In pochi mesi è già alla terza ristampa del suo libro, «Io e Sandokan. Storia di una cronista di strada che ha sfidato la tigre» (Marlin Editore). Un potente racconto di coraggio e denuncia, scritto da Marilena Natale, costretta a vivere sotto scorta dal 2017, proprio per aver combattuto la famiglia Schiavone. Nel libro acconta le vicende dello spietato boss di Casal di Principe, Francesco Schiavone, della sua famiglia di camorristi e del suo continuo lavoro di “cronista di strada”…
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Nessun deposito di verbali, per ora, ma dal processo sulle presunte infiltrazioni della camorra negli appalti Rfi è arrivata la dichiarazione di uno degli imputati principali: “Certo che ammetto la mia amicizia con Francesco Schiavone, e come potrei negarla? Eravamo ragazzini, andavamo a scuola insieme, tutti e due con il grembiulino, vivevamo vicini, i nostri genitori facevano gli agricoltori, si conoscevano ed erano sempre in contatto per…
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Francesco Schiavone si è pentito. Ai magistrati, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, avrebbe annunciato l’appartenenza a Cosa nostra. Ma è credibile ritenere un capo camorra del calibro di Sandokan un mafioso? Può sembrare un quesito inutile invece non lo è, soprattutto per chi si aspetta dalla sua collaborazione con la giustizia qualche parola di verità sulle stragi di Capaci e via D’Amelio.
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Di Fulvio Bufi Ripreso il primo processo dopo il pentimento del boss dei Casalesi. Imputato, tra gli altri, l’omonimo dell’ex capo clan, accusato di essere socio occulto nei lavori per le ferrovie in Campania. Che al Corriere dice: «Non ho paura delle sue dichiarazioni» Nicola Schiavone in aula È ripreso stamattina in Corte d’assise a Santa Maria Capua Vetere il processo per le presunte irregolarità negli appalti di Rete Ferroviaria Italiana…
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«Certo che lo conosco, lo conosco da quando eravamo ragazzini. Vede, i nostri genitori erano agricoltori, si viveva nella stessa strada, siamo nati e cresciuti nello stesso cortile, quando a Casal di Principe si viveva con le porte aperte. Parliamo di più di cinquant’anni fa». Eccolo l’imprenditore Nicola Schiavone, settanta anni, al primo banco dell’aula del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, quello - per intenderci - in…
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Santa Maria Capua Vetere – Francesco Schiavone detto “Sandokan” sta collaborando con la giustizia? “Fa bene, in tanti processi si è parlato di lui, adesso potrà dire la sua e dare un contributo alla verità, io sono tranquillo”. Risponde così il consulente aziendale Nicola Schiavone ai cronisti che lo avvicinano durante una pausa del processo sugli appalti ferroviari che lo vede imputato a Santa …
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Potrebbero rivelarsi utili i verbali delle prime dichiarazioni di Francesco Schiavone, il boss dei Casalesi che un mese fa ha deciso di collaborare con la giustizia. Il processo davanti ai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere è quello contro i funzionari di rete ferroviaria italiana accusati di aver ricevuto tamngenti e regali in cambio di appalti pilotati a favore delle imprese colluse con il clan.
