– E’ un’estate di atti dimostrativi in spiaggia. Con il confronto spesso anche duro tra gli attivisti di Mare Libero, che vogliono aprire le spiagge, anche quelle in concessione, a tutti i bagnanti senza pagare e i gestori degli stabilimenti balneari. Che dicono: “Vengono calpestati i nostri sacrifici di anni, molti di noi hanno acceso un mutuo per migliorare le strutture che gestiscono”. E’ questa la polemica che corre fra…
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Stabilimenti balneari, ma che dobbiamo fare? Se lo chiedono in primis i proprietari degli chalet, che rischiano di veder svanire il lavoro di una vita. Ma rischiano di restare con il cerino in mano pure i Comuni, cui spetta l’ingrato compito di elaborare nel concreto i dispositivi delle gare per le concessioni. La mannaia della direttiva Bolkestein calerà anche sulle nostre spiagge il 31 dicembre e la sabbia nella clessidra ha iniziato a scorrere velocemente.
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Non si può certo dire che il caos scoppiato sulle nostre spiagge sia un fulmine al ciel sereno. Sono passati 20 anni da quel febbraio 2004 quando la direttiva Bolkestein veniva presentata per la prima volta dalla Commissione europea, per poi essere approvata ed emanata nel 2006. Di tempo per gestire la delicata partita delle concessioni balneari - ed evitare che l’intero comparto finisse nel calderone delle gare ad evidenza pubblica senza tutele né indennizzi - ce ne è stato in abbondanza.
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Nuove proroghe. E poi le gare. Il governo sta lavorando a un nuovo piano per i balneari da sottoporre alla Commissione europea. All’indomani dello sciopero dei gestori delle spiagge, il Sole 24 Ore rende nota la bozza dell’esecutivo: nel caso minimo - la sintesi delle novità - le concessioni in corso resterebbero valide fino al 2025, ma nelle regioni con spiagge libere oltre il 25% si arriverebbe al 2029.
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La Riviera del Conero ha risposto "presente" allo sciopero di ieri. Quasi totale da parte di tutti gli stabilimenti, da Sirolo passando per Numana alta e bassa fino a Marcelli. Alcuni però hanno riaperto attorno alle 9, anticipando, seppur di poco, quanto previsto inizialmente. Uno sciopero dalla caratterizzazione simbolica ma non meno sentito dalle famiglie di balneari, sostenute dalla clientela che, seppur di mattina molto presto, si è affacciata sullo splendido mare già dalle 6.30-7…
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"Nella nostra riviera i partecipanti alla manifestazione hanno aperto gli ombrelloni alle 9.30, l’obiettivo è mandare un segnale, non vogliamo e non possiamo in alcun modo abbandonare i balneari a loro stessi. Mentre il governo va in ferie, senza aver garantito una legge che tuteli la balneazione attrezzata nel nostro paese, noi amo gli ombrelloni, ovviamente in maniera simbolica" spiega Andrea Curtatoni, funzionario di Confcommercio Marche Centrali, al termine della manifestazione che ha…
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I turisti storici stanno con i gestori dei lidi. «Veniamo in Abruzzo da otto anni, torniamo per il mare e per la spiaggia: qui ci sentiamo a casa», dicono due mamme di Milano a Montesilvano con le loro famiglie. Carlo, da Torino, oggi è in pensione, per una vita ha trascorso le sue ferie a Villa Rosa di Martinsicuro: «Siamo invecchiati insieme ai balneari, i nostri figli sono cresciuti insieme ai loro figli.
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