GenZ 212, il gruppo che da alcuni giorni sta animando proteste che hanno interessato diverse città marocchine, ha annunciato altre “dimostrazioni pacifiche per oggi, come parte di un’espressione civile e responsabile delle nostre richieste”. Tuttavia, le manifestazioni nei giorni scorsi hanno portato anche ad atti di vandalismo e scontri con la polizia. Le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco sui manifestanti, uccidendo tre persone a Leqliaa, una piccola città alla periferia di Agadir
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Approfondimenti:
I dimostranti del collettivo GenZ 212, i cui fondatori sono ignoti ma che conta ormai 150’000 membri sulla sua pagina, hanno chiesto le dimissioni del Governo. Affermano di rifiutare ogni tipo di violenza e chiedono ai dimostranti di protestare pacificamente. “Il popolo vuole salute ed educazione”, hanno cantato giovedì sera decine di manifestanti, agitando la bandiera nazionale nel quartiere commerciale di Agdal a Rabat, la capitale.
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Il collettivo giovanile marocchino di nuova formazione "GenZ 212" ha chiesto le dimissioni del governo, dopo la sesta serata consecutiva di proteste per migliorare i servizi sanitari e scolastici, segnate mercoledì da una violenza mortale. Queste manifestazioni sociali, senza precedenti nella loro spontaneità e organizzate da GenZ 212 da sabato, seguono le proteste iniziate a metà settembre in diverse città marocchine dopo la morte di otto donne incinte ricoverate per parto cesareo nell'ospedale…
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È presto per capire se le proteste giovanili in corso in Marocco assumeranno le sembianze di una rivoluzione. Ma la violenza della polizia, sfociata in oltre 400 arresti e nell’uccisione di due manifestanti, ricorda i moti scoppiati a cavallo tra il 2010 e il 2011, che hanno inaugurato un nuovo corso nella storia dei paesi del Nord Africa. E non solo. In Tunisia il presidente Ben Ali era stato cacciato dall’ondata di proteste in seguito alla morte di Mohamed Bouazizi, venditore ambulante che si era dato fuoco a…
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«Non ci sono più i giovani di una volta», una frase appartenuta a ogni generazione nella storia dell’umanità. Ora è il turno della Gen Z, che sta dimostrando di essere davvero diversa dai suoi predecessori, ma in un modo diverso da quello che ci si aspettava: nessuno li ha visti arrivare. Dall’Indonesia al Nepal, passando per Filippine, Madagascar, Perù, Kenya e Marocco. Sono i giovani del sud globale a guidare le proteste che stanno facendo tremare i governi del mondo.
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Una nuova notte di proteste in Marocco, anche di scontri con la polizia. E alla fine, dopo cinque giorni di manifestazioni, c’è scappato il morto. Mercoledì, nella tarda serata, due giovani sono stati abbattuti dalle forze dell’ordine, mentre stavano facendo irruzione in un commissariato a Inezgane, nella regione di Agadir, nel sud del paese. È una delle aree dove più si polarizza la rivolta e da…
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Da cinque giorni in Marocco si susseguono manifestazioni quotidiane nelle principali città: a Rabat (la capitale), a Casablanca (la grande metropoli), a Marrakech (la perla del turismo), ma anche a Tangeri, Tetouan, Agadir e in vari altri centri. All’inizio per lo più pacifiche, le proteste sono poi degenerate in scontri violenti, in particolare dopo il diffondersi di un video girato martedì scorso a Oujda, una città al confine con l’Algeria che conta più di mezzo milione di…
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Le cosiddette “proteste della Gen Z”, alimentate da giovani esperti di internet, sono le più grandi del Paese degli ultimi anni e si sono diffuse nonostante manchi l'autorizzazione. La rabbia è diretta contro la presunta corruzione e le scuole e gli ospedali trascurati, in contrasto con i miliardi spesi per i tornei di calcio. A Sale, vicino a Rabat, adolescenti mascherati hanno incendiato auto e negozi, mentre disordini sono stati segnalati anche a Inzegane, Ait Amira e Oujda…
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Marocco, quinta notte di proteste dei giovani contro il governo 2 ottobre 2025 In Marocco i manifestanti antigovernativi hanno riempito le strade per la quinta notte consecutiva, mentre le proteste contro lo stato dei servizi pubblici sono nuovamente degenerate in violenza e distruzione. Le cosiddette "proteste della Generazione Z", guidate in gran parte da giovani esperti di internet, si sono rivelate le più grandi del Paese da anni.
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