Una tregua firmata più per sfinimento che per convinzione, ma quanto mai necessaria per permettere la liberazione di alcuni ostaggi e per dare un minimo di respiro alla martoriata popolazione palestinese. Senza tuttavia che vi siano grandi speranze sul fatto che da questo accordo temporaneo si avvii un vero processo di pace in Terra Santa. Dopo sedici mesi di un conflitto che ha fatto di Gaza una immane e vergognosa catastrofe umanitaria, le pressioni perché tanto il governo di ultra-destra…
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Approfondimenti:
Roma, 16 gen. – Il governo israeliano deve riunirsi oggi per approvare l’accordo di cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi con Hamas, hanno riferito i media israeliani, all’indomani dell’annuncio dei mediatori sull’intesa che dovrebbe portare alla fine della guerra a Gaza.La tregua entrerà in vigore domenica e comporterà lo scambio di ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi, dopodiché saranno finalizzati i termini di un accordo di pace più ampio, ha affermato…
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DAL NOSTRO CORRISPONDENTEGERUSALEMME Gli spettatori in fila per entrare al teatro Habima di Tel Aviv passano sotto le lampadine che da 467 giorni compongono la scritta «Bring them home», sempre accese in questi mesi di attesa angosciata per i famigliari degli ostaggi tenuti a Gaza dai terroristi di Hamas. Il dramma mette in scena gli eccessi della regina Jezebel, raccontati nella Bibbia, e l’attrice protagonista assicura che «no…
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Introduzione Dopo lunghe trattative, è stata siglata l’intesa per un cessate il fuoco a Gaza. L’accordo, in base a quanto comunicato dal primo ministro del Qatar Mohammed Al Thani, prevede che la tregua inizi domenica 19 gennaio. Secondo quanto emerso finora, in una prima fase lunga 42 giorni saranno liberati 33 ostaggi israeliani e circa mille detenuti palestinesi. Ecco quali sono i principali punti previsti e che cosa succederà adesso nella Striscia.
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Quale sarà il futuro della striscia di Gaza se l'accordo sullo scambio fra ostaggi israeliani e detenuti palestinesi andrà in porto senza intoppi? I 42 giorni di tregua sono solo la prima fase, ma la seconda e la terza, previste e ancora da chiudere, puntano alla stabilizzazione, pacificazione e pure ricostruzione della fetta di terra ridotta in macerie da dove è partito l'attacco stragista del 7 ottobre.
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