CAPALBIO – Anche i volontari della Racchetta Capalbio sono intervenuti nel devastante incendio che nei giorni scorsi ha colpito il Monte Faeta, nel territorio di Lucca, dove oltre 700 ettari di vegetazione sono andati distrutti in poche ore, costringendo migliaia di persone all’evacuazione. La macchina dei soccorsi L’emergenza ha visto attivarsi immediatamente la macchina dei soccorsi: un sistema regionale articolato, efficiente e con elevate capacità operative, di cui la Racchetta Capalbio è…
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Altre informazioni:
Danni incalcolabili al territorio. Partiti gli interventi di bonifica ma non si placano le polemiche
Serviranno ancora giorni, settimane, se non addirittura mesi per avere le cifre esatte del disastro provocato dall’incendio scoppiato martedì scorso sul Monte Faeta. Anche se i pochi focolai ancora attivi sono sotto controllo da sabato, rimangono infatti ancora braci ardenti che si spera possano essere spente definitivamente con le precipitazioni abbondanti previste per oggi. E poi ci sono le operazioni di bonifica da portare a termine, prima che…
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A seguito del rogo sul monte Faeta, tuttora in fase di bonifica, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza regionale per poi procedere alla richiesta dello stato di calamità nazionale. Il decreto è già alla firma. "Sono stati devastati più di settecento ettari di bosco, oltre a rendere necessaria l’evacuazione di migliaia di residenti – sottolinea il presidente -.
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"Una volta arrivati i mezzi aerei, le operazioni si sono svolte in modo professionale. Sui tempi dell’intervento, però, preferisco non esprimere giudizi: sarà l’inchiesta a chiarire le responsabilità". Gianni Conzadori, comandante dell’Aeronautica militare e Alitalia oggi in pensione, interviene per calmare una delle polemiche che hanno accompagnato l’incendio del Monte Faeta. Conzadori, durante l’incendio di Calci del 2018 mise la sua esperienza al servizio delle indagini che portarono all’individuazione del responsabile.
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La buona notizia ci riporta alle conseguenze dell'incendio sul monte Faeta: è una nascente storia di solidarietà. Ha superato i 25 mila euro la raccolta fondi per Tommaso Nozzolini il vigile del fuoco che ha perso la sua casa, bruciata dalle fiamme. I soldi donati continuano ad aumentare e serviranno per i primi interventi sull'abitazione. Mentre era in servizio con altri volontari per fermare il rogo che si stava spingendo verso Asciano Pisano, la casa di Nozzolini, al limitare del bosco…
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San Giuliano Terme (Pisa), 5 maggio 2026 – Una raccolta fondi che ha già superato i 29mila euro per aiutare Tommaso Nozzolini, vigile del fuoco, la cui abitazione è stata colpita dall’incendio del monte Faeta. Le fiamme hanno raggiunto il tetto della casa di famiglia dopo uno “spotting”, cioè un tizzone trasportato dal fronte del fuoco, che ha innescato l’incendio nella cucina e in una parte dell’abitazione.
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– “Siamo stati noi a bruciare quei residui di potature dell’oliveto a Santa Maria del Giudice... Abbiamo messo tutti i rami nel vicino fossato e poi gli abbiamo dato fuoco. Quando siamo andati via, però, pensavamo che fosse ormai spento...”. Questa in sostanza l’ammissione di colpa dei due giardinieri cinquantenni lucchesi, davanti alle contestazioni dei carabinieri forestali che avevano stretto il cerchio…
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San Giuliano Terme (Pisa)), 4 maggio 2026 – Una ferita nel cuore di Toscana. Un polmone verde che non respira più. Ci vorrà molto tempo per vedere di nuovo il verde rigoglioso sul Monte Faeta, dopo il devastante incendio che ha caratterizzato il weekend lungo del 1 maggio. Fiamme altissime, fumo arrivato fino a Livorno. Un rogo che ha distrutto uno scrigno di biodiversità fra le province di Pisa e Lucca
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Oltre 29mila euro raccolti e quasi 650 donazioni: questa la risposta immediata alla storia di Tommaso Nozzolini, vigile del fuoco e volontario dell'antincendio boschivo, che nei giorni scorsi, mentre era impegnato insieme ad altri operatori a spegnere l'incendio sul Monte Faeta, ha perso gran parte della sua casa, devastata dalle fiamme. L'abitazione di Nozzolini, ad Asciano, si trovava lungo il percorso del rogo quando, nella notte tra il 30…
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Negli scorsi giorni un grave incendio, partito dallo scorretto abbruciamento di potature in un periodo critico, si è diffuso rapidamente sul Monte Faeta, in Toscana, tra le province di Pisa e Lucca. L’incendio è apparso critico fin da subito, a causa del periodo relativamente secco, della contiguità della…
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A seguito del rogo sul Monte Faeta, tuttora in fase di bonifica, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza regionale per poi procedere alla richiesta dello stato di calamità nazionale. Il decreto è già alla firma. L’incendio è scoppiato il 28 aprile e il fronte di fiamma (a causa dei forti venti che hanno complicato l’intervento) è stato fermato il 2 maggio.
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Proprio nelle ore in cui vanno avanti i lavori di bonifica sul Monte Faeta, colpito da un maxi incendio andato avanti diversi giorni e che ha coinvolto circa 720 ettari di terreno fra il Comune di Lucca e quello pisano di San Giuliano Terme, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza regionale, per poi procedere alla richiesta dello stato di calamità nazionale.
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Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza regionale per l'incendio sul monte Faeta, per poi procedere alla richiesta dello stato di calamità nazionale. Il decreto è già alla firma. Lo rende noto la Regione Toscana. L'incendio, tuttora in fase di bonifica, è scoppiato il 28 aprile e il fronte di fiamma (a causa dei forti venti che hanno complicato l'intervento) è stato fermato il 2 maggio.
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– In seguito al maxi incendio sul Monte Faeta – tuttora in fase di bonifica – il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza regionale, per poi procedere alla richiesta dello stato di calamità nazionale. Il decreto è già alla firma. Un incendio durato dal 28 aprile al 2 maggio L’incendio è scoppiato il 28 aprile e il fronte di fiamma è stato fermato il 2 maggio.
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Bonifica e messa in sicurezza le parole d’ordine dopo il devastante incendio sul Monte Faeta per il quale sono stati indagati due giardinieri, che dal versante lucchese del monte ha raggiunto il versante pisano. Il fronte dell’incendio su Monte Faeta, tra le province di Lucca e Pisa, è fermo da sabato 2 maggio e ora il rogo scoppiato giovedì 30 aprile è in fase di bonifica. Dopo giorni di lotta contro le fiamme, continua l’impegno del sistema regionale toscana antincendi boschivi.
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