"Non importa se siano pochi o tanti quelli che vivono il Natale così. Essi sono le sentinelle, piccole luci tra le luminarie del mondo" afferma il vescovo Giovanni, augurando pace e serenità nelle case Dalla grotta di Betlemme la speranza invade il presente Diceva il grande poeta del rinascimento spagnolo Luis de Góngora, che il Mistero del Natale di Gesù sbalordisce ancor più della sua morte sulla croce perché, afferma, “hay distancia más inmensa de Dios a hombre, que…
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Approfondimenti:
Sono stato a Betlemme, con gli altri vescovi lombardi, due mesi fa. In una grotta vuota, a causa della paura per la guerra. E come vorrei tornarci presto, con tanta gente, tutti pellegrini di speranza anche dopo questo giubileo, in tempo di ritrovata pace. Per sorridere e salutare, da cristiani, i nostri fratelli ebrei e quelli dell’Islam, chiamati a una sofferta riconciliazione. Sono sicuro che anche papa Leone ha questo grande desiderio, dopo aver sfiorato la Terrasanta, volando a Sud in Turchia e a Nord in Libano
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Gli auguri di mons. Egidio Miragoli che si rivolge alla comunità diocesana. Quest’anno, per rivolgervi l'augurio natalizio, vorrei muovere da alcune parole di San Paolo, perché ci sono tanti modi per esprimere il significato del Natale, ma quella di un passo della Lettera a Tito, che ascolteremo nella Messa, mi pare particolarmente preziosa. Scrive l'apostolo: “Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a…
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Martedì 23 dicembre, in prima serata, su Focus, appuntamento con lo speciale in prima visione assoluta ed esclusiva "Il Natale che non ti aspetti". A cura di Laura Pepe, il programma è introdotto dal doc inedito "Simboli naturali del Natale" che, tra antichi, recenti e alcuni nati quasi per caso, hanno tutti una storia diversa. In particolare, ne Il Natale che non ti aspetti Pepe ne ricorda le origini, i cambiamenti di senso e di stile subiti nel tempo e le curiosità…
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Fa eco alle parole pronunciate dal Papa all'ultimo Angelus, il messaggio di auguri di Natale del Vescovo di Aosta. Monsignor Franco Lovignana lancia un appello a costruire la pace nelle relazioni quotidiane. Disarmare le parole, fare un uso responsabile del linguaggio. Riempire le parole di atteggiamenti che costruiscono relazioni positive. Dalla grotta di Betlemme ci arriva questo monito. Nelle ultime ore che precedono il Natale, tra la corsa agli ultimi acquisti e i preparativi per il menu delle feste, il Vescovo invita a fermarsi…
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Nel messaggio augurale del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano il richiamo alla testimonianza semplice, ma ricca di fede, di Maria e Giuseppe e alla contemplazione del Bambino: «Nella sua fragilità una rivoluzione di pace» Carissime sorelle e carissimi fratelli, care cittadine e cari cittadini di Milano, il Natale arriva come una luce inarrestabile di speranza che filtra attraverso le turbolenze di un tempo pieno di incertezze.
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Insieme alla Pasqua, il Natale rappresenta una delle celebrazioni più centrali del cristianesimo, poiché ricorda la venuta al mondo di Gesù Cristo. Non tutti, però, conoscono l’origine storica di questa festa né il motivo per cui sia stata fissata al 25 dicembre. Per secoli, la questione della data della nascita fu oggetto di discussioni tra teologi e autorità religiose. Alcuni sostenevano che l’evento fosse avvenuto il 18 novembre, altri proponevano il 28 marzo o il 20 maggio.
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Avete letto l’intervista a Dario Cioni di questa mattina che annuncia il Natale, in cui il tecnico toscano della Ineos Grenadiers parla dei criteri con cui sarà gestita la neonata Racing Academy? Il capoverso da cui partiamo per questo ragionamento è proprio l’ultimo. «Non useremo il pullman – dice Cioni parlando del team, composto da 12 atleti – ma prevalentemente il camper. A livello di coaching e alimentazione avranno un supporto, ma non al livello dei corridori WorldTour.
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Ogni anno, quando le luci si accendono e le città cambiano volto, celebriamo il Natale il 25 dicembre come se fosse una data naturale, quasi ovvia. Eppure, questa giornata non è stata scelta per caso. Il Natale, così come lo conosciamo, è il risultato di secoli di storia, tradizioni e riti antichi, molto più antichi del Cristianesimo stesso. Capire perché il Natale cade proprio in questi giorni significa raccontare una storia che parla di luce, buio, speranza e bisogno umano di rinascita.
