Dopo il verdetto del giudice di Catania Iolanda Apostolico che non ha convalidato il fermo di tre migranti trattenuti nel Cpr di Pozzallo, anche il tribunale di Firenze ha disapplicato il decreto Cutro nel caso di migrante in arrivo dalla Tunisia. Il collegio dei giudici del capoluogo toscano, presieduto da Luca Minniti, ha infatti annullato l'espulsione dell'immigrato a cui il Viminale aveva negato lo status di rifugiato, perché la Tunisia non può essere considerato un "Paese…
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La sentenza del tribunale di Firenze è diventata un caso nazionale. I giudici fiorentini hanno annullato l’espulsione di un migrante considerando il Paese di origine, al Tunisia, non sicuro. La decisione arriva dopo il no del giudice del tribunale di Catania, che non ha convalidato il trattenimento di tre richiedenti asilo tunisini sbarcati in Italia. Due provvedimenti che disapplicano il decreto emanato dopo la strage di Cutro, e spaccano lo scacchiere…
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Delmastro inchioda il giudice di Firenze che ha annullato l'espulsione di un migrante tunisino, ritenendo il suo Paese d'origine un posto "non sicuro": «Ha esondato dalle sue prerogative». Sì, perché sul fronte migranti, quella imbastita sulla gestione dei flussi e dell'accoglienza rischia di diventare una tela di Penelope. Da
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Il Tribunale di Firenze ha annullato l’espulsione di un cittadino tunisino perché, secondo il giudice, il Paese di destinazione «non è sicuro». Una decisione che arriva a pochi giorni di distanza da quella della giudice Iolanda Apostolico che ha liberato dal Cpr di Pozzallo tre immigrati irregolari appena arrivati, dichiarando illegittimo il decreto Cutro del governo. Una sentenza che ha provocato un gran terremoto, con la premier…
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La sentenza con la quale il giudice di Catania, Iolanda Apostolico, ha disapplicato il decreto Cutro, liberando di fatto quattro migranti tunisini che si trovavano nel Cpr di Pozzallo, per alcuni esponenti della politica potrebbe avere tratti ideologici. Un sospetto che si insinua a seguito delle pubblicazioni e degli apprezzamenti social dello stesso giudice ma anche da un video in cui il giudice sembra essere in prima fila durante le proteste per il caso Diciotti.
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C’è un fronte ben più ampio che preoccupa Giorgia Meloni e che il governo ha tenuto coperto dietro il braccio di ferro con la Germania sulle Ong. Riguarda la Tunisia e sembra complicare ancora di più la strategia della premier italiana, fondata su un Memorandum di intesa tra l’Europa e l’autocrate Kais Saied, che per il momento è rimasto tra le buone intenzioni non realizzate. La Tunisia è o non …
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Ancora tensione tra il governo e i magistrati. La premier Giorgia Meloni è tornata a parlare della sentenza di Catania. Sulle «motivazioni di quella sentenza, che si occupa di un migrante, fra l'altro già destinatario di un provvedimento di espulsione, con tesi francamente incomprensibili, tipo le caratteristiche fisiche del migrante adatte ai cercatori d'oro in Tunisia, io non sono d'accordo. La difesa corporativa che vedo dall'altra parte…
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«La grave crisi socioeconomica, sanitaria, idrica e alimentare, nonché l’involuzione autoritaria e la crisi politica in atto» in Tunisia «sono tali da rendere obsoleta la valutazione di sicurezza compiuta a marzo dal governo italiano». Con questa motivazione il Tribunale di Firenze ha accolto il ricorso di un migrante tunisino a cui il ministero dell’Interno aveva negato la protezione umanitaria. La decisione di annullare l’espulsione arriva dopo il no del giudice del…
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La Farnesina deve rivedere il proprio giudizio sulla sicurezza della Tunisia alla luce degli ultimi avvenimenti ma anche di pareri negativi e preoccupazione per il mancato rispetto dei diritti umano espressi a settembre sia dall'Unhcr sia dalla Commissione Europea dopo gli accordi firmati con il presidente tunisino Kais Saied che prevedono sostegno economico da…
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Intervista alla collega di Iolanda Apostolico (nella foto) 2' DI LETTURA CATANIA – “In questo momento c’è un attacco ingiustificato alla magistratura che prende spunto da un provvedimento il cui contenuto non può essere condiviso dal governo”. Sono le parole di Marisa Acagnino, giudice della prima sezione del tribunale di Catania e collega di Iolanda Apostolico, finita al centro degli attacchi politici per i provvedimenti di diniego del trattenimento di alcuni migranti.
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Il Csm si spacca sulla solidarietà alla giudice di Catania Iolanda Apostolico, bersaglio in queste ore di duri attacchi da parte del governo Meloni per non aver convalidato il provvedimento di trattenimento per quattro migranti al centro di Pozzallo. Le toghe della corrente di destra della magistratura non hanno firmato il documento che chiede una pratica a tutela per la giudice. Csm si spacca sulla giudice di CataniaChi è la…
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Del profilo Facebook di Iolanda Apostolico non c'è traccia. Dopo essere finita al centro della polemica, la giudice di Catania sembra aver oscurato il social. Lo stesso dove condivideva attacchi al centrodestra. Non è passata inosservata la richiesta delle dimissioni dell'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini per la vicenda Open Arms. Così come le pagine pro-ong da lei seguite. Insomma, la sua tendenza politica appare chiara.
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Torino, 3 ott. "Non c'è nessuno scontro con la magistratura, lo voglio ribadire anche questa volta. Semplicemente la magistratura è libera di disapplicare una legge del Governo e il Governo è libero di dire che non è d'accordo perché a me la motivazione con la quale si rimette in libertà un immigrato irregolare già destinatario di un provvedimento di espulsione dicendo che le sue caratteristiche fisiche sarebbero quelle che i cercatori d'oro in Tunisia considerano buone per…
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I consiglieri del Csm chiedono la tutela per la giudice di Catania finita nel mirino della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il Csm si schiera in difesa di Iolanda Apostolico, la giudice di Catania che non ha convalidato il trattenimento nel Cpr di Pozzallo di tre migranti, finita nel mirino anche della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura ha depositato la…
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TORINO (ITALPRESS) – “Non c’è nessuno scontro con la magistratura. Lo voglio ribadire anche questa volta. Semplicemente la magistratura è libera di disapplicare una legge al governo e il governo è libero di dire che non è d’accordo. Perchè, insomma, a me la motivazione con la quale si rimette in libertà un immigrato irregolare, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dicendo che le sue caratteristiche fisiche sarebbero quelle che i cercatori d’oro in Tunisia considerano buone per i loro interessi, pare…
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