"L'Italia sta monitorando la situazione relativa alle missioni che vedono la partecipazione di suoi contingenti in Medio Oriente. Stiamo seguendo anche con il ministro Crosetto". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della visita effettuata oggi alla Casa di reclusione di Paliano. (Alexander Jakhnagiev)
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Israele "non deve cadere nelle provocazioni di Hezbollah". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al question time alla Camera. "Stiamo continuando a lavorare in queste ore per scongiurare un'estensione del conflitto, alla luce del susseguirsi degli eventi. Sono in contatto con i nostri principali partner e lancio un appello affinchè si faccia tutto il possibile per evitare una escalation.
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Limitano i lunghi spostamenti sulle trafficate strade attorno a Beirut. Evitano soprattutto quelli verso sud, in direzione del confine con Israele. E dopo ieri sera, con l’attacco israeliano nella capitale libanese, cercano il più possibile di rimanere in casa o comunque in luoghi sicuri, in attesa dell’eventuale chiamata dell’ambasciata per essere evacuati. Perché per gli italiani di Beirut l’escalation non è più solo una…
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Il rischio di un’escalation in Libano, il faccia a faccia con Xi Jinping, i rapporti con la Commissione europea, e… «gli spaghetti in brodo». In un angolo della hall dell’hotel Regent, Giorgia Meloni traccia in venti minuti un bilancio dei tre giorni trascorsi a Pechino dicendosi «molto soddisfatta» dai «risultati concreti» raggiunti per «rafforzare la cooperazione» e «riequilibrare la bilancia commerciale» tra l’Italia e l’ex impero celeste
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Nel confine che non c’è, lungo quella Blue Line che separa Israele e Libano, i caschi blu inquadrati nel contingente di Unifil riducono e quasi azzerano le loro operazioni. Ma proprio in queste ora le truppe italiane fanno il cambio della guerra. È sì pronta l’operazione di evacuazione ma la nostra Difesa nel frattempo fa arrivare un nuovo contingente. E proprio prima che il fumo si alzasse dalla periferia meridionale di Beirut…
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La guerra tra Israele e Hamas rischia di allargarsi al Libano. Dopo l'attacco attribuito a Hezbollah - ma negato dal gruppo paramilitare -, nella cittadina druso-israeliana di Majdal Shams, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto con un lancio di razzi su "obbiettivi terroristici" sul territorio libanese e minacciando una "risposta dura". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in visita in Cina, si è detta "molto preoccupata per…
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ROMA (ITALPRESS) – “Noi siamo a favore di una de-escalation, io credo che Hezbollah debba rispettare la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, non può essere condizionata da Gaza perchè sono altre questioni quelle legate allo scontro tra Hamas e Israele. Ci auguriamo che nessuno voglia lavorare per una escalation, è il messaggio che ho dato sia al ministro libanese che con quello israeliano. Stiamo lavorando per la pace e affinchè il conflitto non diventi sempre più largo”.
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Il Graffio di Trisolino Israele piange 12 innocenti, tra bambini e adolescenti, uccisi in Golan da un razzo lanciato dal cosiddetto “partito di Dio”, ossia dagli Hezbollah del Libano. Netanyahu ha dichiarato pubblicamente: “La nostra risposta arriverà e sarà dura”. In lunghe telefonate Antonio Tajani, ha sentito il ministro degli esteri del Libano e quello di Israele, rappresentando una seria preoccupazione per l’inizio di una escalation nell’area interessata.
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La tensione in Medio Oriente continua a salire. Lo scontro tra Israele e Hezbollah libanesi, alleati dell’Iran e di Hamas, dopo il drammatico attacco missilistico sulle Alture del Golan contro la cittadina druso-israeliana di Majdal Shams rischia di degenerare nell’ennesimo teatro di guerra. Israele appare sempre più determinato ad attaccare, come ritorsione all’uccisione di 12 bambini e adolescenti.
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Farnesina – Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ha avuto colloqui telefonici con il Ministro degli Affari Esteri dello Stato d’Israele, Israel Katz, e con il Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati della Repubblica Libanese, Abdallah Bou Habib. “Al Ministro Katz ho espresso il profondo cordoglio del Governo per il vile attacco a Majdal Shams, che ha tragicamente strappato la…
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Un incontro che aveva al centro focus economici, industriali e commerciali me che, ovviamente, è stato allargato alle questioni geopolitiche più scottanti del momento: dal fronte russo in Ucraina alla guerra che sta destabilizzando lo scacchiere mediorientale. È questa l'estrema sintesi del bilaterale intercorso ieri tra Giorgia Meloni e Xi Jinping. Una missione, quella del presidente del Cosglio…
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"Io sono molto preoccupata per quello che sta accadendo in Libano, per il rischio di una escalation regionale, proprio mentre sembrava che ci potessero essere degli spiragli e anche questo è un elemento che va valutato. Sono in contatto con il ministro degli esteri, con il governo, e con gli alleati, bisogna continuare a passare messaggi di moderazione in questa fase". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo alle domande…
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Giorgia Meloni ha dichiarato di essere "molto preoccupata" dalla situazione in Libano, che rischia di portare a un'escalation in tutto il Medio Oriente. Ora, ha detto, è importante che Israele non cada nella "trappola" di chi vuole "costringere a una reazione". La premier ha parlato anche del suo viaggio in Cina, del rapporto Ue sullo Stato di diritto e dell'inaugurazione delle Olimpiadi.
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La premier: "Contatti con von der Leyen sul commissario, lettera non contro la Ue". Nessuna giravolta sulla Via della Seta La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha incontrato la stampa italiana durante la sua visita a Pechino. “Io sono molto preoccupata per quello che sta accadendo in Libano, per il rischio di una escalation regionale, proprio mentre sembrava che ci potessero essere degli spiragli e anche questo è un elemento che va valutato.
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Con la ripartenza da Lampedusa dell’imbarcazione “Hormiae”, sul traghetto per Porto Empedocle, si conclude l’iniziativa “Una vela latina per la pace”. Un’avventura che, per la prima volta, ha visto protagonista una piccola barca di 5 metri a vela latina che ha attraversato il Mediterraneo per sensibilizzare le coscienze sul valore universale della pace. Da tutti i porti, sia italiani che tunisini, toccati dalla piccola barca, scortata e supportata da “Fra Diavolo”, nel…
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