Khan Yunis, 23 gen. A cinque giorni dall'inizio della tregua una delle priorità a Gaza è il recupero dei morti. Secondo la protezione civile della Striscia, controllata da Hamas, ci sarebbero ancora 10mila corpi sotto le case distrutte dai raid israeliani.Qui siamo a Khan Yunis e queste salme sono state recuperate e ricomposte."Questi martiri sono rimasti sotto le macerie per tutta la durata della guerra - spiega un residente, Ismail Hussein Abu Reda - Nessuno poteva raggiungerli a…
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“Sollevata”, “è come se fossi nata la seconda volta”, “riconoscente”. Sono alcune delle parole che le persone di Medici senza frontiere, che lavorano a Gaza, hanno scelto per descrivere ciò che stanno provando – e hanno provato – dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Hamas e l’esercito israeliano. Il video è stato pubblicato da Msf sui propri canali social.
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Dopo il cessate il fuoco tra Hamas e Israele, i palestinesi hanno iniziato a tornare verso ciò che rimane delle loro case, evacuate durante i 15 mesi di guerra. Alcuni stanno cercando di creare rifugi di fortuna tra le macerie, nonostante la mancanza di acqua e il rischio di ordigni inesplosi. Alcuni funzionari dell”Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), in visita al campo di Jabaliya, hanno detto di “aver guidato per 10 minuti senza vedere un…
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Gaza, la devastazione nel campo di Jabaliya dopo il cessate il fuoco 23 gennaio 2025 Dopo il cessate il fuoco tra Hamas e Israele, i palestinesi hanno iniziato a tornare verso ciò che rimane delle loro case, evacuate durante i 15 mesi di guerra. Alcuni stanno cercando di creare rifugi di fortuna tra le macerie, nonostante la mancanza di acqua e il rischio di ordigni inesplosi. Alcuni funzionari dell''Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), in visita al…
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DEIR AL BALAH — Aspettavamo tutti il cessate il fuoco con impazienza. Abbiamo desiderato il silenzio non perché cancelli il dolore, ma per iniziare la ricerca dei dispersi e dei corpi dei nostri cari sepolti sotto le macerie. In tanti giacciono ancora nelle strade e in quelle che una volta erano case. Irraggiungibili e non reclamati. Ai soccorsi è stato negato l’accesso a molte aree, lasciando ch…
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Gaza City, 22 gen. Alcuni abitanti della città di Gaza montano una tendopoli tra le macerie del quartiere Al-Shujaiya di Gaza City per ospitare gli sfollati che rientrano in città, nel quarto giorno di cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hamas nel territorio palestinese. "Le loro case sono inabitabili, in rovina. È il minimo che possiamo fare per la nostra gente che è stata trasferita a sud.
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A Gaza volontari montano delle tendopoli per gli sfollati 22 gennaio 2025 Gaza City, 22 gen. - Alcuni abitanti della città di Gaza montano una tendopoli tra le macerie del quartiere Al-Shujaiya di Gaza City per ospitare gli sfollati che rientrano in città, nel quarto giorno di cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hamas nel territorio palestinese. "Le loro case sono inabitabili, in rovina. È il minimo che possiamo fare per la nostra gente che è stata trasferita a sud.
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Le testimonianze di due operatori di Medici senza Frontiere dalla Striscia di Gaza, dove domenica scorsa è entrato in vigore il cessate i fuoco dopo mesi di combattimenti tra Hamas e Israele: "C’è la speranza che la situazione umanitaria e le condizioni economiche miglioreranno, ma c’è anche la paura di un futuro incerto che aleggia nella mente di tutti noi".
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RAFAH – I più speravano di poter lasciare Gaza per ricevere cure già il primo giorno del cessate il fuoco, ma solo dopo la seconda consegna di ostaggi, sabato o domenica, i pazienti che nella Striscia combattono contro la malattia e il tempo potranno finalmente uscire per ricevere le cure necessarie. L’annuncio arriva da Bassem Naim, dell’ufficio politico di Hamas, che parlando all’agenzia Safa chiarisce il giallo che ha accompagnato i primi giorni di tregua.
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Gioia mista a dolore, desiderio di pace, voglia di volare. Sono le parole scelte da alcuni operatori e operatrici di Medici Senza Frontiere a Gaza per descrivere le emozioni di questi primi giorni di cessate il fuoco. Sentimenti contrastanti, sperare a un futuro di pace e cantare, ma al tempo stesso piangere per i troppi morti.I team di Msf, composti da oltre 900 operatori palestinesi e circa 40…
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Gaza, la distruzione a Rafah vista dall'alto: agghiacciante Le immagini girate da un drone mostrano la distruzione a Rafah nel sud di Gaza, dopo oltre 15 mesi di bombardamenti israeliani sulla città. Molti edifici sono distrutti o danneggiati. Domenica è entrata in vigore la tregua tra Hamas e Israele. Secondo il ministero della Salute della Striscia, controllato dal movimento estremista palestinese, dall'inizio del conflitto i morti sono 47.035, mentre i feriti sono 111.091.