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Processo sugli appalti Rfi: c'è attesa per le rivelazioni di Sandokan Al via l'udienza nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere Al via l'udienza del processo sugli appalti Rfi in cambio di denaro e regali a ditte colluse con il clan dei Casalesi, da stamane nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Si tratta delle prime dichiarazioni rese dal padrino del clan Francesco "Sandokan" Schiavone, che da qualche settimana ha deciso di collaborare con la giustizia, in particolare con i…
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PUBBLICITÀ In un appello senza precedenti, Augusto La Torre, l’ex boss del clan di Mondragone psicologo e scrittore invita Francesco Schiavone, noto come “Sandokan”, a raccontare la verità senza filtri. In una lettera indirizzata al suo legale e ad altri destinatari, La Torre pone una serie di interrogativi cruciali sul futuro di Schiavone ora che ha deciso di collaborare con la giustizia dopo 26 anni di…
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Era l'estate del 2013 (precisamente il 27 agosto), quando Carmine Schiavone (il ministro dell'economia o più semplicemente il cassiere dei casalesi) e cugino del capo indiscusso del boss Sandokan, al secolo Francesco Schiavone, scontato il suo conto con la giustizia, iniziò a parlare, rilasciando interviste televisive. Ma a parlare, dopo qualche mese, furono soprattutto i verbali, desecretati il 31 ottobre 2013, della commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti del 1997
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Video suggerito A cura di Nico Falco 12 I primi verbali da collaboratore di giustizia di Francesco Schiavone "Sandokan" potrebbero già essere usati durante un processo: potrebbero essere depositati domani, nella prossima udienza di quello in corso nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e che riguarda uno degli affari più importanti nei quali si sarebbe infiltrato il cartello, ovvero gli appalti attribuiti da funzionari…
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Sandokan si pente: verranno svelati i segreti del camorrista? Il boss dei Casalesi Francesco Schiavone, soprannominato “Sandokan”, ha deciso di avviare un percorso di collaborazione con l’autorità giudiziaria. Don Maurizio Patriciello, parroco a Caivano, ha deciso di scriverete una lettera al boss: “Tra coloro cui hai fatto più male ci sono i tuoi figli, il buon popolo di Casal di Principe, le vittime innocenti
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L’ex boss del clan La Torre di Mondragone, Augusto La Torre, 62 anni, ha scritto una lettera di tre pagine inviata recentemente tra gli altri al suo avvocato Antonio Miraglia Latorre e al nuovo pentito Francesco Schiavone Sandokan. La Torre, che ha una laurea in Psicologia ed è titolare di vari corsi di laurea e master in criminologia, è stato precedentemente definito un “pentito a metà” per aver ritrattato la sua versione dei fatti in diverse occasioni, in particolare durante…
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Dopo quasi 26 anni di 41 bis, l’ex boss dei Casalesi Francesco Schiavone detto “Sandokan” per la somiglianza con l’attore Kabir Bedi, ha deciso di pentirsi. Ed è una buona notizia, anche se è ancora presto per capire se effettivamente si dimostrerà persona seria e attendibile, e non come il cugino casalese Carmine Schiavone, colui che chiamava i giornalisti al cellulare per dettare dichiarazioni, rilasciare interviste, ricevere parroci e addirittura ammonire gli uomini delle…
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«Se mi trovassi davanti Francesco Schiavone? Gli direi di essere sincero fino in fondo nelle cose che confesserà e che non racconti solo qualche omicidio e qualche tangente di poco conto. Insomma che il suo pentimento non serva a garantire qualche anno di vita in una posizione più comoda a lui e alla sua famiglia». Usa parole chiare Renato Natale, il sindaco di Casal di Principe il giorno dopo ch…
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In giorni come questi, segnati dalla decisione di Carmine "Sandokan" Schiavone, boss del clan dei casalesi, di collaborare con la giustizia, che ha suscitato contrastanti reazioni fra i protagonisti della lotta alle mafie, fare il punto sul ruolo del "pentitismo" e sulle leggi che lo regolano aiuta a formarsi un'opinione più precisa su un fenomeno che ha permesso, fra successi e opacità, di far luce sulle più feroci organizzazioni criminali italiane.
