"Avevo 10 anni ho capito che la nostra famiglia non era normale. Io usavo il fondotinta della mamma per coprire i lividi” Inizia così il racconto di Alex Cotoia ai microfoni di One More Time, il ragazzo che nel 2020 si è macchiato di un crimine indicibile: l'omicidio di suo padre Giuseppe Pompa. Nel suo caso, però, non si è trattato di un litigio finito male o di un raptus di follia, ma di un lucido tentativo di sopravvivenza.
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Da incallito garantista, ho trovato assai interessanti due recenti puntate di Stasera Italia, in cui, tra le altre cose, si è affrontato piuttosto in profondità il tema dei diritti della difesa. Su questo aspetto occorre sottolineare che l’influenza mediatica, tendenzialmente colpevolista, aggrava ulteriormente il già evidente squilibrio tra pubblica accusa e imputato, in quanto lo Stato e i suoi organi hanno mezzi economici e poteri di persecuzione più ampi di quanti il cittadino ne abbia…
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“Faccio fuori te e la tua generazione”: gli audio in cui il padre di Alex Pompa minacciava la madre Torino. Alex Cotoia, 22 anni, è stato condannato a 6 anni, 4 mesi e due giorni per l’omicidio del padre, Giuseppe Pompa, nel 2020. Alex era stato assolto in primo grado per legittima difesa e la condanna in appello per omicidio volontario, se confermata in cassazione, lo porterà in carcere. A cura di Gianluca Orrù 28 Alex Cotoia con sua madre e suo…
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Come mai non ci sono ministri twittanti e raccolte fondi per Alex Cotoia? Alex Pompa Ci siamo persi qualcosa, o i difensori della legittima difesa armata non hanno detto niente su Alex Cotoia, o Alex Pompa come si chiamava prima di ripudiare il cognome del padre e scegliere quello della madre? Abbiamo aggiornato il profilo X /Twitter del ministro Salvini ma non ci risulta sinora nessun tweet di solidarietà nei confronti del ragazzo di Torino condannato a 6 anni di reclusione per aver…
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La scuola era uno svago. Il brutto veniva dopo, quando tornava a casa e ripiombava all'inferno: minacce, sofferenza, paura, liti, aggressioni. C'era questo nella vita di Alex prima del 30 aprile 2020, quando ha ucciso il padre per salvare la mamma. Si chiamava ancora Pompa, allora, poi ha preso il cognome materno, Cotoia, per tagliare definitivamente i ponti con il passato. Un passato vissuto in ostaggio di un uomo «ossessivo, violento e paranoico».
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Ai microfoni del podcast di Luca Casadei, One More Time, prodotto da OnePodcast, ha raccontato in esclusiva quella che era diventata un’esistenza fatta di terrore, vissuta con la paura costante che il padre uccidesse la madre o si scagliasse con la sua violenza incontenibile contro di lui o suo fratello Loris. «Di sera sentivo dall'altra stanza urla e minacce. Sentivo mio padre che cercava di avere ancora un rapporto sessuale con mia mamma prima di andare a…
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Così, in un'intervista, il 22enne che il 30 aprile 2020 ha ucciso il padre per difendere la sua famiglia, condannato ieri a 6 anni e 2 mesi. Già prima della sentenza dei giudici della Corte di assise e di appello di Torino, parlando al podcast “One More Time” di Luca Casadei, Alex aveva raccontato la sua vicenda. "E' davvero difficile alzarsi e avere questo peso sulle spalle, uccidere tuo padre per salvare la tua famiglia.
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In un'intervista rilasciata a Luca Casadei, Alex Pompa (oggi Cotoia, dopo aver preso il nome della madre Maria) ha raccontato gli anni di violenze e percosse subìte dal padre violento, ucciso a coltellate nel 2020. "A 10 anni ho capito che la nostra famiglia non era normale, usavo il fondotinta della mamma per coprire i lividi"
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"La violenza sulle donne è un fenomeno sociale, se una donna trova la forza di denunciare deve essere ascoltata. Per fare quel passo quella donna si è fatta tanto coraggio… lei sa che, se il marito, compagno o fidanzato con cui abita, viene a saperlo, per lei è la fine. Noi non abbiamo avuto il coraggio, avevamo tanta paura". A parlare è Alex Cotoia, noto alla cronaca come Alex Pompa, ospite di Luca Casadei nella nuova puntata di “One More Time” (OnePodcast), nella sua ultima…
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Torino, Alex Cotoia: "Pentito di aver ucciso mio padre, è un peso enorme" 14 dicembre 2023 "La violenza sulle donne è un fenomeno sociale, se una donna trova la forza di denunciare deve essere ascoltata. Per fare quel passo quella donna si è fatta tanto coraggio… lei sa che, se il marito, compagno o fidanzato con cui abita, viene a saperlo, per lei è la fine. Noi non abbiamo avuto il coraggio, avevamo tanta paura".
