Migliaia in tutta Italia, nei presidi e cortei lanciati nelle ore successive all’aggressione di Damasco all’Amministrazione autonoma della Siria del nord-est: venerdì a Napoli, ieri a Pisa, Catania, Genova, Torino, Milano, Bologna. E a Roma, dove duemila persone hanno manifestato da Piazza Vittorio a San Lorenzo dietro lo storico striscione «Defend Rojava». Sotto la pioggia, hanno sventolato le bandiere delle unità di autodifesa curde, le Ypg e le Ypj, quelle con i colori del Kurdistan e il volto di Abdullah Ocalan e – per la…
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Approfondimenti:
La proroga arriva dopo settimane di scontri e dopo una fase in cui le forze governative hanno riconquistato rapidamente terreno, riducendo l’area controllata dalle SDF. La tregua è “fragile” e legata anche alla pressione per far avanzare i negoziati sull’assetto del Nord-Est. Qui si inserisce la principale preoccupazione delle forze democratiche siriane: pur confermando il cessate il fuoco, hanno riferito di aver notato rafforzamenti e movimenti logistici delle forze governative, interpretati come…
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Si è svolta oggi, sabato 24 gennaio, in largo Formentone a partire dalle 15.30 la manifestazione bresciana in solidarietà con la popolazione del Rojava, la regione autonoma nel nord-est della Siria sotto attacco militare. L’iniziativa rientra nella giornata di mobilitazione nazionale e internazionale «Rise Up for Rojava» che prevede presidi e cortei in decine di città italiane ed europee. «Scendiamo in piazza - spiega Michele Borra del centro sociale Magazzino 47 - per…
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Roma, in piazza per i curdi del Rojava: "Abbiamo sconfitto l'Isis, ora gli Usa ci abbandonano" La comunità curda si riunisce e manifesta a piazza Vittorio a Roma. In testa i rappresentanti del Centro Ararat che denunciano come in Rojava Stati Uniti e l'Occidente li abbia abbandonati. “Le realtà curde presenti in Italia, assieme alle reti solidali e ai movimenti democratici che le affiancano, chiedono un’azione politica immediata per fermare…
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La comunità curda si riunisce e manifesta a piazza Vittorio a Roma. In testa i rappresentanti del Centro Ararat che denunciano come in Rojava Stati Uniti e l'Occidente li abbia abbandonati. “Le realtà curde presenti in Italia, assieme alle reti solidali e ai movimenti democratici che le affiancano, chiedono un’azione politica immediata per fermare l’escalation militare e imporre il rispetto del cessate il fuoco"
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“Non c’è più tempo: fermiamo i massacri nel Rojava”. Con questo slogan la Rete Kurdistan Roma e Uiki Italia annunciano una nuova ondata di mobilitazioni in varie città per denunciare l’escalation militare nel Nord-Est della Siria e per sostenere la popolazione curda nuovamente sotto attacco. A Roma il corteo in partenza da Piazza Vittorio
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In partenza oggi, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est. L’iniziativa – alla quale partecipano con mezzi propri internazionalisti/e e curdi/e provenienti da tutta Europa – intende raggiungere via terra l’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est, sotto attacco totale da parte delle milizie jihadiste del governo di Damasco
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I curdi sono stati traditi. Di nuovo. E di nuovo dall’alleato occidentale, che dieci anni fa si era servito del coraggio di questo numeroso popolo senza Stato per contenere e sconfiggere i terroristi dell’Isis e che, adesso, da un giorno all’altro, li abbandona in nome della realpolitik e del nuovo corso siriano. Si pongono così le premesse per la fine del Rojava, l’amministrazione autonoma curda…
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Il 18 gennaio a Damasco è stato annunciato un cessate il fuoco con le Syrian Democratic Forces (Sdf). In apparenza una tregua; nella sostanza, una resa in forma amministrativa, l’avvio del riassorbimento dell’autonomia curda nello Stato siriano. L’accordo, presentato come una tregua, è in realtà la fine del Rojava, cioè di quell’esperimento di autonomia che per anni l’Occidente ha guardato da lon…
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L’autonomia di fatto dei curdi siriani, che ha mosso i suoi primi passi nell’estate del 2012, è in agonia. L’unica domanda che rimane è come finirà: con un massacro sanguinoso o con l’integrazione nello Stato siriano? Intanto sarebbero già 134 mila le persone sfollate nella provincia di Hasake, roccaforte del Rojava (l’amministrazione autonoma democratica del …
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Come dal titolo di Zerocalcare del 2016 (Kobane Calling, Bao Publishing, 272 pagg, 20 ) Kobane chiama ancora. E lo fa esponendo al mondo tutta l’ipocrisia di un Occidente che per ragioni di geopolitica ha deciso di abbandonare al loro destino l’autogoverno curdo nel Nordest della Siria. Chi volesse avere un’ulteriore prova di come gli …
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“Non c’è più tempo: fermiamo i massacri nel Rojava”. Con questo slogan la Rete Kurdistan Roma e Uiki Italia annunciano una nuova ondata di mobilitazioni in città per denunciare l’escalation militare nel Nord-Est della Siria e per sostenere la popolazione dell’Amministrazione Autonoma Democratica, nuovamente sotto attacco. Dopo i cortei spontanei delle ultime ore, il primo appuntamento ufficiale sarà sabato 24 gennaio, con un corteo che partirà alle 16 da piazza…
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I curdi delle Sdf si ritirano dall’est della Siria e lasciano ai governativi le due provincie arabe di Raqqa e Deir-ez-Zor che per 10 anni hanno governato dopo aver combattuto il Califfato. È una sconfitta o anche un passo verso la ricomposizione della Siria? Com’era prevedibile, dopo la “riabilitazione” conferita da Donald Trump all’ex “terrorista” al Jolani, divenuto presidente della nuova Siria come Ahmed al Sharaa, la ricomposizione della Siria sembra fare un ulteriore passo avanti, segnando però la fine del Rojava curdo.
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Dal nord-est siriano, Awaz racconta gli attacchi dell'esercito di Damasco e la resistenza dei curdi: una battaglia per l'autogoverno che va oltre ogni frontiera In queste ultime settimane il Confederalismo democratico, l’esperienza curda di autogoverno del Rojava, è sotto attacco. Gli scontri tra le Forze siriane democratiche – l’esercito rivoluzionario del Rojava – e le truppe del governo di transizione siriano di Al-Jolani/Al-Sharaa sono durissimi: si tratta di una guerra che nasce in un clima politico a livello globale che si nutre di violenza…
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Il Confederalismo democratico è il tentativo di creare democrazia oltre lo Stato, in un'area in cui Stato significa violenza e prevaricazione. Ecco perché voglionio cancellare l'esperimento curdo Kobane è di nuovo sotto assedio. Non perché la storia si ripeta, ma perché l’ordine mondiale fatica a tollerare eccezioni troppo a lungo. Nel gennaio 2026, mentre governi e istituzioni occidentali parlano di «stabilizzazione» della Siria e i mercati guardano ai corridoi energetici del Levante, nel nord-est del paese si combatte per difendere il…
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