che emergono dalle statistiche di questi giorni,... Leggi tutta la notizia
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Inverno demografico: nascite in calo del 3,4%; Racconti di finanza: si attenua il rischio-Italia sul debito; Poste mondo Welfare: ultimo mese per gli sconti Il rapporto Istat sulla natalità in Italia fotografa un Paese in pieno inverno demografico. Poco più di 379 mila nuove nascite nel 2023, in calo del 3,4% sull’anno precedente, solo 6 neonati su ogni mille residenti. “Il patto di stabilità al test dei nuovi paradigmi” è stato il…
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Calano le nascite in Italia e anche in provincia di Cremona se si guarda il trend degli ultimi anni, ma con una sorpresa se si raffrontano 2022 e 2023 in Lombardia. Il nostro territorio è quello che nel 2023 ha resistito meglio di tutti al fenomeno dell’inverno demografico registrando sette nati in più rispetto all’anno precedente: 2.232 contro 2.225, lo 0.3% in più. Per fare un raffronto con province limitrofe: Mantova scende da 2.607 a 2.578 (-1,1%); Pavia da 3.337 a 3.251 (-2,6%); Lodi da 1.601 a…
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L’Istat, l’istituto nazionale di statistica dello Stato, ci conferma che il calo delle nascite nel Belpaese continua. Lo scorso anno la soglia è calata di un ulteriore 3,5 per cento per ogni mille italiani. Il cosiddetto inverno demografico non trova sollievo nella nostra penisola e permangono tutti gli interrogativi futuri legati alla denatalità, alle future pensioni, alla desertificazione della nazione, all’invecchiamento della popolazione la cui età media ormai è di quasi 83 anni, con il…
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Nel 1964 i nuovi nati in Italia superarono quota 1 milione e 35mila. Un record storico che si paragona quasi con sgomento ai dati dell'anno scorso, quando a vedere la luce sono stati 379.890 neonati. Anche questo un primato, ma negativo: siamo a un terzo o poco più rispetto al boom. E non basta. Nel 2024, ha detto ieri l'Istat, potrebbe andare pure peggio: nei primi sette mesi le nascite sono scese ancora, di 4.600 unità.
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L'allarme demografico: un record di denatalità dietro l'altro TERMOLI. E' fondamentale promuovere delle politiche di sostegno alla famiglia, per contrastare la denatalità e l'allarme demografico. Sempre meno culle, nell'Italia che invecchia, e il Molise (così come il nostro territorio) non è immune da questa tendenza. Numeri in regressione sui nuovi nati cristallizzati nel focus dell'Istat sul 2023.
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I dati Istat relativi al 2023 mostrano come siano nati solo 379.890 bambini, in calo del 3,4% rispetto all’anno precedente. Il numero di figli per donna è di 1,2, un valore che colloca l’Italia tra i Paesi peggiori del mondo: anche di questo si è parlato nella puntata di “Numeri” di Sky TG24, andata in onda il 21 ottobre 2024
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Ci sono sempre meno bambini in Italia. Nel 2023 le nascite segnano un nuovo record negativo, scendendo a 379.890, 13mila in meno rispetto al 2022, con un calo del 3,4%. Se si fa il confronto con il 2008, l'anno con il maggior numero di nascite dell'ultima ventina d'anni, sono quasi 200mila culle in meno in un solo anno (-34%), più o meno gli abitanti di una città come Trieste. È l'Istat nel rapporto su Natalità e fecondità della popolazione residente sul 2023 a fotografare un Paese in cui si…
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Si fanno sempre meno figli in Irpinia. Il tasso di natalità è sceso vertiginosamente. Dal 1999 al 2023 si è quasi dimezzato il numero dei nuovi nati registrato ogni anno. Si è passati dai 4.262 del 1999 ai 2.583 del 2023. Il calo sfiora il 40%. Anche questo sta contribuendo allo spopolamento del territorio provinciale, unito - tra l'altro - all'emigrazione e alla diminuzione di stranieri che decidono di fermarsi in provincia.
