Sudan, dopo un anno di guerra 17 milioni a rischio fame: aiuti bloccati da esercito e paramilitari Mathilde Vu, responsabile advocacy: "Operatori ostacolati, scorte saccheggiate. I bambini sono traumatizzati" ROMA – “In Sudan gli aiuti umanitari vengono costantemente bloccati da tutti gli attori in guerra“. A lanciare l’allarme in una intervista con l’emittente France 24 è Mathilde Vu, responsabile advocacy per il Norwegian Refugee…
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Dopo un anno di guerra civile il Sudan si sta trasformando in uno stato fallito. A lanciare l’allarme nel primo anniversario dall’inizio delle violenze sono le organizzazioni umanitarie alle prese con la situazione sul terreno. “Nell’ultimo anno ho visto il mio paese precipitare nella violenza, nella follia e nella distruzione – ha detto il direttore dell’Islamic Relief per il Sudan, Elsadig Elnour – nell’indifferenza del resto del mondo”.
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È trascorso ormai un anno dallo scoppio della guerra civile in Sudan, una delle più violente degli ultimi anni, dimenticata però dall’opinione pubblica e dai principali media occidentali e del mondo. Con le agende giornalistiche monopolizzate dalla situazione in Ucraina e in Medio Oriente, di quanto succede nel lontano e povero Sudan si parla poco, nonostante i combattimenti abbiano provocato almeno 15.000 morti e la nazione stia attraversando una delle crisi umanitarie peggiori della storia recente…
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Fatima e la sua famiglia sono stati sfollati due volte, l'ultima delle quali dallo Stato di Gezira, in Sudan, nel novembre 2023. Suo fratello Yassin racconta il loro straziante percorso: "il nostro viaggio è iniziato in un camion merci, ed è stato molto spaventoso. Gli edifici erano completamente distrutti, le strade vuote e mio padre guidava ad alta velocità. La polvere si alzava pesantemente e c'erano molte rocce sulla strada.
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Roberta Barbi – Città del Vaticano Era il 15 aprile 2023 quando la lotta di potere tra l’esercito sudanese fedele ad Abdel al-Burhane e il gruppo paramilitare delle Forze di Supporto Rapido con a capo Mohamed Daglo, sfociò in un vero e proprio conflitto che in appena un anno ha causato circa 14mila morti e 9 milioni di sfollati, riducendo la popolazione locale allo stremo e alla fame. Read Also La Conferenza umanitaria di Parigi È anche con l’obiettivo di riportare sotto i riflettori questa guerra dimenticata che…
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I 2 miliardi di euro promessi restano tuttavia ancora al di sotto dei 3,8 miliardi necessari per rispondere all'emergenza in Sudan secondo una stima delle Nazioni Unite. Oltre metà della popolazione sul posto ha bisogno di aiuto urgente e Macron si è appellato ai belligeranti affinché rispettino il diritto umanitario internazionale e la protezione dei civili.
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Lo ripete tre volte durante l’intervista: «Quanto facciamo è solo una goccia in un oceano di bisogni». Francesca Arcidiacono, catanese, è vice capo missione di Medici Senza Frontiere in Sudan. Lei c’era un anno fa, quando è scoppiata la guerra. Ci è rimasta nove mesi. E ora è tornata sul posto. Msf, una delle poche organizzazioni umanitarie attive nel secondo Paese più vasto dell’Africa, ha uno staff di mille persone e progetti di emergenza in undici dei 18 Stati sudanesi.
