Il governo Meloni non riesce a raggiungere l'obiettivo del Pnrr per i posti negli asili nido. Il target di garantire un posto ogni tre bambini sotto i tre anni, già mancato nel 2010, sembra sempre più lontano, con il recente piano strutturale di bilancio che rivede al ribasso le promesse fatte. Una situazione che colpisce duramente le regioni del Sud e le Isole, dove il divario con il resto d’Italia si fa sempre più ampio.
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Il Governo Meloni avrebbe tagliato alla Sicilia e al Sud risorse destinate agli asili nido, ignorando l’ampio divario tra Nord e Sud nel nostro Paese. Secondo il Pd, nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB), nonostante il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) preveda che gli Stati europei devono garantire entro il 2030 al 33% dei bambini di età compresa tra 0 e 3 anni un posto in un asilo nido, il governo ha introdotto modifiche pesanti, consentendo alle singole regioni…
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Tagli asili nido, Flc Cgil Sicilia: “Sud penalizzato, Schifani si opponga” Di “È scandaloso il taglio degli obiettivi di copertura operato dal ministro delle finanze Giancarlo Giorgetti che penalizza le Regioni del Sud. Il presidente Schifani si opponga a questa decisione”. Lo dice Adriano Rizza, segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, commentando la scelta del governo di ridurre il tasso di copertura stabilito dalla legge al 33%.
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Mentre l'attenzione pubblica viene distratta dai temi caldi come l'Albania e la gestione dei migranti, il Governo Meloni ha sottratto alla Sicilia e al Sud risorse destinate agli asili nido, ignorando... Leggi tutta la notizia
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Le senatrici del Partito Democratico, Susanna Camusso e Simona Malpezzi, hanno lanciato un allarme in Senato riguardo a un potenziale taglio da parte del Governo dei fondi per gli asili nido nel Sud Italia. La questione solleva interrogativi importanti sul futuro dei servizi educativi nel Paese e sulla volontà del governo di garantire un accesso equo e adeguato per tutte le famiglie, indipendentemente dalla loro provenienza geografica.
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“Quello che sta accadendo con la rimodulazione dei fondi del PNRR è uno scempio annunciato da mesi che si traduce nell’ennesimo schiaffo per le famiglie e i bimbi siciliani. Siamo all’ennesimo paradosso di un governo nazionale che si mostra ancora una volta non in grado di gestire i fondi del PNRR e di un governo regionale succube di una gestione dissennata che per logiche di potere torna a danneggiare, in modo indisturbato, soprattutto la Sicilia”.
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Il report sui servizi educativi per l’infanzia. In Sardegna copertura dei posti superiore alle altre regioni del Sud ma ancora lontani dai nuovi obiettivi europei L’Istat ha aggiornato il report sullo stato dell’arte dei servizi educativi per l’infanzia, relativo agli anni 2022/2023. A livello nazionale i posti disponibili nei nidi, nelle sezioni primavera e nei servizi integrativi, hanno raggiunto una copertura con una media di 30 posti ogni 100 bambini…
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La scelta nella manovra di bilancio porta dal 33% al 15% i posti negli asili nido. «La Sicilia penalizzata oltre misura - scrivono in una nota Gabriella Messina, segretaria confederale della Cgil Sicilia ed Elvira Morana, responsabile del dipartimento politiche di genere -. Nell’isola si trattava di recuperare un gap enorme, da tempo facciamo questa battaglia, invece prima col fine del Pac (il programma nazionale di sostegno alle rette delle famiglie), estintosi a giugno, ora…
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Minuti per la lettura L’attuale governo mette in discussione i lep sulla dotazione degli asili nido e il tutto a discapito del Sud. Parla Paolo Siani (Pd): “Così salta il principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di avere le stesse opportunità” Paolo Siani è stato deputato del Partito Democratico nella passata legislatura. È tornato ad esercitare la sua professione di pediatra, all’ospedale Santobono di Napoli
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In uno stato dove la curva demografica scivola inesorabilmente verso il basso e con un governo che ha la pretesa di incentivare le nascite, nonostante un welfare inesistente, assistiamo all'ennesima... Leggi tutta la notizia
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In uno stato dove la curva demografica scivola inesorabilmente verso il basso e con un governo che ha la pretesa di incentivare le nascite, nonostante un welfare inesistente, assistiamo all’ennesima aberrazione che colpisce, ancora una volta, il sud. Da docente e da madre di tre figli trovo a dir poco preoccupante questo taglio che colpisce gli asili nido, strutture fondamentali per sostenere le …
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L’allarme era già suonato a fine maggio quando la Corte dei conti, a proposito dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sottolineava che fra le misure definanziate una delle riduzioni più consistenti avrebbe riguardato asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia, con un consistente segno meno davanti a una previsione iniziale di spesa…
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Il governo ammette che non riuscirà a garantire i Livelli essenziali di prestazione (Lep) sugli asili nido al Sud. Lo scrive nel «Piano Strutturale di Bilancio 2025-2029» inviato a Bruxelles in vista della manovra come prevede il patto europeo di stabilità. I Livelli essenziali da assicurare su tutto il territorio nazionale sono stati istituiti nel 2022 e prevedono che in ogni Regione la disponibilità di posti negli asili nido copra il 33% della popolazione dei bambini sotto i 3 anni.
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“Governo certifica divari, non li colma. Serve subito Piano straordinario assunzioni” Roma, 21 ott – “Nel Piano Strutturale di Bilancio di medio termine il Governo sceglie di differenziare gli standard regionali da quelli nazionali sui servizi all’infanzia. Infatti il documento ancora una volta dobbiamo registrare che l’esecutivo anziché cercare una soluzione per garantire alle bambine e ai bambini servizi educativi diffusi e di qualità su tutto il territorio nazionale individua un obiettivo regionale del 15%…
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I nuovi dati Istat evidenziano un nuovo record negativo per le nascite, che nel 2023 sono state solo 379.890, con un calo del 3,4% rispetto all'anno precedente. L’Italia continua a registrare un preoccupante calo della natalità: nel 2023 il tasso di fecondità è sceso a 1,20 figli per donna, in flessione rispetto al già basso 1,24 del 2022. I primi sette mesi del 2024 non mostrano segni di ripresa, confermando una tendenza al ribasso che sembra non trovare ostacoli.
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