Questa nota valuta la legge di bilancio non rispetto al quadro tendenziale, ma rispetto al 2024, come deve essere fatto per valutarne l’impatto macroeconomico. Da questo punto di vista, la manovra descritta nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB) per il prossimo triennio è restrittiva. L’indebitamento netto scende di mezzo punto percentuale nel 2025 e nel 2026, con un’ulteriore riduzione nel 2027.
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Sono partiti i lavori per la costruzione della prossima Manovra con l’approvazione del DDL Bilancio 2025 da parte del Governo il 15 ottobre scorso. In arrivo diverse novità fiscali tra conferme, come l’IRPEF a tre aliquote, e modifiche, come il nuovo calcolo delle detrazioni Dalla conferma delle tre aliquote IRPEF al nuovo calcolo delle detrazioni, il pacchetto fiscale della Manovra 2025 si preannuncia ricco di novità.
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Le banche e le assicurazioni, come emerso nei giorni scorsi, non daranno un vero contributo aggiuntivo ma solo un anticipo di tasse che sarà poi recuperato dal 2027. Da dove verranno allora le coperture della prossima manovra, al netto dei 9 miliardi di deficit che il governo può fare grazie alla crescita del pil superiore alle attese e alle maggiori entrate tributarie? In parte da pesanti…
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“La manovra approvata in Cdm è scritta sull’acqua: vale 30 miliardi, ma soltanto 15 sono coperti da extra-deficit, contributo delle banche — che però è un imbroglio, un anticipo di cassa che andrà restituito nel 2027 — e tagli ai ministeri. Sugli altri 15 è buio fitto: vogliamo sapere dove prendono le risorse“. Lo dichiara Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato, in un’intervista a Repubblica.
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Nella nuova Legge di Bilancio del Governo Meloni sono diversi gli incentivi destinati alle famiglie, soprattutto a quelle più numerose o che hanno redditi meno bassi, e per incentivare la natalità in Italia. Misure che hanno un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro. Tra i vari bonus confermati e introdotti con un nuovo nome, che saranno disponibili a partire dal prossimo anno, ne spicca uno "nuovo": come funziona la Carta per i nuovi nati…
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È l’approccio da seguire per valutare una Legge di Bilancio della quale non si conosce nel dettaglio l’articolato e che inizierà solo lunedì il suo lungo percorso parlamentare prima dell’approvazione. Il lettore se ne sarà accorto: la politica, di rumore, ne fa parecchio. Potremmo far rientrare in questa categoria una frase del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, detta nella conferenza stampa di ieri: «I pescatori e gli operai saranno contenti dopo questa Legge di bilancio, un po’ meno le banche».
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Una manovra sociale di circa 30 miliardi molto orientata a favore dei redditi medio-bassi e di quelli fissi. Dà soldi a chi ha meno in modo strutturale. Li pesca dalle entrate fiscali, che migliorano grazie alla crescita dell'occupazione, dai tagli alla spesa pubblica dei ministeri e da un po' di deficit (9 miliardi) che è possibile in questa dimensione perché si è raggiunto l'accordo con l'Europa per un percorso di rientro da attuare non…
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Introduzione Sono diversi i provvedimenti presenti nella Finanziaria a favore delle famiglie: tra i più importanti c'è il bonus bebé, definito “Carta nuovi nati”, che consiste in un bonus di 1.000 euro. La cifra, però, spetterà solo ai neogenitori che hanno un ISEE inferiore a 40 mila euro, mentre per le modalità di domanda bisognerà aspettare l’approvazione da parte delle Camere entro fine dicembre.
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La legge di Bilancio 2025, varata dal Consiglio dei ministri di martedì, prevede misure per complessivi 30 miliardi di euro. A spiccare sono il taglio del cuneo fiscale, che diventa strutturale, gli interventi a sostegno delle famiglie numerose e le deduzioni per i neoassunti a tempo indeterminato. La manovra si muove contestualmente anche nella direzione di eliminare gli sprechi e dare respiro al percorso di miglioramento dei conti pubblici.
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