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Il meteorite che sta per colpire l’Italia continua la sua corsa e l’impatto è inevitabile. Il meteorite è la denatalità. Da quindici anni l’Istat segnala il rapido calo delle nascite e il Paese archivia la notizia come se il conto da pagare non dovesse mai arrivare. Il 2023 si è chiuso con 379.890 nati, minimo di sempre, di cui - per la prima volta nella Storia - meno di 300mila sono figli di due genitori italiani.
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ROMA — Perdiamo tredicimila nuove creature in un anno e il calo è costante, persino drammatico. Siamo sotto i due figli per famiglia da quarant’anni esatti, ma da molto tempo siamo anche sotto il figlio e mezzo, che è la soglia per mantenere in relativo equilibrio tutto: la formazione di nuova ricchezza, la garanzia che esista una base sufficiente per pagare le pensioni e poi la creatività, la sp…
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– Di questo passo finiremo presto con l’essere una delle pochissime regioni italiane dove il numero medio di figli per donna è inferiore a uno. Una realtà che per adesso interessa soltanto la Sardegna (0,89), ma verso la quale ci stiamo portando lentamente ma in modo inesorabile anche noi. L’ultimo dato di fine 2023 pubblicato proprio ieri da Istat, racconta che ogni donna umbra in media ha 1,05 figli: peggio di noi solo la Toscana (1,04) e la Sardegna come detto, poi hanno…
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Le nascite in Italia erano 570 mila del 2009, e saranno 372 mila quest’anno, se le tendenze di gennaio-luglio 2024 verranno confermate nei mesi successivi. Per interpretare questo drastico calo, da più parti si sottolinea la crescente disaffezione dei giovani verso la procreazione. La realtà è molto diversa, come sottolineato anche dall’Istat. Le 200 mila nascite perse in 15 anni sono innanzitutto dovute alla drastica riduzione del numero di donne e di uomini in età fertile.
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Nascite al minimo storico e culle sempre più vuote in provincia di Rieti. Il 2023 detiene il numero di nuovi nati più basso di sempre, con 823 bambini nati da popolazione residente (-23 rispetto al 2022) e con un trend per il 2024 ancora in calo. L'andamento. Una discesa che parte da lontano, dal 2009, quando il numero di nuovi nati erano 1.324 (il dato più alto degli ultimi 25 anni) e che si è andato assottigliando raggiungendo il primato di oggi, con una diminuzione di 501 unità.
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Aurora e Giuseppe, sono i nomi che i genitori siciliani preferiscono per i loro figli. Il nome maschile più scelto dai genitori a livello nazionale è Leonardo, che mantiene il primato conquistato nel 2018; al secondo posto, per la prima volta sul podio, si trova Edoardo, che conquista due posizioni sul 2022. Stabile Tommaso al terzo posto, mentre Francesco esce dal podio perdendo due posizioni e attestandosi al quarto posto.
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La crisi della natalità dipende da noi. Se consideriamo la struttura demografica dell’Italia come un edificio, l’esposizione al rischio di crollo non è dovuta a un terremoto, ma al progressivo deterioramento di muri portanti per incuria e scarsa manutenzione. L’aumento della longevità agisce come un aumento dei piani al vertice, ma se la struttura portante viene lasciata indebolire non si possono considerare le crepe che si allargano (il sistema di welfare sempre più debole) e i pezzi che progressivamente…
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Nuovi asili nido si inaugurano, altri ampliano i propri servizi, ma nella nostra regione nascono sempre meno bambini. Nel 2024 la Valle d’Aosta potrebbe scendere sotto le 700 nascite. I primi, dati provvisori, confermano un trend in atto da alcuni anni. Da gennaio a luglio sono nati in Valle d’Aosta 376 bambini. Nello stesso periodo del 2023 le nuove nascite erano state 409 (466 nel 2022), diventate poi alla fine dell’anno 718.
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Continua la discesa delle nascite in Liguria: nel 2023 scendono a 8.343, 136 in meno rispetto all'anno precedente con un calo dell'1,6%, un trend declinante senza interruzioni dal 2012, quando i nati furono 11.583 (-28%), il 39% in più rispetto a oggi. È quanto emerge dai dati dell'Istat su natalità e fecondità della popolazione residente relativi all'anno 2023. È dal 2015 che la Liguria non torna sopra alla soglia delle diecimila nascite all'anno scese nel 2016 da 10.155 a 9.901, sotto sia al…
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