La recente azione militare in Venezuela e le minacce da parte degli Stati Uniti sulla Groenlandia mettono in crisi la basi stesse del diritto che regola i rapporti tra i Paesi. Gli inviati Rai Veronica Fernandes e Giammarco Sicuro analizzano gli ultimi eventi con il professore associato di diritto internazionale dell'Università del Molise, Luigi Daniele. Le precedenti puntate si trovano qui e nelle stories in evidenza sul profilo Instagram
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Pubblicità Salve a tutti e ben ritrovati nella rubrica di Hashtag Sicilia “Così è (se vi pare)“. Tante sono le cose delle quali sarebbe utile parlare: dai contenuti della Legge Finanziaria approvata alla fine del 2025 (della quale si sono evidenziati sia gli aspetti positivi che quelli negativi), al tragico rogo verificatosi a Crans-Montana in Svizzera, che nella notte di capodanno ha ucciso tantissimi ragazzi/e anche italiani; fino ad…
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Un seicentesco filosofo della politica, che del potere e della sua organizzazione, a dir di tutti, se n’intendeva abbastanza bene, tal Thomas Hobbes, aveva a suo tempo rilevato come il perpetuo desiderio di mutamento, per dir così, la costante ricerca di novità e di piacere e, soprattutto, l’assenza d’un termine ultimo che potesse far da freno alle bramosie umane, era la radice d’un egoismo, tendenzialmente senza limite, quello prospero nello stato di natura.
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Il diritto internazionale esiste ancora? L’Europa vista come un intralcio al divenire delle magnifiche sorti e progressive dei conflitti e accordi fra gli imperi globali dovrebbe avere il ruolo di saper ricondurre alla ragionevolezza i belligeranti ma evidentemente i venti di guerra la trovano al centro, nell’occhio del ciclone, delle loro tempeste. L'intervento di Leonardo Dini In questi giorni l’Europa dopo un’annosa e complessa trattativa durata decenni, quasi quanto quella che precedeva la nascita della Comunità e poi Unione…
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Il lupo disse all’agnello «mi sporchi l’acqua», preparandosi a sbranarlo. E qui, nella nostra favola ideale, entrerebbe in scena il diritto internazionale. Di fronte a pandette e codicilli la belva si ritrae intimidita e tutti vivono felici e contenti. Ma è mai andata così? Stephen Miller, il vicecapo dello staff di Donald Trump, sostiene che «viviamo in un mondo governato dal potere e dalla forza, è una ferrea legge fin dall’alba dei tempi».
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Il caso-Venezuela ha riproposto la spaccatura tra le due posizioni: la prima ha il vantaggio di essere semplice, rilevando l'efficacia del risultato, la seconda ha lo svantaggio contrario, e va incontro a critiche di inutilità se non di "amicizia con i dittatori". Serve una riflessione su fini e mezzi Anche di fronte ai fatti del Venezuela, nei commenti che ne sono seguiti si è riprodotta la spaccatura, che conosciamo già da troppo tempo, tra chi proclamandosi “realista” prende atto, accetta, o addirittura…
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La cattura del presidente venezuelano in carica da parte di truppe americane per ordine di Donald Trump è stata commentata da molti come la pietra tombale sul diritto internazionale, ma così non è. A parte il fatto che impresa analoga gli Stati Uniti avevano già realizzato in un recente passato, quando Bush padre nel 1989 aveva fatto catturare l’allora capo di Stato panamense Manuel Noriega, per quanto spettacolare l’infrazione promossa dall’attuale capo di Stato Usa possa apparire…
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Il “diritto” è una elaborazione teorica che non può prescindere dal suo strumento di applicazione, la “forza” con la quale lo si impone. La storia del mondo è attraversata da “diritti” fondati su sistemi valoriali diversi succedutesi gli uni agli altri con il cambiare dei rapporti di forza interni o internazionali: dallo “jus latino” affermatosi con lo strapotere delle legioni (e trasformato dalla storiografia in “pax romana”), al “diritto” medievale affidato alla discrezione dei “signori”, allo “stato moderno” inteso…
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«Questo è il nostro emisfero» si legge sopra il ghigno del presidente in un post del Dipartimento di Stato Usa. Se ce ne fosse stato bisogno, l’aggressione al Venezuela conferma che per Donald Trump il diritto internazionale non vale neppure «fino a un certo punto»: l’affermazione dell’interesse nazionale con la forza bruta è l’elemento di granitica coerenza nella sua politica estera apparentemente ondivaga.
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Finché la Russia di Putin, come un’immonda belva, ha divorato la Georgia, la Cecenia, la Crimea e altre parti dell’Ucraina, devastandone i territori e sterminandone i civili (tutto questo in vigenza dei 10 Punti, “Il Decalogo”, dell’Atto di Helsinki!), il diritto internazionale non è salito alla ribalta internazionale. Dopo che gli Stati Uniti di Trump hanno prelevato il dittatore del Venezuela dalla camera da letto e lo hanno tradotto in ceppi davanti a un tribunale americano, il diritto internazionale è diventato materia di dibattito da…
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Tutte le volte in cui il diritto internazionale è stato calpestato negli ultimi anni, tra neocolonialismo e timori bellici Perché il diritto internazionale non riesce più a proteggere l'umanità dai soprusi? Perché l'ordine attuale subordina la giustizia alla stabilità geopolitica delle superpotenze. E finché queste ultime saranno al di sopra della legge, la legge sarà debole. In questi giorni di grandi…
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C’è un filo logico che lega la crisi venezuelana di questi giorni, il ricorso selettivo al diritto internazionale e una lunga serie di precedenti storici spesso rimossi dalla memoria collettiva. È un filo scomodo, perché conduce a una conclusione difficile da accettare, ovvero, quello che le regole che dovrebbero governare la comunità internazionale non vengono applicate in modo neutrale e uniforme, ma piegate di volta in volta alla convenienza politica, economica e strategica.
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Prima dell’infinita conferenza stampa di Donald Trump all’indomani del blitz in Venezuela esisteva un diritto a cui riferirsi quando giustizia e senso comune venivano violati. Ora non più: la più grande potenza è stata trasformata in una macchina politica e militare, ideologicamente agnostica, esclusivamente commerciale. Non è la prima volta, ma oggi il sistema internazionale è molto più affollato, rivendicativo e pericoloso.
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Stephen Miller, uno dei più stretti collaboratori del presidente americano Donald Trump, ha detto due giorni fa alla Cnn che «viviamo in un mondo, il mondo reale, che è governato dalla forza, dalla violenza, dal potere». Si tratta delle «ferree leggi del mondo fin dall’inizio dei tempi». Se queste parole fossero state pronunciate da una persona qualsiasi, non ci sarebbe da preoccuparsi. Dette da chi può influenzare l’uomo più potente della Terra le cose cambiano completamente.
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Il diritto internazionale non è una super-legge globale. È un patto tra Stati sovrani che accettano regole comuni finché conviene loro. Non esistono governo mondiale, polizia globale o tribunale con forza coercitiva automatica. Questo dato, spesso rimosso dal dibattito, spiega perché molte decisioni “storiche” restano simboliche. Il fulcro del problema è l’United Nations, in particolare il Consiglio di Sicurezza: cinque membri permanenti con…
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