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Ci sono mille ragioni per festeggiare il Natale ma almeno altrettante per criticare la sua versione più instagrammabile e consumistica. Sicuramente è l’occasione per riflettere sul nostro bisogno di sperare in un futuro migliore e allo stesso tempo fare i conti con il senso di sconfitta che ci procurano gli orrori delle guerre. Per questo abbiamo intervistato un sacerdote speciale e molto noto, don Davide Banzato, nato a Padova nel 1981, nominato Missionario della Misericordia da papa…
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Natale resta una fenditura nella normalità, qualcosa che disturba e chiede di essere preso sul serio. Dio che non manda un messaggio, ma viene. Non spiega: nasce. Da bambini lo sentivamo. Le stelle sembravano più vicine
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� Una Notte Magica: La Nascita di Gesù � Ciao bambini! Avete mai avuto paura del buio? Le fonti ci raccontano una storia bellissima che succede proprio nel momento più buio dell’anno. Immaginate un popolo che cammina in una foresta scura, dove non si vede nulla. All’improvviso, ecco che appare una grande luce che illumina tutto il mondo!. Ecco cosa ci dice il sussidio della CEI (la Conferenza Episcopale Italiana è la massima fonte da prendere in considerazione su certi temi) su questa notte speciale chiamata…
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L’antologia di testi di Enzo Bianchi è percorsa da un’attenzione costante al “significato antropologico universale” del Natale cristiano. Questa festa, dice, ha connaturato un forte senso del vivere umano. Non esclude l’aspetto religioso, ma questo ricomprende e illumina quell’altro “perché noi cristiani dobbiamo essere sale perso nella pasta”. Nella festa della nascita Bianchi confessa la propria “mancanza di stupore” sopraggiunta con l’età.
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Nessuna ricorrenza è così ricca di tradizioni come il Natale. Alcune sono antichissime e si perdono nella notte dei tempi, altre sono più banalmente un’invenzione dei tempi moderni, nate in funzione commerciale. Ogni tradizione ha comunque una sua origine e una sua storia, spesso sorprendentemente curiosa. Andiamo a conoscerle… Perché Natale si celebra il 25 dicembre? La risposta più ovvia sarebbe “Perchè è il giorno in cui è nato Gesù nell’anno Zero”.
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Fra Francesco Patton Con l’avvicinarsi del Natale le menti e i cuori dei cristiani di tutto il mondo sono rivolti idealmente a Betlemme, cittadina che dista appena pochi chilometri da Gerusalemme. Sebbene le barriere fisiche e geopolitiche attuali la stiano isolando sempre più e, negli ultimi anni, i visitatori si siano ridotti drasticamente a causa della guerra, Betlemme rimane una delle mete più importanti per i pellegrini, perché è lì che Luca e Matteo collocano la nascita di Gesù Cristo, in quella piccola “Betlemme di Efrata” (Mi 5,1) che…
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Pubblichiamo integralmente il messaggio di Natale di S. E. Mons. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche e Vescovo di Fabriano – Matelica, dove riflette su tre parole dell’apostolo Paolo che illuminano la vita evangelica: giustizia, sobrietà, pietà. Rinnovamento interiore “Carissimi fratelli e sorelle, anche nella notte di Natale, la Parola di Dio ci consola e ci interroga.
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L’essenza del Natale, la festa più grande e diffusa in Occidente, è stata quasi completamente smarrita. E non è colpa della modernità, perché la rimozione dell’origine autentica del Natale è iniziata già molto prima, nel IV secolo d.C., quando l’Impero Romano decise che fosse più semplice cambiare significato a una festa antichissima piuttosto che cancellarla. Perché la verità è questa: il Natale non nasce in una stalla, ma in cielo.
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È NATO GESÙ. DEBORAH LOCK; ILLUSTRAZIONI DI MARTINA PELUSO; PAOLINE; 14 EURO Quella del Natale a Betlemme è una storia straordinaria di incontri, di cammini, di annunci, di visite e canti pieni di gioia. È la Buona Novella che, annunciata dall’Angelo prima a Maria poi a Giuseppe, accompagna i due sposi nel viaggio a Betlemme e nel pieno della notte santa i pastori, che illuminati da una stella accorrono a rendere omaggio al Bambino speciale.
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