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La Svizzera si impegna anche a livello multilaterale per promuovere la pace, proteggere la popolazione civile, migliorare la situazione umanitaria e trovare una soluzione politica al conflitto, ricorda il DFAE. In qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, lo scorso marzo Berna ha sostenuto una risoluzione che chiedeva la cessazione immediata delle ostilità e il rispetto del diritto internazionale umanitario
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Per scaricare l’infografica clicca qui. A un anno dallo scoppio della guerra tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), il 15 aprile 2023, il Sudan sta affrontando una delle crisi più rapide a livello globale, con bisogni senza precedenti. Circa 25 milioni di persone – di cui oltre 14 milioni sono bambini – hanno bisogno di assistenza e sostegno umanitario. Allarmante è il fatto che 17,7 milioni di persone – più di un terzo della popolazione del…
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Tuttavia, secondo i diplomatici francesi, la risposta umanitaria prevista per il Sudan è stata finanziata solo per il 5 per cento. «Gaza è al centro dell'attenzione, e comprensibilmente. Ma non possiamo dimenticare Paesi come il Sudan», ha affermato McCain, spiegando che la nazione africana «non può nutrire le persone se i governi e gli enti privati non sono disposti a finanziarla» e chiedendo alle parti in conflitto di consentire l'accesso degli aiuti umanitari nel territorio sudanese, che secondo la…
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Il Sudan è diventato il paese al mondo con la più ampia crisi di sfollamento dei bambini, con oltre 4 milioni di bambini costretti a lasciare le proprie case da aprile 2023, fra cui circa 1 milione di bambini che hanno superato il confine nei paesi vicini, soprattutto in Ciad, Egitto e Sud Sudan. Molti rifugiati e persone che sono ritornate arrivano in aree in cui vivevano già comunità vulnerabili e con scarsi servizi, e che lottano con emergenze e crisi multiple.
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Il mondo arabo cruciale per la difesa d'Israele? | Sudan, un anno di guerra civile Le immagini di droni iraniani intercettati nei cieli della Giordania nella notte tra sabato 13 e domenica 14 aprile hanno riacceso le accuse di collusione tra gli Stati della regione e Israele e il suo alleato americano nel mondo arabo, già scottato dal percepito tiepido sostegno dei loro leader ai palestinesi. Le potenze del Golfo sono…
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Marco Guerra e Giulia Mutti – Città del Vaticano “La guerra potrebbe portare alcune regioni del Sudan alla carestia e l’emergenza potrebbe estendersi ai Paesi africani limitrofi a meno che i combattimenti non finiscano”. Le Nazioni Unite hanno lanciato lo scorso venerdì 12 aprile un nuovo monito sulla situazione in Sudan, in vista del primo anniversario dello scoppio del conflitto, che ricade oggi, 15 aprile, tra l’Esercito regolare comandato da generale al-Burhan e i paramilitari…
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In Sudan, a un anno dallo scoppio della guerra, per via dei blocchi politici creati dalle parti in conflitto e dalla inadeguata azione delle Nazioni Unite gli aiuti umanitari sono insufficienti. Una delle peggiori crisi mondiali degli ultimi decenni Il Sudan sta affrontando una colossale catastrofe causata dal genere umano, iniziata un anno fa con l’inizio della guerra tra l’esercito regolare – le Forze armate sudanesi – e le Forze di Supporto Rapido.
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Il 15 aprile del 2023 era un sabato pieno di luce, ma dopo la luminosa alba è arrivato il pomeriggio più buio dal golpe del 2021. Lo ricorda molto bene l’arcivescovo Luis Miguel Muñoz Cárdaba, fino a pochi mesi fa nunzio apostolico in Sudan ed Eritrea ed ora in Mozambico). In questa intervista, rilasciata ai media vaticani, parla delle cause profonde di questa guerra e le analizza. Il Sudan, da quasi 10 mesi, è alle prese con un sanguinoso conflitto che…
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Dopo un anno di guerra, Khartoum è devastata. Distrutte gran parte delle abitazioni, delle infrastrutture e delle istituzioni governative. La capitale sudanese da oltre sei milioni di abitanti è allo stremo delle forze, il 70% dei suoi cittadini l’ha abbandonata per ripararsi dagli incessanti bombardamenti. Da alcune settimane, quasi tutti i quartieri sono rimasti senza elettricità né reti di…
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Aun anno dall’inizio della guerra, il 15 aprile l’Unione europea co-presiederà, insieme a Francia e Germania, la conferenza umanitaria internazionale per il Sudan alla presenza dei rappresentanti di organizzazioni internazionali – ONU ed Unione africana in testa – e le ong attive in questo Paese, quasi tutte operanti dalle nazioni confinanti. Nell’occasione sarà lanciato un allarme anche per il Ciad, che si sta facendo carico del maggior numero di profughi da Khartoum e dove, il prossimo 6 maggio, si terranno le elezioni presidenziali.