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La mamma di Alex Pompa (oggi Cotoia, dopo aver preso il cognome della donna) in seguito alla condanna per aver ucciso il padre violento: "Non è un assassino. Se non fosse per lui sarei stata l’ennesima donna ammazzata".
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È un viaggio nell’inferno quotidiano vissuto da Alex Cotoia (già Pompa, prima di prendere il cognome della mamma) e la sua famiglia - e raccontato dallo stesso giovane - la puntata del podcast One More Time con Luca Casadei, disponibile da oggi: protagonista, appunto, il ventitreenne appena condannato dalla corte d’Assise d’Appello di Torino a…
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Una doccia fredda, «uno shock ulteriore». Non la condanna di Alex, che era attesa, perché già preannunciata dalla Corte d’Assise d’appello nell’ordinanza in cui, a maggio, aveva trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale per potergli applicare gli sconti delle attenuanti e far scendere così la sua pena da 14 anni a sei anni, due mesi e venti giorni. Il colpo di scena, ieri, è arrivato alla fi…
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Via libera della Camera all’indagine sul presidente per gli affari opachi del figlio. Il quale si è rifiutato di testimoniare in Aula.Sembra farsi più vicina la messa in stato d’accusa di Joe Biden. Mercoledì, la Camera dei rappresentanti ha formalizzato l’indagine per impeachment sul presidente ame...
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La sentenza che ha condannato Alex Pompa (oggi Cotoia: ha preso il cognome della madre) a 6 anni e due mesi di carcere per l’omicidio del padre Giuseppe contiene una sorpresa. La Corte d’Assise di Torino ha infatti ordinato la trasmissione degli atti in procura. Per valutare se il fratello Loris e la madre Maria Cotoia abbiano mentito durante le loro testimonianze. Nelle motivazioni che saranno depositate tra 90 giorni i giudici spiegheranno…
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, a Collegno, Alex Cotoia (ha voluto cambiare cognome prendendo quello materno) uccise suo padre, Giuseppe Pompa, con 34 coltellate e sei coltelli diversi per salvare la madre Maria dall’ennesimo brutale litigio. Aveva 19 anni, in primo grado fu assolto per legittima difesa. Il 1 novembre scorso la Consulta si era espressa anche sul suo caso e aveva stabilito che doveva essere eliminato il divieto assoluto di diminuire la pena in presenza di circostanze attenuanti…
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TORINO. «A causa di un padre violento non ho potuto vivere la mia adolescenza, se ora passerò la mia giovinezza in carcere potrò dire veramente di avere vissuto?». È maggio 2020 e Alex Pompa (che poi prenderà il cognome della madre, Cotoia) consegna al suo avvocato un biglietto in cui è racchiuso tutto il suo dramma. Le sue paure. Le sue fragilità. Il 30 aprile, a Collegno, comune alle porte di T…
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Alex Pompa è stato condannato a 6 anni, due mesi e 20 giorni di carcere dalla Corte di assise di appello di Torino. Una sentenza clamorosa che ribalta la legittima difesa stabilita nel processo di primo grado con l'assoluzione, e la tramuta in condanna. Alex nel 2020 uccise a coltellate il padre per difendere la madre, Maria Cotoia, che oggi incredula ha dichiarato: "Mio figlio non è un assassino, io rischiavo di essere uccisa".
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Alex Pompa, il ventunenne che nell’aprile 2020 uccise il padre violento con 34 fendenti e 6 coltelli diversi, è stato condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino a 6 anni, 2 mesi 20 giorni di reclusione. Ribaltata così la sentenza di primo grado che lo aveva assolto per legittima difesa. La mamma indignata: «Mio figlio non è un assassino». – video Video in Evidenza X Harry e Meghan copiano Kate Middleton nel video natalizio Harry e Meghan copiano Kate Middleton nel video natalizio Alex…
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“La violenza sulle donne è un fenomeno sociale. Se troviamo una donna che trova la forza di denunciare bisogna ascoltarla, perché quella donna per fare quel passo di andare a denunciare si è fatta un coraggio da togliersi il capello. Perché lei sa che se esce quella cosa, se cioè lo viene a sapere il marito, il compagno o il fidanzato con cui abita per lei è la fine. E succede anche dopo la denuncia che queste donne vengano ammazzate, figuriamoci prima.
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La Corte d'Assise d'Appello di Torino ha condannato a 6 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione Alex Pompa, il ragazzo che il 30 aprile 2020 uccise a coltellate il padre, Giuseppe, difendendo la madre aggredita dal genitore. In primo grado gli era stata riconosciuta la legittima difesa ed era stato assolto. In primo grado il ragazzo, che all'epoca dei fatti aveva 20 anni, era stato assolto dalla Corte d'assise, che nelle motivazioni aveva spiegato come la morte di Giuseppe Pompa fu…
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