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Gaza, la distruzione a Rafah vista dall'alto 22 gennaio 2025 Le immagini girate da un drone mostrano la distruzione a Rafah nel sud di Gaza, dopo oltre 15 mesi di bombardamenti israeliani sulla città. Molti edifici sono distrutti o danneggiati. Domenica è entrata in vigore la tregua tra Hamas e Israele. Secondo il ministero della Salute della Striscia, controllato dal movimento estremista palestinse, dall'inizio del conflitto i morti sono 47.035, mentre i feriti sono 111.091.
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La notte a Gaza ha un suono che molti ora faticano a riconoscere: quello del silenzio. Le strade, un tempo coperte dal frastuono delle bombe, ora sono avvolte da un'eco a cui si fatica a credere, quella della tregua. Il vento soffia tra le macerie, portando con sé l’odore acre della polvere e del cemento frantumato, ma anche un accenno di speranza. «Per la prima volta dopo 15 mesi, non ci sono urla, non ci sono bombe: è una calma irreale - racconta quasi in lacrime Sami Abu Omar…
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DEIR AL BALAH – Da quando è iniziato il cessate il fuoco, le merci e gli aiuti umanitari hanno cominciato a entrare molto lentamente nei mercati di Gaza. Il punto di ingresso principale è il valico di Rafah, unica via per far arrivare gli aiuti nella Striscia. L’ultima volta che era successo risaliva a maggio. Ho deciso di fare un giro al mercato di Deir al Balah per vedere cosa era cambiato. M…
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GERUSALEMME. Walid è seduto su una sedia a dondolo davanti ad un palazzo distrutto. È l’unica cosa che si è salvata di casa sua. È di vimini, e lui, gambe accavallate, si fuma una sigaretta. «E che devo fare? Questa è la guerra. Una volta qui c’era casa mia. Ora ho la sedia. Ma almeno sono vivo». Poco avanti, un gruppo di ragazzi è accovacciato sui talloni. Hanno davanti un lenzuolo bianco, uno…
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«Da Gaza mi arriva gioia: la mia famiglia, i miei amici, la gente è felice che lo sterminio sia finito. Ma è una gioia temporanea: il futuro fa paura, sono senza casa e senza lavoro. La sofferenza patita in 15 mesi continuerà ad accompagnarci, anche nei sogni. Eppure Gaza ha resistito, per questo è sicura di risorgere come una fenice». Fadil Alkhaldy è nato e cresciuto nel campo profughi di Jabaliya
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Quando i palestinesi tornano a Gaza, molti trovano le loro case ridotte in macerie, in particolare a Jabaliya, che ha subito intensi bombardamenti durante 15 mesi di conflitto. Residenti come Nizar Hussein esprimono profonda disperazione e stanno ricostruendo rifugi di fortuna in mezzo a una distruzione diffusa. Hassan, sfollato dal campo diversi mesi fa, ha iniziato a costruire un riparo usando dei teloni e dice che potrebbero volerci anni per ricostruire la sua casa.
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I corpi di 72 persone «sono arrivati negli ospedali (...) nelle ultime 24 ore», ha affermato il ministero della salute in una dichiarazione. «Alcune vittime sono ancora sotto le macerie e sulle strade, e le ambulanze e le squadre della protezione civile non sono in grado di raggiungerle», ha aggiunto.
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– La Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), da 90 anni impegnata nella salvaguardia delle vite umane in situazioni di emergenza, esprime profonda preoccupazione per la grave crisi sanitaria che sta colpendo il nord della Striscia di Gaza. L’interruzione delle attività del Kamal Adwan Hospital ha lasciato la popolazione senza strutture sanitarie maggiori operative.
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Centinaia di sfollati palestinesi si sono radunati davanti a un centro di distribuzione gestito dall’UNRWA a Khan Younis, nel sud di Gaza, per ricevere aiuti umanitari nel terzo giorno di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Alcuni lamentano che gli aiuti non sono sufficienti e di avere bisogno di più cibo, di vestiti e lenzuola per scaldarsi. LaPresse
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Per un anno e mezzo, abbiamo assistito a bombardamenti incessanti, a edifici ridotti in macerie, al caos e alla disperazione. Le nostre menti sono rimaste prigioniere di quel disastro, delle migliaia di vite spezzate dalla furia di una vendetta che non ha mai conosciuto tregua. Oggi, a poche ore dalla sospensione momentanea del conflitto, l’Occidente ha giustamente gioito per la liberazione di tre ostaggi, un gesto che ha commosso il mondo intero.
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