Nella seduta di lunedì 7 luglio il petrolio (E-Mini Crude Oil future) ha compiuto un veloce recupero ed è risalito fino a quota 68,30 dollari. Nonostante questo rimbalzo il quadro tecnico di breve termine rimane ancora contrastato: un nuovo allungo dovrà infatti affrontare un primo ostacolo in area 69,80-70 e una seconda resistenza grafica a ridosso dei 73$. Soltanto una chiusura giornaliera superiore ai 74,50$, tuttavia, potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza.
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Altre notizie:
Il Petrolio sta limando qualche punto dai livelli di chiusura della vigilia, mentre il derivato sul metallo giallo è senza direzione. L'oro nero ha esordito a quota 67,47, e tratta ora a 67,47, con un ribasso di 0,45 dollari per barile rispetto alla chiusura precedente, mentre il future sull'oro scambia a 3.335,16, dopo aver iniziato gli scambi a 3.336,67. Le indicazioni non costituiscono invito al trading
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Chiusura del 7 luglio Ottima performance per il Light Sweet Crude Oil, che ha chiuso in rialzo del 2,20%. L'esame di breve periodo del greggio WTI classifica un rafforzamento della fase rialzista con immediata resistenza vista a 68,71 e primo supporto individuato a 66,33. Tecnicamente ci si attende un ulteriore spunto rialzista della curva verso nuovi top stimati in area 71,1. Le indicazioni non costituiscono invito al trading
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I prezzi del petrolio sono arretrati martedì, dopo aver registrato un incremento di quasi il 2% nella sessione precedente, mentre gli investitori valutavano gli ultimi sviluppi sui dazi statunitensi e un aumento della produzione OPEC+ per agosto superiore alle attese. I future sul Brent sono scesi di 12 centesimi, pari a circa lo 0,2%, attestandosi a 69,46 dollari al barile alle 10:43 GMT. Il greggio statunitense West Texas Intermediate ha…
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I prezzi del petrolio sono scesi martedì dopo aver registrato un aumento di quasi il 2% nella seduta precedente, mentre gli investitori valutano i nuovi sviluppi sui dazi statunitensi e l'aumento della produzione OPEC+ per agosto, superiore alle attese. I future sul Brent sono calati di 22 centesimi, pari allo 0,3%, attestandosi a 69,36 dollari al barile alle 03:30 GMT. Il greggio statunitense West Texas Intermediate è sceso di 27 centesimi, ovvero…
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Prezzi del petrolio in rialzo: la domanda sostenuta supera l'aumento inatteso della produzione OPEC+
I prezzi del petrolio sono saliti di quasi il 2% lunedì poiché i segnali di una domanda robusta hanno più che compensato l'impatto di un aumento della produzione OPEC+ per agosto, superiore alle attese, e le nuove preoccupazioni riguardo al potenziale impatto dei dazi statunitensi. I future sul Brent hanno chiuso in rialzo di 1,28 dollari, pari all'1,9%, a 69,58 dollari. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è salito di 93…
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Settimana turbolenta per il petrolio, che ha segnato la peggiore flessione da oltre un anno per poi tentare un recupero nelle ultime sedute. I movimenti dei prezzi hanno riflesso sia l’aumento delle scorte statunitensi che l’attesa per le prossime mosse dell’OPEC+, in un contesto reso incerto anche dalle tensioni geopolitiche. La settimana appena conclusa ha riportato l’attenzione su un mercato energetico sempre più…
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Petroliferi deboli a Piazza Affari ( FTSE MIB ) e nel resto d'Europa dopo l'annuncio di Opec+ di aumentare i livelli produttivi e dopo le nuove previsioni fornite da Shell e giudicate deludenti. Così a Milano sono in calo Eni , Saipem e Tenaris . A Londra British Petroleum e Shell , e ancora, la portoghese Galp e la francese Total . Il valore del greggio questa mattina è in positivo, anche se Opec+ ha deciso di innalzare la produzione di petrolio a partire dal mese di…
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L"Opec+ ha deciso di premere ancora sull"acceleratore. A partire da agosto il cartello aumenterà la produzione collettiva di altri 548.000 barili al giorno. È il quarto incremento consecutivo da aprile e rappresenta un"accelerazione nella rimozione dei tagli volontari. L"obiettivo ufficiale è quello di assecondare una domanda estiva «robusta», ma il tempismo e la portata della decisione lasciano spazio a interrogativi, afferma Gabriel…
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Lettere, minacce e trattative in bilico. Gli Stati Uniti si preparano a scoprire le carte sul fronte commerciale, con Trump pronto a spedire lettere a una quindicina di paesi per comunicare le nuove aliquote sui dazi. L’obiettivo? Forzare la mano nei negoziati, mentre la scadenza del 1° agosto incombe. Nel frattempo, l’OPEC+ sorprende con un nuovo aumento dell’offerta di petrolio. Uno scenario ad alta tensione che potrebbe ridefinire i rapporti globali già nelle prossime…
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Incolore il petrolio, a fronte di un ribasso del derivato sul metallo giallo. L'oro nero ha iniziato gli scambi a quota 66,35, con una variazione di appena -0,11 dollari per barile rispetto alla chiusura precedente, mentre il future sull'oro vale 3.310,3, dopo aver aperto a 3.337,58. Le indicazioni non costituiscono invito al trading.(A cura dell'Ufficio Studi Teleborsa)
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Nella seduta di venerdì 4 luglio il petrolio (E-Mini Crude Oil future) ha subito una correzione intraday ed è sceso verso i 66 dollari. Il quadro tecnico di breve termine rimane quindi contrastato: un segnale di forza arriverà con il breakout di quota 67,60$ anche se un allungo dovrà comunque affrontare un primo ostacolo in area 69,80-70 e una seconda barriera a ridosso dei 73$. Soltanto una chiusura giornaliera superiore ai 74,50$, tuttavia, potrebbe fornire una nuova dimostrazione di forza.
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Sotto la regia saudita, accelera ancora il ritiro dei tagli di produzione: un chiaro segno della volontà di riconquistare quote di mercato, ora che gli Stati Uniti arretrano. La produzione Usa, nonostante Trump, è avviata a calare nel 2026 per la prima volta dal Covid. E l’export è ai minimi da due anni
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Borse su, a un soffio dai massimi. Petrolio in discesa. E lingotti in calo. Tranquilli, nulla di grave. Questo hanno sentenziato i mercati finanziari, archiviando l’ultima crisi tra Israele e Iran — incluse le bombe sganciate da Donald Trump sui siti nucleari di Teheran — come un episodio insignificante. Eppure qualcosa è successo. E qualcosa ancora potrebbe accadere. È vero che tutti gli analisti oggi escludono un blocco totale dello Stretto di…
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