(di Gino Lanzara ) La Siria continua a far parlare di sé; di fatto non ha mai interrotto alcuna attività degna di resoconto, ma le relazioni internazionali ed un battage pubblicitario ben indirizzato, hanno condotto a considerare i nuovi padroni di Damasco degni della massima stima, forti di un capo che, dismessa la mimetica, ha trovato degna collocazione internazionale con completi giacca e cravatta politically correct.
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Altre informazioni:
Gli ultimi scontri in Siria hanno portato a una delle giornate più tragiche dal 2011 con un numero di vittime che ha superato le mille persone. La violenza è esplosa tra le forze di sicurezza siriane e i combattenti lealisti dell’ex regime di Assad, a cui si sono aggiunti omicidi di vendetta. Questo bilancio segna uno dei più alti numeri di morti dalla fine della lunga guerra civile che ha devastato il paese.
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L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di operazioni di rastrellamento e scontri con i lealisti di Assad nella parte occidentale del Paese. Ci sarebbero centinaia di vittime civili tra la regione di Latakia, in cui la presenza alawita è più forte, e la zona di Tartus. Diverse testimonianze, in particolare da Banyias, parlano di bambini e neonati tra le vittime e di esecuzioni casa per casa ascolta articolo Continuano gli scontri in Siria tra le forze governative del…
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La Siria di Abu Mohammad al-Jolani, da poche settimane presidente ad interim del Paese levantino, sprofonda in un ciclo di violenze, scontri e repressioni che non sembra avere fine. E lo fa nei giorni in cui ci si avvicina all'anniversario del 15 marzo, che nel 2011 segnò l'inizio delle rivolte di Hama represse da Bashar al-Assad e dal suo regime.
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Con tono deciso il portavoce del Ministero della Difesa siriano, ieri ha comunicato che le forze governative hanno ripreso il controllo «pieno» delle città di Tartous e Latakia, sulla costa mediterranea e popolate in prevalenza da siriani alawiti, ponendo fine agli attacchi coordinati compiuti giovedì da uomini armati contro posti di blocco militari a Jabla e in altre località. Altre fonti ufficiali hanno aggiunto che «resti del passato regime» di Bashar Assad fuggito dal paese all’inizio di dicembre – mentre Damasco cadeva…
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Guerra in Medio Oriente, le news di oggi 9 marzo Violenti scontri nel Nordovest della Siria tra membri delle forze di sicurezza e combattenti 'leali' al deposto presidente Bashar al-Assad hanno causato 311 morti in 24 ore, afferma l'Osservatorio nazionale per i diritti umani. Le forze di Damasco hanno inviato rinforzi nei distretti di Tartus, Jabla e Latakia. Imposto il coprifuoco. Mosca ha lanciato un appello a mettere fine rapidamente allo…
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