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Speciale per Africa ExPress Cornelia I. Toelgyes E’ passato un anno dall’inizio della guerra in Sudan, un conflitto che ha causato una devastante crisi umanitaria e ha riportato alla luce tensioni etniche e politiche esistenti da tempo. Finora tutti tentativi di mediazione per fermare le ostilità tra i due generali, Mohamed Hamdan Dagalo “Hemetti”, leader delle Rapid Support Forces (RSF), gli ex janjaweed, e il de facto presidente e capo dell’esercito…
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Ansa Nessuna prospettiva di pace per il Sudan, dopo un anno di morte e silenzio e buio mediatico. Fallite, infatti, tutte le mediazioni per mettere fine alla guerra, scoppiata il 15 aprile dell’anno scorso tra le truppe fedeli al presidente de facto Abdel-Fattah al-Burhan e il suo ex vice Mohamed Hamdan Dagalo, detto “Hemetti”, che comanda le Forze di supporto rapido (Rsf). Gli scontri infuriano ormai, oltre che a Khartum, in diversi Stati federati, dal Darfur al Kordofan e da al-Gazira e Sennar
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Di Giada Aquilino Sono partiti dal Ciad i primi due convogli di cibo e aiuti umanitari del Programma alimentare mondiale (Wfp) giunti a fine marzo in Darfur, regione occidentale del Sudan, teatro di una sanguinosa guerra nei primi anni Duemila, con un bilancio di 300.000 morti, e oggi uno dei focolai del conflitto in corso da un anno tra l’esercito di Khartoum e i paramilitari delle Forze di supporto rapido (Rsf).
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Le Nazioni Unite hanno avvertito oggi che la crisi umanitaria innescata dal conflitto in Sudan è destinata a peggiorare drammaticamente nei prossimi mesi e potrebbe portare alcune regioni alla carestia. L'emergenza potrebbe estendersi ulteriormente ai Paesi africani vicini, a meno che i combattimenti non finiscano, hanno affermato le agenzie delle Nazioni Unite, a pochi giorni dal primo anniversario dello scoppio del conflitto, previsto per lunedì prossimo.
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Trascorso un anno dall’inizio del conflitto in Sudan tra le Forze armate sudanesi (Fas) e le Forze di supporto rapido (Fsr), un gruppo paramilitare, la risposta della comunità internazionale continua a essere tristemente inadeguata nonostante il numero delle vittime civili sia in aumento in tutto il paese. È quanto hanno dichiarato Amnesty International, Sudan Democracy First Group e International Film Festival.
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A quasi un anno dall’inizio del conflitto in Sudan, scoppiato il 15 aprile del 2023, la situazione nel paese è estremamente disastrosa, tra feriti di guerra, violenze, colera, morbillo e malnutrizione. Accesso ostacolato agli aiuti umanitari: una sfida sistematica da affrontare In Sudan gli aiuti umanitari sono del tutto insufficienti per far fronte agli enormi bisogni della popolazione. Lunedì 8 aprile abbiamo tenuto una conferenza internazionale a Nairobi, con la partecipazione del presidente internazionale, il dott.
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È passato un anno – lo scorso 15 aprile 2023 – da quando violenti combattimenti hanno contrapposto l’esercito sudanese (Fas), guidato dal generale Abdel Fattah Al-Burhan, alle Forze di Supporto Rapido (Rsf) del generale Hamdan Dagalo (detto Hemedti). Da allora nessuna mediazione è riuscita a porre fine a un conflitto che ha provocato, fino ad oggi, almeno 23mila vittime e oltre 10 milioni di sfollati interni o rifugiati nei paesi vicini: Egitto, Libia, Ciad, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan
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