L'oro sfoga la sua volatilità: prima il crollo in apertura, poi il recupero intraday. Cosa dicono le previsioni sui prezzi. L’oro ha aperto la sessione odierna con un profondo crollo sui grafici, salvo poi recuperare qualcosa dopo il presunto cessate il fuoco temporaneo ordinato da Donald Trump per offrire un momento di tregua dalla guerra e dalla crisi energetica in corso. Tradizionalmente considerato il principale asset safe haven del pianeta, il metallo…
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Oro e argento cambiano direzione e tornano a salire sui mercati delle materie prime, seguendo il rimbalzo generale innescato dall’annuncio di una tregua di cinque giorni comunicata dal presidente americano Donald Trump dopo quelli che ha definito “colloqui molto buoni” con l’Iran. Il metallo prezioso per eccellenza mette a segno un rialzo del 3,44% e si porta a 4.415,93 dollari l’oncia, mentre l’argento corre ancora di più, con un progresso del 6,71% a 68,38 dollari l’oncia.
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C’è qualcosa di profondamente controintuitivo in quello che sta accadendo all’oro in questi giorni. Il mondo è in guerra, eppure il metallo prezioso per eccellenza, quello che gli investitori di tutto il pianeta hanno sempre tenuto come polizza assicurativa contro il caos, sta crollando. La giornata di oggi rischia di diventare uno dei giorni peggiori per il gold nell’ultimo quindicennio, e se non hai capito ancora perché, vale la pena approfondire.
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L’oro torna sotto pressione e registra una delle peggiori fasi degli ultimi anni, mettendo in discussione il suo ruolo tradizionale di bene rifugio. Nonostante il contesto di forte tensione geopolitica in Medio Oriente, il metallo prezioso sta subendo vendite consistenti, bruciando i guadagni da inizio anno, in controtendenza rispetto a quanto ci si aspetterebbe in uno scenario di rischio elevato. Vediamo cosa succede.
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Il prezzo dell'oro conferma la pesante inversione di tendenza della settimana scorsa: il future per la consegna immediata (Gold Spot) oggi sta facendo segnare i nuovi minimi annuali a 4.200 dollari l'oncia con una riduzione del 10,6% in poche ore. Lo stesso tipo di contratto all’inizio degli raid in Iran, veniva scambiato a 5.345 dollari, da allora sono stati azzerati tutti i guadagni del 2026, con ben nove sedute in negativo, il peggior calo da 40 anni.
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Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell'1,35%. Continua a calare l'oro, ormai da 4 settimane: a penalizzarlo proprio l'impennata del petrolio. Il metallo giallo è sceso sotto i 4.300 dollari l'oncia e nella settimana appena conclusa il calo è stato di oltre il 10%.
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Crolla l'oro in avvio di settimana, con i futures sul Comex in scadenza a giugno 2026 che perdono il 7,6% a 4.259 dollari l'oncia e l'oro spot che tratta a 4.199 dollari l'oncia, in calo del 6,5%. A pesare è l'escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha alimentato i timori di inflazione e accresciuto le aspettative di un aumento dei tassi di interesse globali.La scorsa settimana l'oro ha perso oltre il 10%, registrando la sua peggiore settimana…
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