Translator L’intelligenza artificiale non è più un concetto futuristico nel mondo del lavoro professionale, ma una realtà concreta. Oggi, circa un terzo dei professionisti ha già integrato strumenti di IA nel proprio flusso operativo quotidiano, avviando così una trasformazione profonda che ridisegna il loro ruolo, le competenze richieste e il modello di business degli studi. L’intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore decisivo della trasformazione digitale, non più un’opzione ma una necessità.
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Il mondo della tecnologia si trova diviso su una delle questioni più delicate del nostro tempo: l'impatto dell'intelligenza artificiale sui posti di lavoro del settore impiegatizio. Mentre alcuni leader del settore predicono una trasformazione radicale che potrebbe spazzare via la metà dei ruoli d'ufficio di livello base, altri respingono queste previsioni come eccessivamente catastrofiste. La discussione è stata accesa dalle dichiarazioni di Dario Amodei, CEO di Anthropic, che ha lanciato un monito…
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“Vorrei spendere queste parole introduttive iniziando dallo sfatare un mito: l’IA non è affatto il futuro. L’IA è ampiamente già il nostro presente“. Così Daniela Fumarola, Segretaria generale della Cisl, aprendo la…
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IA e lavoro: L’incontro tra IA e lavoro rappresenta uno dei cambiamenti più significativi dell’ultimo secolo per il mercato del lavoro. L’avvento dell’intelligenza artificiale ha innescato trasformazioni profonde nelle modalità operative, nelle competenze richieste e nelle opportunità occupazionali. Un rapporto del World Economic Forum stima che entro il 2030 si creeranno 78 milioni di nuovi posti di lavoro collegati all’intelligenza artificiale, sebbene si perderanno 92 milioni in ruoli obsolete.
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A maggio 2024 la ricerca “The AI Impact”, realizzata da Inaz, Osservatorio Imprese Lavoro e Business International, evidenziava che il 78,72% delle aziende italiane ancora non utilizzava l’intelligenza artificiale. Anche il rapporto Delta Index relativo al 2024 fotografava questa situazione e faceva emergeva una mancanza di strutturazione nel settore HR, dove solo il 25,5% delle imprese utilizzava strumenti per valutare le soft skills e il 23,4% non formalizzava nemmeno le competenze…
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A cura di Lupi, Paolo; Perrucci, Antonio 2025 pp 212 ISBN: 9788836821464 L’intelligenza artificiale (IA) avrà profondi impatti sull’economia e sulla società: nessuno ha dubbi a questo proposito, anche se si contrappongono ottimisti e pessimisti circa le conseguenze di lungo periodo della diffusione delle applicazioni di IA. Uno dei mercati per cui è più vivace il confronto tra le due scuole di pensiero è quello del lavoro.
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Se trovate difficile orientarvi nel panorama in continua evoluzione dell’AI generativa, che cambia ogni settimana mentre i fornitori competono per conquistare le prime posizioni nelle classifiche, non siete i soli. Nel mondo degli affari è emersa una lacuna nella formazione sull’AI. Secondo un recente sondaggio, due terzi dei dirigenti si aspettano che i dipendenti abbiano competenze in materia di AI, ma solo un terzo delle aziende ha una politica chiara su quale tecnologia utilizzare e come utilizzarla.
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L'intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta davvero migliorando il modo di lavorare o sta amplificando le incertezze?Attualmente, il divario tra chi utilizza lo strumento risulta evidente: l'85% dei dirigenti e il 78% dei manager nel mondo utilizza la GenAI regolarmente, contro il 51% del personale operativo. A rilevare questo scenario è il nuovo report di Boston Consulting Group (BCG), "AI at Work: Momentum Builds, But Gaps Remain", basato su oltre 10.600 interviste a…
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L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) non è più una promessa lontana: per dirigenti e manager è ormai parte integrante del lavoro quotidiano. Ma mentre la leadership aziendale accelera, una parte consistente della forza lavoro resta indietro. È quanto emerge dal nuovo report di Boston Consulting Group (BCG), “AI at Work: Momentum Builds, But Gaps Remain”, che fotografa…
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Miliardi di intelligenze artificiali capaci di fare pezzi sempre più grandi di ogni lavoro arrivano in massa rischiando di buttare fuori dal mercato la maggior parte dei lavoratori. Cosa fare per non essere travolti? L'analisi di Matteo Flora nella nuova puntata della rubrica Tech Policy Immagina di svegliarti domani e scoprire che un miliardo di nuovi arrivati — poliglotti, super-istruiti e sempre svegli — sono qui a cercare lavoro.
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Nel suo intervento, il CEO ha sottolineato come l'interazione quotidiana con l'IA, se condotta con metodo e spirito critico, possa rappresentare un'opportunità per potenziare il ragionamento e sviluppare nuove competenze. Il suo approccio personale alla tecnologia, ha spiegato, non prevede un utilizzo passivo, ma piuttosto un dialogo continuo finalizzato all'apprendimento e alla risoluzione dei problemi.
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Nel dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale (AI), la generativa – a partire dal lancio di ChatGPT – ha catalizzato l’attenzione pubblica. Tuttavia, i dati raccolti da Confindustria nel report pubblicato il 19 giugno 2025 raccontano una realtà molto più sfaccettata. Solo il 18,3% dei casi d’uso segnalati riguarda funzioni di AI generativa, mentre il restante 81,7% mostra una varietà di applicazioni “invisibili” ma già operative e trasformative.
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