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FOGGIA – “Schiavone? Spero vivamente che faccia chiarezza, soprattutto sulle colpe delle istituzioni e di tutta la politica. Lo spero, ma non ne sono molto convinta”. Così a LaPresse Tina Zaccaria, presidente dell’associazione Angeli Guerrieri della Terra dei fuochi onlus, che si occupa di sostenere bimbi e adolescenti affetti da cancro e delle loro famiglie nella cosiddetta Terra dei fuochi, area tra le province di Napoli e Caserta…
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Si rivolge direttamente a Francesco "Sandokan" Schiavone, Don Maurizio Patriciello, Parroco di San Giovanni Apostolo nel parco Verde di Caivano ,nella sua lunga lettera pubblicata da Avvenire. "Tra coloro cui hai fatto più male ci sono i tuoi figli, il buon popolo di Casal di Principe, le vittime innocenti, i morti di cancro, soprattutto bambini, per lo scempio degli sversamenti tossici". Don Patriciello in tutti questi anni non ha mai smesso di celebrare funerali…
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Era il 1997 quando il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone, cugino di Francesco ‘Sandokan’ Schiavone, aveva già raccontato molto. Era l’audizione davanti alla commissione parlamentare sulle Ecomafie del pentito che con le sue confessioni aveva crollare il clan dei Casalesi. Le dichiarazioni del cugino di "Sandokan" rimasero poi secretate per oltre 16 anni. La Camera decise di renderle pubbliche nel 2013
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Il boss pentito Due boss di grosso calibro. Due pentimenti paragonati a quello di Buscetta. Il capo clan di Cutro è stato rispedito al mittente dalla Dda di Catanzaro: «Non è credibile». Su Schiavone ipotesi discordanti. Ma il magistrato di Gerace aspetta che oltre al fumo «ci sia anche l’arrosto» C’è chi si aspetta che il pentimento di Francesco “Sandokan” Schiavone…
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Avevano pianificato e realizzato un grande affare i mafiosi più vicini a Salvatore Riina, il capo dei capi di Cosa nostra, e i Casalesi di Francesco Schiavone. Il monopolio della distribuzione di frutta e verdura da Roma in giù. Un affare milionario, che è passato per anni dai mercati ortofrutticoli, da ditte gestite da prestanome e da complicità mai scoperte. Il pentimento di Schiavone, sopranno…
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.612 Visite Il pentimento di chi disprezzava, minacciava e insultava i pentiti di camorra, come la “Tigre di Casal di Principe” Francesco Schiavone, non è frutto di un impeto di onestà, di una presa di coscienza improvvisa o di una conversione mistica sulla Domitiana, quanto di una presa d’atto che senza una collaborazione con la giustizia, sconti o favorini non ne avrebbe ricevuti. Lo dice anche Raffaele Cantone, il…
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Lotta ai clan Schiavone atteso ora da due incontri a settimana con il pool di Gratteri. Sul tavolo i nomi di politici e imprenditori collusi e il ruolo dei Casalesi nelle stragi di mafia. L’ex questore di Reggio Guido Longo, che lo catturò: «Tanti segreti potrebbero cadere» Dal giorno in cui ha annunciato la sua collaborazione, Francesco “Sandokan” Schiavone è già stato interrogato cinque volte, adesso si andrà avanti almeno due…
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È la geografia di una famiglia che ha preso strade diverse: da un lato figli i pentiti, prima del capostipite Francesco Schiavone, dall’altro gli «irriducibili», in mezzo quelli che dopo la decisione del padre hanno scelto la protezione. E poi la moglie e mamma, Giuseppina Nappa. Nicola e Walter sono diventati collaboratori di giustizia rispettivamentenel 2018 e nel 2021 ma il pentimento di Walter non è così chiaro anche perché non si vede neanche più da tempo in…
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Francesco Schiavone, detto Sandokan, è recluso al 41 bis «in una stanza singola e videosorvegliata» nel carcere dell’Aquila. Lo si apprende da fonti penitenziarie. In futuro, dovrebbe essere applicato un programma di protezione sul quale vigerà la massima riservatezza. Il boss della camorra ha avviato un percorso di collaborazione dopo 26 anni di carcere ed è stato trasferito da Parma al capoluogo abruzzese.
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Lo scrittore della malavita ha sparato una nuova e spettacolare scemenza perché probabilmente confida che il suo pubblico sia colpito da demenza senile (anzitempo) o da demenza e basta. Ma prima un riassunto delle scemenze precedenti: Roberto (...) (...) Saviano, il 17 gennaio 2023, commentò l'arresto di Matteo Messina Denaro e parlò di successo per l'Italia e per i Carabinieri, ma «è difficile pensare che il merito sia del governo Meloni, il meno antimafioso della nostra storia».
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Francesco Schiavone, noto come "Sandokan", capo di una delle cosche più temibili nella galassia della criminalità organizzata, quella dei casalesi, sta collaborando con la giustizia. La notizia arriva a pochi giorni dal trentesimo anniversario dell'uccisione di don Peppe Diana. Probabilmente la sua decisione di collaborare con la giustizia è proprio di alcune settimane fa, quando era trapelata la…
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