Ascolta ora 00:00 00:00 Il centrodestra dimostra di fare sul serio e taglia il primo traguardo delle riforme. Dopo giornate di tensione, tentativi di sprint, frenate, proteste e ostruzionismo delle opposizioni, la maggioranza approva il ddl sul premierato a Palazzo Madama con 109 si, 77 no 1 astenuto. Il provvedimento passa ora alla Camera. Dovrà poi tornare al Senato e infine nuovamente a Montecitorio, trattandosi di una riforma costituzionale.
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IL FOCUS ROMA La rivoluzione promessa dal premierato è già nel nome. La riforma che ieri ha incassato un primo via libera al Senato prevede anzitutto l'elezione diretta del premier. L'ELEZIONE DIRETTA A Palazzo Chigi non siederà più un presidente del Consiglio nominato dal Capo dello Stato alla luce delle elezioni, ma un premier scelto dai cittadini direttamente alle urne. Parte da qui il Ddl costituzionale che Giorgia Meloni ha ribattezzato «la madre di tutte le riforme.
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Una riforma «fondamentale» perché fa sì che «il voto dei cittadini conti davvero». E che in fin dei conti, è convinto il capogruppo di FdI nel Senato Lucio Malan, «conviene anche alla sinistra: vorremmo che la stabilità degli esecutivi fosse la regola, anche quando non siamo noi a governare». Eppure il primo sì al premiato arriva sulla scia delle proteste, in Aula e in piazza. Vi aspettavate questo clima rovente? «Abbiamo assistito a un tentativo di alzare molto i toni.
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Alle 17:30, in un’aula strapiena, i senatori si alzano tutti in piedi. Da una parte, a sinistra, viene mostrato un libretto rosso, è la Costituzione. Dall’altra, a destra, il tricolore, agitato dai parlamentari di Fratelli d’Italia e (alcuni) di Forza Italia, ma non dalla Lega che spinge per l’autonomia differenziata. È l’immagine del pomeriggio della …
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Il primo via libera è appena arrivato, ma la "madre di tutte le riforme" è già pronta per essere modificata. Ci sono almeno un paio di paradossi nel via libera che oggi il Senato ha dato al premierato all'italiana by Giorgia Meloni. Il primo è che, nonostante sei mesi di discussione tra commissione e aula e la lunga trattativa interna alla maggioranza per cercare un punto di caduta, tutti danno per scontato che nel passaggio alla Camera saranno necessarie delle modifiche.
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(Adnkronos) – Torna in Aula al Senato oggi, martedì 18 giugno, il ddl Casellati, per l’ultimo atto prima del passaggio alla Camera, dopo settimane di polemiche e risse sfiorate. Il disegno di legge costituzionale per il passaggio al modello di governo del premierato, con l’elezioni diretta del presidente del Consiglio, verrà votato dai senatori nel pomeriggio: alle 15.30 ci saranno le dichiarazioni di voto finali, poi l’Assemblea si esprimerà, il tutto con termine entro le 17.30.
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Roma, 18 giu. Opposizioni a piazza Santi Apostoli a Roma dopo il voto del Senato alla riforma costituzionale del cosiddetto "premierato" che prevede l'elezione diretta del Presidente del Consiglio. La Camera Alta ha approvato coi soli voti della maggioranza FdI-Lega-FI-Noi moderati."Più democrazia c'è se i cittadini possono incidere tutti i giorni sulle scelte che si fanno in Parlamento, ma questo sarebbe un Parlamento più debole eletto a traino di un capo.
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Poco prima non erano mancate tensioni tra maggioranza e opposizioni durante la dichiarazione di voto del senatore di Fdi Marco Lisei, che aveva provocato Pd e M5s, tra le proteste dei colleghi dell’opposizione: “Qualcuno ha scelto di speculare sulla riforma costituzionale, hanno voltato le spalle agli italiani, con l’ostruzionismo, gli insulti e le provocazioni, che in quest’Aula non sono state…
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Via libera del Senato – con 109 si, 77 no 1 astenuto – al disegno di legge costituzionale sul premierato che passa ora al vaglio della Camera. "La riforma sul premierato passa in Senato. Un primo passo in avanti per rafforzare la democrazia, dare stabilità alle nostre Istituzioni, mettere fine ai giochi di palazzo e restituire ai cittadini il diritto di scegliere da chi essere governati" ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni
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"Fine dei giochi di Palazzo. Con questa riforma decideranno gli Italiani". Lo avevano promesso e così è stato. Poco dopo il prima via libera di Palazzo Madama al premierato, con l'approvazione del ddl Casellati, i senatori di Fratelli d'Italia lasciano l'Aula per festeggiare on the road a pochi metri
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Nell'Aula di Palazzo Madama è stata approvata oggi con 109 si, 77 no e 1 astenuto il disegno di legge costituzionale sul premierato. E il provvedimento, la riforma madre per la premier Giorgia Meloni, passa ora alla Camera. «Un primo passo in avanti per rafforzare la democrazia, dare stabilità alle nostre Istituzioni, mettere fine ai giochi di palazzo e restituire ai cittadini il diritto di scegliere da chi…
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ROMA (ITALPRESS) – “La riforma sul Premierato passa in Senato. Un primo passo in avanti per rafforzare la democrazia, dare stabilità alle nostre Istituzioni, mettere fine ai giochi di palazzo e restituire ai cittadini il diritto di scegliere da chi essere governati”. Lo scrive in un post su facebook il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. foto Agenzia Fotogramma – (ITALPRESS).
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Dal premier eletto dal popolo, alle nuove modalità di elezione del capo dello Stato, dalle norme anti ribaltone all'abolizione dei senatori a vita. Sono i punti principali della riforma del premierato, che ha ottenuto il prima via libera al Senato con 109 sì, 77 no e un astenuto. Il
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Mentre alcuni senatori della maggioranza e dell'opposizione sventolavano la Costituzione e la bandiera tricolore l’Aula del Senato ha approvato il disegno di legge costituzionale sul premierato. Il testo che contiene anche l'elezione diretta del presidente del Consiglio è passato con 109 sì, 77 voti contrari e un astenuto. Conclusa la prima tappa del suo percorso parlamentare il disegno di legge prevede altre tre letture, a partire dalla prossima alla Camera dei deputati.
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Maggioranza e opposizioni sono pronte al duello finale in aula sulle riforme-bandiera del centrodestra. Si parte alla Camera dove è agli sgoccioli l’approvazione della legge federalista cara alla Lega. I tempi stringono e il governo è intenzionato a fare di tutto per rompere le barricate delle minoranze. Magari senza arrivare alle scazzottate - Giorgia Meloni ha chiesto anche in privato ai suoi…
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