Il vertice fra il presidente Usa Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping ha riacceso l’idea che Stati Uniti e Cina possano trovare un’intesa per "spartirsi il mondo", un G2 alle cui decisioni tutti gli altri sarebbero costretti ad adattarsi. L’idea non è priva di sostanza, considerando la preponderanza economica, tecnologica e militare delle due potenze e l’apparente (nel caso di Xi) ed evidente (nel caso di Trump) disponibilità a trattare su base bilaterale senza grande riguardo per altri.
Leggi
Approfondimenti:
Dopo il vertice USA-Cina, le medie potenze ricevono un avvertimento chiaro: non bisogna aspettare che le grandi potenze decidano il proprio destino. Europa, Canada e partner devono costruire un’alleanza delle interdipendenze per trasformare la vulnerabilità in deterrenza. Traduzione italiana dell’articolo “Sorry, Shorty”. After the US-China G2, the opportunity for middle powers — Gli appassionati del western ricordano bene la scena da “il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio…
Leggi
“La cooperazione in materia di sicurezza tra Taiwan e gli Stati Uniti e la vendita di armi sono elementi chiave per il mantenimento della pace e della stabilità regionale” e si basano “sul Taiwan Relations Act. Questo non è solo un impegno di sicurezza degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan, ma anche la più importante forza di deterrenza contro il minare la pace e la stabilità regionale”. Lo ha affermato sul suo account ufficiale Facebook il…
Leggi
La recente presa di posizione del presidente cinese Xi Jinping su Taiwan ha riacceso con forza il dibattito globale sul rischio di uno scontro tra superpotenze, richiamando immediatamente alla mente la celebre "trappola di Tucidide". Questa teoria descrive come inevitabile il conflitto interstatale quando una potenza regionale in ascesa sfida apertamente la posizione di una potenza egemone in declino.
Leggi
Donald Trump atterrato a Pechino. Le immagini del presidente americano al Tempio del Cielo, accolto con tutti gli onori di uno stato-civiltà millenario, dicono già molto prima ancora di aprire i comunicati ufficiali. Da una parte una Casa Bianca che insiste sull’Iran, dall’altra una Cina che impone Taiwan come priorità assoluta. Un disallineamento che non è incidentale: è la fotografia di chi stava seduto sul lato forte del tavolo.
Leggi
True Nino Sunseri Trump fa soldoni col viaggio in Cina Donald Trump (Ansa) Trump ha investito centinaia di milioni in Big Tech come Nvidia, Apple e Oracle. I cui vertici erano presenti a Pechino col tycoon. Assicurando guadagni da capogiro a tutti.Un’immagine racconta gli Usa di oggi meglio di qualsiasi sondaggio: Donald Trump che scende la scaletta dell’Air Force One a Pechino con accanto il gotha della Silicon Valley: il patron di Nvidia Jensen Huang, i capi di Apple, Microsoft, Meta, Oracle, Tesla, Palantir Technologies e compagnia…
Leggi
C’è qualcosa di profondamente rivelatore nella composizione della delegazione americana che si è recata a Pechino al seguito di Donald Trump. Accanto ai rappresentanti della finanza globale hanno seduto i protagonisti dell’intelligenza artificiale, dei semiconduttori, delle infrastrutture digitali e della nuova economia della tecno-difesa. Nvidia, Tesla, Qualcomm, BlackRock, Boeing. Non è soltanto una missione economica.
Leggi
La Cina non è più la fabbrica a basso costo del capitalismo globale. È diventata qualcosa di molto diverso: un modello di superpotenza autonoma Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Trump a Londra e Trump a Pechino sembrano due uomini diversi. E forse lo sono davvero. Non dimentichiamo che il potere globale non si misura solo con…
Leggi
PECHINO – «Per noi è un’ottima carta da giocare nei negoziati» con la Cina, ha detto Donald Trump di ritorno dal vertice a Pechino con Xi Jinping. Parlava della vendita di armi Usa a Taiwan: un pacchetto da 14 miliardi, ancora in attesa del via libera da parte della Casa Bianca. È questa la preoccupazione maggiore per Taipei, affermazioni che sollevano nuovi dubbi sulla portata del sostegno all’i…
Leggi
Per una coincidenza, mentre Mario Draghi rimproverava agli europei la loro disunione e indecisione, Xi Jinping somministrava a sua volta una lezione al Vecchio Continente. Di realismo. Il summit con Trump ha ribadito la centralità della relazione tra America e Cina. Non è una relazione facile, è segnata da una rivalità sistemica. I leader di turno la gestiscono cercando di estrarre vantaggi da un equilibrio instabile.
Leggi
La difesa europea resta il punto debole dell’Occidente, mentre Taiwan continua a essere una carta strategica nelle mani di Washington. È il giudizio di Richard Wilkie, presidente del Center for American Security ed ex sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, intervenuto durante la diretta Adnkronos dalla Lennart Meri Conference di Tallinn. Secondo Wilkie, il summit tra Donald Trump e Xi Jinping non ha prodotto novità sostanziali, ma ha confermato un punto centrale della postura americana: sull’isola di…
Leggi
Alla fine, la botola della trappola Donald Trump l’ha aperta da solo. Parlando a braccio con i giornalisti sull’Air Force One di ritorno da Pechino, dopo che Xi Jinping lo aveva ammonito a non cadere nella «Trappola di Tucidide» (la guerra tra Sparta e Atene, potenza consolidata e potenza emergente nella Grecia di cinque secoli prima di Cristo). Il presidente americano a Pechino sembrava…
Leggi
