Le pagine della storia italiana potrebbero presto rivelare nuovi capitoli, arricchiti dalle deposizioni di Francesco Schiavone, noto come "Sandokan", ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Schiavone, ex capoclan dei Casalesi, ha già incontrato gli inquirenti cinque volte, portando con sé una vasta gamma di conoscenze sul sottobosco criminale italiano. "Sono un uomo d'onore, dirò tutta la verità", ha detto ai magistrati.
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Fu una indagine classica a portare alla cattura di Francesco Schiavone. L’ex boss dei Casalesi, in carcere dal 1998 in regime di 41-bis, ha deciso di collaborare con la giustizia dopo 26 anni dietro le sbarre. E dopo il pentimento del figlio, il primogenito Nicola, nel 2018 e tre anni più tardi del fratello Walter. A raccontare come avvenne la scoperta del rifugio in cui si nascondeva il latitante, a la…
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«Io soffro. Io sono in carcere e loro godono. La pagheranno davanti a Dio». È un passaggio di una delle tante lettere che Francesco Schiavone detto “Ciccio” ha spedito a don Carlo Aversano, a lungo parroco della chiesa del Santissimo Salvatore di Casal di Principe, e tra i firmatari, insieme a don Peppe Diana, del documento “Per amore del mio popolo”. Una corrispondenza che è durata fino a pochi …
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Il reel sul suo canale Instagram In un reel pubblicato sul suo canale Instagram, Roberto Saviano ha commentato la decisione di pentirsi presa da ‘Sandokan’ Schiavone, boss del clan dei Casalesi. “Sarà davvero così? Collaborerà dando informazioni importanti o farà come il figlio e la moglie, e altri ex capi, che ad oggi hanno detto molto poco?”, si chiede Saviano. “Conscio della debolezza dello Stato alla ricerca solo di poter comunicare un pentimento, gli basterà dare…
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Il pentimento di Sandokan, boss dei Casalesi, i caccia italiani che intercettano i jet russi in volo sul Baltico e Sinner in finale all'Atp di Miami tra i temi in prima pagina sui principali quotidiani
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Francesco Schiavone, la tigre che ha dominato il clan dei casalesi per quasi venti anni, ha iniziato a collaborare con la Giustizia. Sandokan, come lui stesso voleva essere chiamato, è ferito, forse malato di cancro, non vuole morire in carcere. E dunque parla con i magistrati della Dda di Napoli che probabilmente per la prima volta potranno fare chiarezza sui troppi lati oscuri rimasti nonostante le molte collaborazioni tra i casalesi.
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Il boss della camorra campana, Francesco Schiavone, capo indiscusso del clan dei Casalesi e custode di importanti segreti, dopo 26 anni di prigione, ha deciso di collaborare con la giustizia. "Sandokan", soprannome attribuitogli per la somiglianza con l'attore dell'omonimo sceneggiato televisivo, avrebbe deciso di collaborare con la giustizia anche perché malato. Dopo le verifiche compiute dalla Direzione nazionale antimafia…
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