Incredulità, sconcerto e tanta rabbia. Perché – è la frase che è stata ripetuta decine di volte – non si può morire sul posto di lavoro. A 22 anni. Daniel, persona socievole e ben integrata a Vajont, paesino di 1600 anime dove tutti, o quasi, si conoscono, non aveva nemmeno fatto in tempo a festeggiare, ieri, il suo compleanno. Aveva detto al padre, che lavorava con lui alla Stm, che si sarebbero trovati tutti in famiglia domenica.
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Un 22enne è morto sul colpo a Pordenone, un 50enne è deceduto in una ditta smaltimento rifiuti a Napoli e un 38enne è stato investito sulla A1 Tre persone morte sul lavoro in poche ore in Italia: una strage, quella delle morti bianche conseguenti agli incidenti sul lavoro, che non accenna a fermarsi. Il più giovane tra le vittime aveva solo 22 anni: si tratta di un operaio morto in un incidente che si è verificato durante il suo turno di lavoro nell’azienda Stm di via Monfalcone a Maniago, in provincia di Pordenone.
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Anagni – La Ciociaria piange un’alta vittima di incidente sul lavoro: si tratta di un giovane papà, Moreno Finocchio, il quale lo scorso venerdì era rimasto schiacciato da un pullman nell’officina in cui lavorava, a Palestrina. Il meccanico era concentrato sul motore del mezzo pesante quando questo veniva violentemente urtato da un altro autobus. L’impatto è stato repentino, Moreno Finocchio è rimasto travolto, non ha avuto il tempo di sottrarsi all’investimento.
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